La ripartenza è stata fiacca. E la caduta rovinosa. Perché contro una Team Altamura così rabberciata, il Foggia non doveva interrompere la sua striscia positiva.
E invece quello che ora può davvero definirsi “Fattore Di Donato” ha avuto ancora una volta un impatto terrificante sullo Zaccheria: per tre volte negli ultimi quattro anni il tecnico di Giulianova da Foggia si è portato via l’intera posta in palio, due volte è successo col Latina, un’altra lunedì sera.
Diventa a pieno titolo la bestia nera del Foggia Di Donato, che ha lasciato con un palmo di naso il collega Luciano Zauri, che pure su questa gara puntava per inaugurare un nuovo capitolo della stagione rossonera. Tutto rinviato a miglior occasione, purtroppo.
Stavolta la strategia di gara del tecnico abruzzese non ha funzionato come in altre occasioni. E’ andato tutto storto nei 90’ che probabilmente restituiscono anche quella che è la reale dimensione di una squadra che continua a pagare dazio quando la luce si spegna e si inceppano gli automatismi.
Anche la tenuta difensiva della squadra (2 gol nelle ultime 7 gare al passivo) lunedì sera non ha retto, subìte due reti nelle due uniche occasioni in cui l'Altamura si è affacciato dalle parti di Perina. Rolando, ex assai rimpianto nella serataccia dello Zaccheria, ha imperversato con una ripartenza bruciante si è bevuto in un fazzoletto Camigliano e ha servito un assist al bacio per Leonetti, un altro di quelli che quando incrocia il Foggia non fa sconti. Il raddoppio, poi, arrivato a porta sguarnita nei secondi finali, è stata un’altra perla da incastonare in una prova tutta da dimenticare.
Un deciso passo indietro, dunque, rispetto alle recenti esibizioni che avevano viceversa incoraggiato all’ottimismo alla luce anche degli evidenti progressi evidenziati dai singoli. La sosta deve invece aver nuociuto ai rossoneri apparsi svogliati, inconcludenti e con le batterie scariche. Sulla falsariga, insomma, della formazione che è stata ampiamente al di sotto delle aspettative con Brambilla prima, e Capuano poi.
Zauri ha fatto giustamente autocritica e si è assunto in prima persona le responsabilità della prima sconfitta della sua gestione: con molta onestà ha riconosciuto che poco o nulla è riuscito ai suoi contro i murgiani. Ma qualche velata critica non ha risparmiato il tecnico rossonero, le cui scelte non hanno completamente convinto.
Zauri, che già doveva fare a meno di Felicioli e Vezzoni oltre a Pazienza e Sarr, forse ha esagerato con gli esperimenti: Salines dirottato sull’out di sinistra di difesa per fare spazio a Silvestro non è sembrato a suo agio su quella corsia e non ha inciso più di tanti per tutti i 90'. In mezzo al campo Tascone e Mazzocco sono stati impalpabili e non sono mai entrati nel vivo della manovra finendo col mettere a disagio anche Gargiulo, fra i pochissimi a salvarsi nel grigiore generale.
Ha sorpreso poi la rinuncia iniziale e contemporanea di Murano e Millico, che in una gara in cui era ampiamente ipotizzabile che l’Altamura si sarebbe chiusa a riccio a protezione del risultato, avrebbero potuto trovare il guizzo vincente fra le maglie della difesa avversaria. Chi li ha sostituiti non ha dato la scossa, né Zunno né Emmausso infatti hanno mai aggredito l’area di rigore preferendo girarci a largo per non dare riferimenti precisi ai diretti controllori. Ma così facendo non sono praticamente mai arrivati in zona-tiro.
Il ricorso ai due sacrificati di lusso a gara in corso è apparso fin troppo tardivo. Perché la gara a quel punto aveva il suo canovaccio ben definito. Zauri però ha deciso così e dargli la croce addosso a cose fatte serve solo ad alimentare sterili polemiche. Anche perché il termometro della situazione è di sua stretta competenza, e se avrà optato per un certo tipo di schieramento è perché evidentemente nel corso della settimana dopo la pausa natalizia avrà fiutato un calo di tensione.
E si sarà regolato di conseguenza: “Emmausso ha caratteristiche ben precise. Quando lascia lo spazio al centro qualcuno deve riempirlo. I gol nascono sempre dagli errori, non siamo stati bravi a mettere una pezza”, ha risposto Zauri a che gli ha chiesto lumi sul mancato utilizzo di Murano. Che per la verità si sapeva fosse a mezzo servizio perché reduce in settimana da un fastidio muscolare che ne aveva messo in forse l'utilizzo dal 1'. Più difficile comprendere l'esclusione di Millico, ma anche in questo caso il mancato utilizzo del fantasista torinese potrebbe rientrare in una fisiologica rotazione che, soprattutto dopo una sosta, può starci.
Ciò che serve ora, dopo una battuta d'arresto inattesa come questa, è una pronta reazione. Ed è proprio sul piano delle motivazioni che da ieri Zauri è al lavoro per azzerare in fretta le scorie di un ko che non può cancellare con un colpo di spugna quanto di buono fatto dal Foggia negli ultimi due mesi. Ripartire dagli errori commessi e ritrovare in fretta il bandolo della matassa. Anche perché il calendario non consente pause di riflessione e il Foggia nelle prossime cinque gare dovrà affrontare nell'ordine il Monopoli in trasferta e Benevento e Avellino in casa. Ovvero tre big.
(Foto di Monica Carbosiero)
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