Ancora 180’, e poi su questo inconcludente 2024 che ha annacquato gli entusiasmi e generato insoddisfazione calerà il sipario. Contro l’AZ Picerno prima, e il Trapani poi, il Foggia che nell’ultimo mese ha rimesso fuori la testa si lancerà a caccia di quei punti necessari per allontanarsi definitivamente dalle retrovie.
E per guardare con un pizzico di rinnovato ottimismo in più ad un anno nuovo che comunque si preannuncia fin d’ora ricco di incognite. Sul piano squisitamente sportivo, con una squadra che sarà chiamata a risalire il più possibile la china per evitare che si parli di ennesima stagione fallimentare. E a livello societario, con una proprietà che al di là dei buoni propositi e delle dichiarazioni di facciata, continua a brancolare nel buio. Costretta a rimediare alle proprie magagne con la classica pezza a colori in corsa.
Cosa riserverà al Foggia il 2025, ora che sul piano tecnico si è trovata la quadra e con Leone nella stanza dei bottoni e Zauri in panchina si è voltata definitivamente pagina? A lume di naso la prossima finestra del mercato di riparazione sarà la cartina di tornasole di cosa realmente bolle in pentola per il futuro rossonero.
Il patron Nicola Canonico si prepara all’ennesima rivoluzione di gennaio, come puntualmente avvenuto nelle due ultime annate, nel tentativo di raddrizzare una stagione che partita fra squilli di tromba si è fatta subito tutta in salita? Oppure, dietro l’abile regia del ds Leone, guarderà oltre il traguardo finale che potrà essere raggiunto di qui a maggio (realisticamente, e nella migliore delle ipotesi, rientrare cioè nella griglia playoff fra l'ottavo ed il decimo posto) e proverà a gettare le basi per rilanciare la sua personale scommessa?
È attorno a questo interrogativo che si stanno già accentrando le attenzioni di Leone, che in questo primo mese di silente operatività ha cominciato a conoscere la realtà che lo circonda e a fare le prime valutazioni a tutto tondo sul materiale umano che Zauri si ritrova a disposizione e su dove sarebbe il caso di intervenire.
Facile immaginare il quadro che si sia materializzato agli occhi del dirigente pescarese, che sa di ritrovarsi una patata bollente fra le mani, e che a Foggia non vuole essere di passaggio. Perché al di là degli 8 mesi di contratto che ha sottoscritto, mira a gettare le basi per un progetto proiettato nel futuro. Che sia poi ancora nel segno di Canonico o di qualcun altro non fa differenza.
Fra 19 giorni via al mercato-bis, si riaprono le contrattazioni ed è chiaro che per quella data il Foggia dovrà farsi trovare pronto. La strategia, in ogni caso, con ogni probabilità verrà messa a punto alla luce anche di cosa accadrà nelle due prossime gare, è ovvio che laddove Salines e compagni dovesse superare indenni anche i prossimi step si cercherà di migliorare la qualità di un gruppo che era e resta carente in taluni ruoli. Per quanto la striscia positiva degli ultimi cinque risultati utili consecutivi abbia parzialmente mascherato i limiti del Foggia.
Qualcosa verrà fatto, è chiaro che a fronte di eventuali ingressi dovranno registrarsi altrettante uscite perché la lista dei 23 numericamente resterà inalterata, per cui si profilano giorni intensi per il direttore sportivo. Che sa bene che bisognerà lavorare innanzitutto sulle eventuali cessioni, avendo chiaro fin dal principio che gli eventuali sacrificati sono blindati contrattualmente, e non sarà dunque facile trovare per essi una nuova sistemazione.
Al Foggia attuale all’appello mancano sicuramente un portiere (titolare o comunque alternativa a Perina), almeno un centrale di difesa perché la coppia Parodi-Camigliano non ha completamente convinto, un centrocampista che sia innanzitutto integro fisicamente e che abbia caratteristiche diverse da quelli che attualmente formano il reparto. E infine una prima punta che entri in concorrenza con Murano. Fra i più deludenti, ad oggi.
È chiaro poi che a Zauri e al suo staff sia stato chiesto fin dall’inizio di limitare i danni e possibilmente di rimettere in sesto e di recuperare quanti più tasselli dell'organico, soprattutto quelli che sinora hanno avuto un rendimento scadente. A cominciare da Gargiulo, che è fra quelli che finora più di tutti è rimasto al di sotto delle attese, e per il quale ci si sta sforzando di riportarlo in condizioni fisiche standard. Ogni decisione verosimilmente, però, è rinviata a fine anno, in concomitanza con la sosta del campionato. Solo allora, classifica alla mano, si stabilirà in quale direzione procedere per dare un indirizzo definitivo alla stagione.
Avrà un senso colmare le lacune evidenziate finora nella speranza di tornare ad essere realmente competitivi nella seconda parte del campionato? O sarà il caso di iniziare a programmare per la stagione che verrà, individuando il nucleo sul quale insistere. Magari puntellando l'organico con due-tre ritocchi di prospettiva. E inserendo qualche under che abbassi l’età media di una squadra da svecchiare. Gira e rigira, è questo il grande dilemma...
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).