Mai vittoria fu più salutare. I 3 punti rosicchiati al Latina in quello che aveva a tutti gli effetti il sapore di uno scontro diretto per la sopravvivenza, in un sol colpo ha rianimato il Foggia. E riportato in zona di galleggiamento i rossoneri. Che con il primo successo del '25 sono risaliti al dodicesimo posto e allontanato un nuovo principio di crisi. Consentendo, al contempo, di preparare senza particolari assilli la sfida alla capolista Benevento. Caduta malamente nel recupero di Potenza, e annunciata dunque in affanno.
Tutt’altra squadra rispetto a quella che nello scorso novembre fece un sol boccone del Foggia di Brambilla, travolto sotto una messe di gol ed avviato ad infilarsi in un tunnel senza via di uscita. Guai però a fidarsi delle apparenze, perché i sanniti non sono lassù per caso, è da inizio campionato che stanno dominando la scena. Ed è fisiologico che in questa fase possano accusare una flessione.
Chi pensa dunque domenica di incrociare un avversario dimesso, rischia di rimanere deluso. Perché la formazione giallorossa per cifra e consistenza tecnica non è seconda a nessuna. E allo Zaccheria vorrà rilanciarsi. Motivo per il quale il Foggia dovrà moltiplicare gli sforzi se vorrà andare a punti. Non basterà infatti una prestazione appena sufficiente come quella esibita domenica scorsa per garantirsi un risultato positivo, anche se il Benevento che perde tre gare nelle ultime 10 fa notizia, e fa pensare a qualche scricchiolio nell'ingranaggio di Gaetano Auteri che finora è stato inappuntabile.
Dopo aver impattato in casa con la Team Altamura e fatto scena muta a Potenza martedì scorso, la Strega non può consentirsi ulteriori passi falsi, anche perché il calendario è impietoso e ai campani propone una dietro l'altra le sfide con l'altra capolista Monopoli (al Vigorito), e poi la trasferta insidiosissima contro la squadra del momento, quella Juventus NG che col ritorno di Massimo Brambilla in panchina viaggia a ritmo promozione (20 punti nelle ultime 8, nessuno ha fatto meglio dei bianconeri).
Ci vorrà comunque un Foggia con un altro passo domenica pomeriggio per tentare il colpaccio e per brindare a quella vittoria che coi sanniti manca in casa dal 28 novembre 2010 (2-1).
Zauri, che nel post gara col Latina ha disertato la sala-stampa polemicamente (?), e che con l'ultimo successo ha rafforzato il suo score sulla panchina rossonera (18 punti in 10 gare a ritmo playoff), si sta preparando al primo scontro con una big della sua gestione, l'occasione quindi sarà ghiotta per il tecnico abruzzese per verificare come gestirà dalla panchina una gara che per i suoi rappresenta un banco di prova significativo per comprendere anche come potrebbe profilarsi la seconda parte di stagione.
Salines e soci, oltretutto, saranno chiamati anche, da un lato ad attutire la contestazione che è esplosa fragorosa nei riguardi della proprietà infilando quanti più risultati utili possibili, e dall'altro a invogliare patron Canonico a desistere dall'idea di chiudere anticipatamente la sua parentesi nel capoluogo.
Dopo aver minacciato nuovamente l'abbandono, l'imprenditore di Palo del Colle è tornato a chiudersi in silenzio e a meditare sul da farsi. Pare che a prevalere possa essere l’idea del ridimensionamento, che potrebbe a questo punto materializzarsi negli ultimi giorni di mercato con la cessione di tutti i migliori (o presunti tali). Che sarebbero sostituiti da profili under. Sempre che, poi, ovviamente, i cosiddetti top riescano a trovare una collocazione altrove. Il che, considerati anche i contratti in essere, non è facilmente realizzabile.
Nel frattempo Canonico qualche timido segnale lo ha lanciato, ha disertato il programmato incontro con la cordata capeggiata dal commercialista cerignolano De Cosmo, da tempo interessata a subentrare, e la mossa per quanto prevedibile (anche alla luce delle pressioni dell'ambiente che non gradirebbe questo tipo di soluzione, ndr) si presta a diverse interpretazioni.
La cartina di tornasole che potrebbe fare luce su quelli che sono i reali orientamenti di Nicola Canonico potrebbero, ad ogni modo, essere questi ultimi dieci giorni del mercato di riparazione. Dovesse confermarsi infatti l'immobilismo di questa prima parte (che a fronte di 4 uscite non ha registrato ancora nessun ingresso), allora il disimpegno sarebbe praticamente nella logica delle cose. Dovesse viceversa spuntarla la linea-Leone, allora gli scenari che potrebbero prendere forma sarebbero diversi.
Il ds sta facendo pressing sul suo presidente nel tentativo di puntellare un organico che, a suo modo di vedere, la prossima stagione con pochi e mirati ritocchi potrebbe diventare competitivo ai massimi livelli. Rinfoltire numericamente la rosa, e mettere nella condizione Zauri di concludere la stagione in crescendo, sarebbe un segnale di continuità che andrebbe nella direzione di una precisa volontà di non lasciarsi sopraffare dalla umoralità del momento.
Cosa starà realmente passando per la testa del patron? Il 3 febbraio se ne saprà qualcosa in più.
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