Foggia Calcio, il ruggito del Leone in un copione noto: Canonico non regge uomini di personalità al suo fianco

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Cambiano gli interpreti, ma la solfa resta sempre la stessa. Canonico è sempre lo stesso: appena si ritrova al suo fianco un uomo di calcio con comprovata esperienza puntualmente va in tilt. E’ successo con Pavone all’inizio della sua esperienza al timone della società rossonera, idem accadde con Lauriola, liquidato rapidamente a seguito delle dimissioni formali (ma non sostanziali) dopo che fu reintegrato il Cda formato dalla Pintus e Pelusi il 22 novembre del ‘22. 

La storia, purtroppo, si sta ripetendo anche con Luca Leone, che in carriera vanta campionati vinti di Lega Pro alla regia tecnica di società come Lanciano e Ternana, senza dimenticare l’esperienza formativa in massima serie con il Pescara. Il ds giunto nello scorso novembre doveva rappresentare la panacea per tutti i mali di una piazza rimasta scottata dalla breve e negativa parentesi di Domenico Roma, che in estate evidentemente si era troppo piegato di fronte alle pressioni della proprietà assemblando una rosa fatta di troppe scommesse, soprattutto dal punto di vista fisico che hanno portato il Foggia già alla fine di settembre a gettare alle ortiche un altro progetto tecnico. 

Sin dal suo insediamento il 7 novembre scorso, quando fu chiamato al capezzale di una squadra in preda ad una crisi di nervi dopo l’orribile interregno di Capuano, e completamente abbandonata al suo destino, Leone era stato molto chiaro: “Non credo molto nel mercato di riparazione: magari non si trovano giocatori pronti e le squadre non ti danno i migliori, a volte devi prendere chi ha giocato poco in sei mesi, quindi ne impiegano uno e mezzo o due per rimettersi in condizione. La finestra di gennaio è difficile e non ci faccio molto affidamento: preferisco coltivare i giocatori che abbiamo dentro casa, a volte puoi trovare magari la soluzione all’interno. Questa è un’ipotesi, poi le opportunità del calciomercato di gennaio ti possono consentire di intervenire lì dove pensiamo sia giusto intervenire e correggere”. 

Non è un caso che le trattative intraprese prima dall’avvio del mercato dello scorso 2 gennaio hanno visto Leone alla ricerca di elementi che potessero alzare il livello di una squadra che, secondo stessa ammissione del ds nelle dichiarazioni rilasciate ad ExtraTime in onda sulla nostra piattaforma, può essere una ottima base sulla quale si poteva costruire una rosa capace di puntare alle posizioni di vertice nel prossimo campionato. 

Il problema sta nelle condizioni in cui si è dovuto operare visto che, come successo nei precedenti mercati di riparazione, Canonico sta sfoggiando il meglio del suo repertorio, cambiando le carte in tavola ed usando una contestazione “soft” e qualche striscione apparso in giro per la città come causa scatenante per giustificare un disimpegno che era evidente nella forma come nella sostanza già da qualche tempo. 

Contestazione che chiama in causa immotivatamente anche Leone, considerato che da quando il dirigente pescarese si è insediato ed ha portato con sé Luciano Zauri sulla panchina rossonera, dallo spogliatoio giungono segnali chiari di un gruppo che finalmente è coeso. 

Una gara come quella vinta contro il Latina domenica scorsa, qualche mese fa avrebbe avuto un altro esito. Nelle ultime 10 giornate il Foggia ha raccolto 18 punti frutto di 5 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte, e sarebbe sesto in classifica a +1 sul Cerignola e a +3 sul Benevento capolista. Questo è quanto prodotto ad oggi da tecnico e direttore sportivo che si sono rimboccati le maniche e hanno impresso la svolta. 

Tornando invece al mercato, Ercolani e Carillo in uscita erano operazioni già preventivabili, visto lo scarso impiego dei due centrali di difesa, mentre l’addio di Gargiulo si è concretizzato per via di una clausola del contratto (non stipulato di certo da Leone) che gli consentiva di svincolarsi entro il 15 gennaio qualora fosse arrivata una proposta da una squadra di categoria superiore. 

Cercare alternative a chi è partito, a parte il reintegro di Marzupio, quando la proprietà decide di lasciar trapelare una volontà a non proseguire oltre il prossimo giugno, è missione impraticabile se si vogliono mettere nel mirino profili di un certo calibro. Chi infatti accetterebbe di venire in una piazza, qualunque sia il suo blasone, con la consapevolezza di poter strappare un ingaggio che non può andare oltre i 5 mesi? 

L’unico vantaggio che a questo punto può giocare a favore di un Foggia in evidente difficoltà (per problemi interni e non esterni come si vuole far credere) risiede nella coesione che si è riuscita a creare in un gruppo squadra che, pur non brillando dal punto di vista estetico, sta comunque risultando pragmatico e volenteroso nel voler portare il risultato a casa. 

Gara con il Monopoli a parte, dove i rossoneri si sono presentati con 14 effettivi (per esplicita scelta dell’area tecnica per rendere palesi i problemi da fronteggiare?), il Foggia ha sempre giocato la sua partita con le armi (sbagliate in fase di costruzione della rosa) che in quel momento aveva a disposizione. Leone sta mostrando come ha intenzione di proseguire in base a quelle che sono le sue idee, con la volontà ferma di non abbandonare un gruppo che in termini di impegno si è messo a totale disposizione di chi in poco tempo ha ridato spessore al ruolo che ricopre. Molto più semplice gestire gli yes man. Vero presidente?

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testatina dillo al direttore WEB

 



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