Foggia Calcio in panne, la strada è tutta in salita: tanto lavoro per Zauri in attesa del mercato di riparazione

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Si resta sul fondo in apnea. In attesa di tempi migliori. Che oggettivamente non si sa se, e quando, arriveranno. Il Foggia che non ha sfruttato al meglio il doppio turno casalingo, e con la Casertana ha dovuto accontentarsi solo di un punticino, ha fatto un passo indietro rispetto al match non la Juve dei Saranno Famosi.

Luciano Zauri voleva vincerla, ma ha rischiato pure di perderla, perché l'avversario si è mostrato di ben altra consistenza rispetto ai bianconeri, e in quanto il Foggia attuale paga dazio a gran parte delle concorrenti sul piano della corsa e della organizzazione più in generale.

COSA NON VA
La squadra, che con la Juve aveva dato confortanti segnali di risveglio, dopo 5 giorni dall'ultimo impegno è sembrata sulle gambe. Poco dinamica e reattiva, ancora una ha mostrato le sue maggiori lacune in mezzo al campo: Mazzocco e Da Riva che coi bianconeri erano sembrati particolarmente in palla hanno pagato lo sforzo, confermando che non essendo ancora al top della condizione non reggono il peso di due gare ravvicinate. Con Danzi a mezzo servizio, con Gargiulo fermo ai box e con Tascone appiedato dal giudice, Zauri non ha avuto a disposizione i ricambi per provare ad incidere anche a gara in corso.

In difesa Salines, al rientro dopo la squalifica, ha confermato di essere in un momento di appannamento che ne condiziona il rendimento, mentre al centro del reparto Camigliano è apparso oltre che macchinoso anche poco reattivo in chiusura, e in un paio di circostanze ha pericolosamente cincischiato rischiando la ripartenza della Casertana.

Note dolenti anche in prima linea, dove Orlando è sembrato la brutta copia del giocatore decisivo con la Juve, mentre Sarr, uscito dopo mezz'ora è ancora troppo acerbo, e Santaniello che lo ha sostituito, si è confermato un corpo estraneo alla squadra.

COSA VA
Perina fra i pali sembra rigenerato dopo la fiducia concessagli da Zauri, e l'intervento salva-risultato su Proia nella ripresa ne è la conferma. Felicioli, che sinora non ha convinto, venerdì sera  è parso più attento ed applicato soprattutto in copertura, dove finora spesso si era fatto cogliere fuori posizione. Leggeri i progressi evidenziati, e da confermare in un ruolo dove il Foggia dispone anche di un Vezzoni che non può rappresentare solo una semplice alternativa al laterale scuola Milan.

Altra prestazione di personalità per Orazio Pazienza, sempre più a suo agio nel ruolo di play e sempre più calato nei meccanismi di squadra. È calato alla distanza perché ha risentito della prova incolore ai suoi lati di Mazzocco e Da Riva, ma il ragazzo è ormai nelle corde del Foggia ed integrato in un gruppo che necessita del suo temperamento per contrastare il passo a metà campo degli avversari, che quasi sempre viaggiano a velocità diversa rispetto a quella dei rossoneri.

In prima linea salgono di livello le prestazioni di Millico, che non è ancora il giocatore ammirato nella seconda parte della passata stagione, ma che con i suoi cambi di passo e gli allunghi sulla fascia sinistra comincia finalmente ad incidere.

LE SCELTE DI ZAURI
L'undici mandato in onda con la Casertana conferma che Luciano Zauri ha ormai azzerato le gerarchie, e che sta ripensando l'undici-tipo. In attesa poi del mercato di riparazione, che dovrà dare un nuovo volto al Foggia. Per De Lucia, Gargiulo, Emmausso e Murano, se non interverranno fatti nuovi, le porte della prima squadra potrebbero chiudersi definitivamente. E qualcuno di essi non è escluso che a gennaio possa cambiare aria.

Zauri ufficialmente punta al recupero di tutti gli effettivi, anche di coloro che o non si sono integrati o che di quì a breve potrebbe non rientrare più nel progetto tecnico. Ma è chiaro che di qui ad un mese bisognerà tirare una linea ed il ds Leone dovrà stilare la lista dei promossi e dei bocciati. Perché indietro non si torna, ed il Foggia d'ora in avanti ha bisogno di certezze.
(Foto Calcio Foggia 1920)

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testatina dillo al direttore WEB

 

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