Il Foggia che risale in classifica e che pare inaugurare una nuova fase della sua tormentata stagione, somiglia tanto a Foggia città. Che faticosamente guadagna posizioni nella graduatoria stilata annualmente in questo periodo dal Sole 24 Ore: la formazione di Luciano Zauri è in ascesa ed è 13^, la città capoluogo da ultima è ora 99^ e qualche timido segnale di risveglio lo dà.
Il girone di andata dei rossoneri non si chiude in rosso, e questa è già di per sé una notizia: la vittoria striminzita ma preziosissima con l’AZ Picerno è una pepita che brilla di luce propria. Perché allunga il magic-moment in casa rossonera a 6 turni, e perché per la prima volta Salines e compagni sono riusciti ad avere la meglio su una formazione avanti in classifica.
Un dato non di poco conto per chi solo 40 giorni fa pareva nel baratro, e che nelle ultime sei settimane ha ritrovato quelle certezze che con Brambilla prima, e Capuano poi, aveva smarrito. Nessuno come il Foggia, da quando Zauri è subentrato: rossoneri davanti a tutti dall'alto dei loro 14 punti, un gradino più giù c’è il Crotone, quindi a quota 12 ecco Monopoli ed Avellino. Seguono Potenza (11), Juventus NG (10), la capolista Benevento (8) e a chiudere l'Audace Cerignola, che con i suoi 7 punti è la squadra che, fra quelle di testa, sta viaggiando più di tutte col freno a mano tirato.
Cosa sarebbe stato di questa stagione se a monte si fosse dato spazio alla reale volontà di voltare pagina attraverso fatti concreti non lo sapremo mai, certo è che ora questo Foggia che risale dalle retrovie e che intravede la possibilità di inserirsi fra le migliori dieci del raggruppamento stimolerà il club di patron Nicola Canonico a fare valutazioni più approfondire sul da farsi.
Anche se proprio il neo ds Luca Leone, a margine della sfida col Picerno, ha spento ogni illusione: “Dobbiamo recuperare gli infortunati, potrebbero essere loro i primi veri acquisti – ha detto ai microfoni di Foggia tv –. Il mercato resta una opportunità, anche se personalmente non ci credo tanto. Saremo attenti, ma per migliorare questa squadra bisognerebbe pescare nelle categorie superiori in quanto ci ritroviamo a disposizione ottimi giocatori”.
A gennaio, dunque, il Foggia non cambierà pelle e il lifting che lo riguarderà sarà molto parziale. Questo, almeno, sembra essere il convincimento che si sta facendo largo a viale Ofanto in queste ore, alla luce della striscia positiva che d’emblée ha fatto cambiare umori e pareri.
Zauri non solo ha rivitalizzato il Foggia, ma ha rianimato anche i singoli. Che, fatta qualche debita eccezione, stanno uscendo dal letargo che finora ne ha caratterizzato le prestazioni. E così Perina è tornato ad essere il portiere di qualche stagione fa (due sole reti al passivo nelle ultime 6) restituendo sicurezza alla difesa, Felicioli (prima che si infortunasse) è parso in costante crescita, ed anche la coppia centrale ex Pro Vercelli Parodi-Camigliano ha cominciato a carburare.
E lì davanti i tanti trequartisti pescati in estate stanno finalmente trovando la loro dimensione. A cominciare da Millico, che si è messo definitivamente alle spalle un infortunio che pareva ne potesse pregiudicare la carriera, e che da qualche settimana sta tornando ad incidere. Resta il centrocampo il reparto che più di tutti è in avaria. E che, molto probabilmente, sarà interessato dal maquillage di gennaio.
Perché Gargiulo continua a viaggiare a due cilindri, Da Riva e Danzi faticano ad imporsi. Ed anche Tascone sembra un altro giocatore rispetto a quello ammirato un anno fa. Il solo Mazzocco, fra coloro che sono finiti sul banco degli imputati, sta rispondendo alle critiche mossegli con una lenta ma graduale ripresa che lo sta riportando al centro del progetto. All’appello manca anche Jacopo Murano, il bomber che avrebbe dovuto segnare gol a grappoli, e che invece ha chiuso il girone di andata con appena 3 centri all’attivo.
Le contraddizioni di fondo, insomma, c’erano e restano tutte. Ed anche se adesso il vento è cambiato perché nella stanza dei bottoni c’è chi abilmente ha saputo invertire il trend, non c’è ugualmente da fare salti di gioia. Semmai sono i rimpianti a prevalere, per quello che poteva essere e non è stato.
Al giro di boa il Foggia si ritrova nel cuore della classifica, raramente in passato ha fatto peggio in terza serie, bisogna addirittura andare a ritroso alla stagione 2011-12 quando virò a 22 punti con Bonacina prima e Stringara poi in panchina.
Per fortuna però l’avvento della coppia tutta abruzzese nella stanza dei bottoni sembra aver ridato vigoria ai rossoneri e fiato alle ambizioni di una squadra che al di là di qualche evidente limite strutturale, aveva bisogno di sbloccarsi psicologicamente e di sentirsi protetta per esprimere compiutamente il suo potenziale. Che non sarà magari da primissimi posti, ma nemmeno da retrovie, come invece è stato fino ad un mese fa.
In questo senso l’ultimo appuntamento del ‘24 darà qualche indicazione in più su quello che ci si potrà attendere dal Foggia nella seconda parte di stagione: a Trapani, dove il ds Pavone ed il tecnico Capuano vogliono materializzare la rimonta, sarà una sorta di prova del nove per il Foggia di Luciano Zauri. E di Luca Leone, l’uomo che dietro le quinte sta cambiando il corso di una annata che pareva ampiamente compromessa.
(foto Monica Carbosiero)
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