Frenata brusca. Che da un lato interrompe la striscia positiva di Zauri (che si ferma a 7 turni) e che dall'altro rallenta l’ascesa di una squadra che, forse troppo frettolosamente, aveva pensato di aver cambiato pelle e di essere pronta per puntare a nuovi e più ammiccanti traguardi.
Il Foggia che contro l’Altamura si era affacciato al nuovo anno con tanti buoni propositi, ha invece ciccato clamorosamente. Irriconoscibile la Zauri-band. Solo la brutta copia della formazione che da due mesi a questa parte aveva ripreso a correre con regolarità dando segnali inconfondibili di ripresa.
Lunedì sera al cospetto di un 11 rabberciato che ha badato sostanzialmente a difendersi sono invece riemersi i vecchi fantasmi che hanno punteggiato la prima parte della stagione. Nella gara d’esordio del nuovo anno i rossoneri avevano messo nel mirino i tre punti per svoltare definitivamente e cominciare a strizzare l’occhio ai playoff. E, invece, non solo si sono visti sopravanzare in classifica dalla Team Altamura. Ma ora, dopo l’ottavo ko stagionale che ha ricacciato Salines e soci al 14° posto, si ritrovano esattamente a metà del guado senza aver ben chiara quale possa essere la prospettiva: già, perché a 4 lunghezze adesso distano sia la zona-spareggi che la zona minata dei playout, dalla quale il Foggia sembrava ormai essersi definitivamente allontanato.
E allora la domanda sorge spontanea: dopo il giro di boa questa può ritenersi una squadra in grado di alzare lo sguardo verso le zone nobili della classifica o farà bene a guardarsi solo ed esclusivamente le spalle? A sentire Luciano Zauri il suo gruppo ha ancora delle potenzialità inespresse e non può accontentarsi di vivacchiare di qui alla fine del campionato.
Sarà pure così, ma la realtà sta dicendo altro, e forse sarebbe il caso di prendere atto (una volta per tutte) dei limiti strutturali di un organico che in estate è stato assemblato con troppa approssimazione. E che quindi è tutt'altro che competitivo.
Resta a margine il dato, a questo punto non si capisce fino a che punto casuale, che vede il Foggia uscire puntualmente sconfitto nel primo appuntamento del nuovo anno. Che poi, guarda caso, coincide sempre con la riapertura del mercato. E che nella gestione-Canonico ha sempre rappresentato un punto di svolta, nel bene come nel male.
Due volte il Latina (con Di Donato in panchina), una volta il Taranto di Capuano e ora l’Altamura (ancora con Di Donato) negli ultimi quattro anni hanno fatto festa allo Zaccheria, mettendo a nudo i limiti di squadre sempre sin troppo stranamente distratte alla ripresa del campionato.
Quanto e come il Foggia potrà cambiare volto in questo mese di gennaio è tutto da stabilire, anche se le parole del ds Leone prima e del tecnico Zauri poi lasciano presagire che probabilmente per la prima volta da quando Canonico è al timone del club non ci saranno rivoluzioni, ma solo parziali aggiustamenti. Dettati probabilmente anche dalla presa di coscienza del club, che dovrebbe finalmente aver compreso che un’altra stagione è praticamente andata e che è inutile insistere a puntellare l'organico senza una visione più complessiva. A questo punto, infatti, finire decimi o ottavi cambia poco.
E allora meglio liberarsi di qualche lauto ingaggio che appesantisce il monte-ingaggi e puntare su qualche profilo under da valorizzare. Meglio se in ottica prossima stagione. Il che non vorrebbe dire ridimensionare il progetto come a prima vista potrebbe sembrare, ma propendere per una gestione oculata che guarda a medio e lungo termine.
È quanto con ogni probabilità in queste ore Leone starà suggerendo al suo presidente, prospettandogli un mercato di riparazione improntato al contenimento dei costi: oggettivamente vista la piega che sta prendendo la stagione provare ad “alleggerirsi” potrebbe essere un segnale che magari va anche in controtendenza rispetto alle aspettative di inizio stagione. Ma rappresenterebbe anche un segnale di maturità che fino ad oggi il Foggia non ha mai manifestato.
Ha ancora un senso insistere su elementi che hanno mostrato tutta la loro inadeguatezza per una piazza come Foggia in quanto poco funzionali al progetto tecnico? L’imminente recupero di qualche lungodegente come Amadou Sarr potrebbe facilitare il compito di Zauri, che a più riprese finora ha ripetuto di voler recuperare sul piano fisico e mentale quanti più elementi della rosa. E che pure prima dell’infortunio prolungato dell’attaccante italo-senegalese aveva dato un primo indirizzo chiaro alle sue scelte preferendolo a Murano al centro dell’attacco.
Facile ipotizzare che presto il tecnico marsicano torni alle origini e decida di affidarsi alla freschezza atletica di un giocatore che avrà voglia di spaccare il mondo. Zauri, che recentemente ha lasciato intendere di credere poco nel recupero di Murano, affidandosi a Emmausso, si sta sforzando di trovare soluzioni alternative che giovino alla manovra del Foggia. Meglio tardi, che mai. Canonico avrà finalmente imparato la lezione?
(Foto di Monica Carbosiero)
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