Foggia Calcio, segnali negativi dal mercato. Per ora solo “uscite”: cosa bolle in pentola?

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Il pericolo adesso è di essere travolti dalla crisi. Di gioco e di risultati. Torna a farsi difficile la posizione del Foggia, risucchiato nel vortice della classifica, e di nuovo a ridosso della zona playout. 

Ora fra i rossoneri e il quartultimo posto c'è solo la Juventus NG di Massimo Brambilla, il tecnico ripudiato dopo sole 6 giornate, che in bianconero si sta prendendo la sua personale rivincita. Smentendo quanti, troppo frettolosamente, lo avevano bollato come inadeguato e troppo inesperto per una piazza come Foggia. 

Il doppio ko consecutivo nei due derby con Altamura e Monopoli riporta a galla vecchi limiti strutturali di una squadra che con la cura Leone-Zauri pareva potersi rimettere in sesto. Ma il confine fra la probabilità di risalita e la possibilità di rimanere incagliati sul fondo era così labile che sono stati sufficienti due battute d’arresto per ripiombare nel limbo. 

Con l’aggravante di un calendario che non lascia tranquilli, perché in rapida successione il Foggia incrocerà domenica prossima in una sorta di scontro diretto il Latina di Boscaglia (avanti al momento di un punto), quindi sulla strada di Salines e compagni ci saranno le big Benevento e Avellino in casa, intervallate dalla trasferta di Giugliano. 

Incombe la fase cruciale della stagione, che ormai ciclicamente nella gestione-Canonico a gennaio vede il Foggia infilarsi in un tunnel nel quale il mercato di riparazione prende il sopravvento. Destabilizzando uno spogliatoio mai forse così poco coeso come in questa stagione. E anche se sul fondo della classifica il destino di Taranto e Turris pare già segnato, e quello del Messina comunque in bilico, c'è poco da rallegrarsi, perché un'altra stagione è ormai ampiamente compromessa con il Foggia che, al di là dei buoni propositi, continua a vivacchiare. Come gli capita sempre più di frequente negli ultimi tempi. 

Si registra troppa improvvisazione nell’entourage rossonero, un refrain fin troppo gettonato nell’era Canonico, quello che è capitato nella settimana che ha diviso dalla sfida alla seconda della classe Monopoli è emblematico del pressappochismo di un club che anche in C fatica a restare a distinguersi: le partenze di Carillo ed Ercolani, peraltro ampiamente nell’aria, e le defezioni dell’ultima ora di Gargiulo (passato al Cosenza) e di Emmausso e Mazzocco che non si sa fino a che punto siano collegabili a problemi di natura fisica, hanno costretto Zauri a imbastire un undici raffazzonato e con pochissimi ricambi. 

Anche perché nel frattempo Felicioli e Pazienza sono infortunati. E Danzi e Santaniello sul piede di partenza. Con sette effettivi out e nessun rinforzo in arrivo dal mercato (reintegro di Marzupio a parte), il Foggia a Monopoli è naufragato. In un avvio di anno nuovo tutto in salita e da dimenticare. 

Zauri sta provando in questo frangente a non perdere la bussola e a trasferire all’esterno segnali di distensione, l’aver evidenziato in termini positivi l’ultima inconcludente prestazione di campionato dei suoi intendeva proteggere un gruppo che naviga a vista e che negli ultimi 180’ ha perso molte delle sue certezze. In un quadro complessivo che è poco rassicurante e che lascia inquieti in prospettiva, c'è una proprietà che da un paio di mesi si è volatilizzata. 

Non è la prima volta che accade. Patron Nicola Canonico è recidivo e ci è ricascato: sempre troppo umorale e legato all’istintività del momento, l’imprenditore di Palo del Colle si sta facendo notare soprattutto per la sua prolungata assenza: di lui allo Zaccheria si sono perse le tracce, non segue più la squadra nemmeno in trasferta. Il suo unico filo diretto lo mantiene con ds e allenatore, oltre che con qualche fidatissimo collaboratore che lo tiene costantemente aggiornato sulla quotidianità dello spogliatoio.

Chi continua a rimanere in contatto con lui lo descrive molto deluso e amareggiato dall’andamento della stagione. Si aspettava ben altro esito e ben altri risultati il presidente, che a questo punto non è chiaro cosa stia meditando. Siamo alle solite, insomma. Funziona sempre così: se le cose non vanno per il verso giusto le responsabilità sono attribuibili ad altri. 

E invece il patron ci ha messo ancora una volta molto del suo per orientare l'ennesima annata dei tormenti. Ma c’è di più. L’andamento del mercato di riparazione che finora ha fatto registrare solo uscite sa sempre più di ridimensionamento, nell’ottica di un riequilibrio del monte-ingaggi che avrebbe una sua logica.

Non è da escludere che ai partenti molto presto possano aggiungersene altri, probabilmente sul piede di partenza sono anche coloro che hanno gli ingaggi più onerosi. Ieri è toccato a Mario Gargiulo salutare, il club in una nota ufficiale ha confermato l’interruzione del rapporto attraverso la rescissione consensuale. Gargiulo è passato al Cosenza rimettendo così piede in B dopo l’ultima parentesi a Modena. 

Sul fronte arrivi, invece, tutto continua inspiegabilmente a tacere. Un modus operandi che si presta a molte interpretazioni, non ultima quella che Canonico sia sempre più orientato a passare la mano. E stavolta in tempi anche relativamente brevi. Sarà vero?

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testatina dillo al direttore WEB

 

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