Foggia Calcio: linea verde, via al repulisti. Canonico vuole ridimensionare, Leone no

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Via al repulisti. Che sa tanto di ridimensionamento. Nicola Canonico è sempre più deciso a servirsi di questa seconda parte di mercato per prepararsi all’addio. 

Di qui al prossimo 3 febbraio il Foggia, salvo ripensamenti che sono sempre possibili quando di mezzo c’è l’imprenditore di Palo del Colle, è destinato a cambiare pelle. E della squadra assemblata l’estate scorsa per essere protagonista resterà poco. Questo è quanto starebbe balenando per la testa del patron.

Almeno nelle intenzioni, perché poi bisognerà verificare in quanti concretamente faranno le valigie e cambieranno aria nei 10 giorni che restano ancora a disposizione. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno che si è abbattuto su Luca Leone, che a gennaio contava viceversa di fare in modo che questa squadra diventasse un po’ più sua, con l’ingresso di qualche puntello di qualità che desse maggiore sostanza al lavoro avviato ormai tre mesi fa. 

E così in questi giorni in cui la contestazione ha preso di mira anche il suo operato, non potendo dilettarsi con la compravendita come gli sarebbe piaciuto fare, ha deciso di fare ancora più quadrato con la squadra. E con Luciano Zauri, che ha voluto con sé in questa avventura che non si è capito ancora bene che piega potrà prendere di qui al prossimo giugno. 

La proprietà lo scorso novembre quando lo contattò aveva altre idee per la panchina, ma alla fine a prevalere fu la volontà del dirigente pescarese: “Ok, decida quello che ritiene sia più giusto”, fu il via libera di patron Canonico, che con quell'atto di sottomissione alla volontà di Leone inaugurava il mandato di otto mesi del ds pescarese in rossonero dopo un casting che si era protratto per diverse settimane. 

Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata, il Foggia nel frattempo si è risollevato in classifica e sta dando ragione a quella scelta, certo i rossoneri non sono ancora in una botte di ferro, ma perlomeno intravedono la luce in fondo al tunnel. 

Gli accordi a monte però erano stati altri, bisognava rivitalizzare innanzitutto un gruppo che strada facendo aveva perso la sua identità, poi eventualmente a gennaio sarebbero stati apportati quei correttivi necessari per migliorare un organico che Leone reputa di buon livello. Incompleto quanto si vuole, ma in grado con almeno 4 ritocchi di qualità di essere pronto, la prossima stagione, a competere per il vertice. 

Di smembrare la rosa e liberarsi dei pezzi migliori non si era invece mai parlato, ecco perché adesso Leone si sente spiazzato. “Ma chi me l’ha fatta fare...”, si starà ripetendo il successore di Domenico Roma, che aveva ben altri progetti in mente per il Foggia. A medio e lungo termine.

Il vero inghippo è rappresentato dal fatto che dal momento del suo insediamento, Leone ha conosciuto più facce di Canonico, ed una diversa dall’altra: prima quella di un presidente sottomesso, che intendeva rifugiarsi nell'esperienza di un dirigente navigato per venire fuori dall'impasse del momento; quindi quella di un patron ringalluzzito e con una forte propensione a dettare la linea a tutto tondo. Infine di un uomo depresso e demotivato, che probabilmente non vede l'ora di liberarsi di Foggia e del Foggia. 

Ritrovarsi suo malgrado ora al centro delle attenzioni della tifoseria, che lo contesta per il suo immobilismo in una fase del mercato in cui viceversa il Foggia dovrebbe segnalarsi per la chiusura di qualche operazione in entrata, gli crea qualche giustificato imbarazzo. 

A confronto due correnti di pensiero che per ora hanno portato allo stallo: da una parte Canonico, che spinge per il ridimensionamento e che vorrebbe liberarsi dei contratti più onerosi; dall'altra Leone che tergiversa nella speranza che il suo presidente si ravveda e gli dia carta bianca per dare anche un senso alla sua venuta a Foggia. 

Difficile a questo punto ipotizzare di qui al prossimo 3 febbraio quello che potrà accadere, e se alla fine il braccio di ferro avrà un vincitore: davanti oltretutto ci sono due gare con Benevento e Giugliano che il Foggia non può permettersi di fallire per non ritrovarsi nuovamente risucchiato nel vortice della classifica. 

Leone in questo frangente mira a tenere il gruppo compatto e concentrato sui due prossimi delicati impegni che potrebbero dare un significativo scossone alla stagione del Foggia e fino ad allora (31 gennaio) non vorrebbe si registrassero ulteriori uscite. L’emergenza con la quale la squadra ha dovuto misurarsi in questi ultimi tempi in cui qualche pezzo si è perso per strada, qualcun altro si è ritrovato ai margini, e qualche infortunio di troppo ha fatto il resto, hanno convinto Leone che comunque c'è uno zoccolo duro sul quale si può costruire il Foggia del futuro. Ma il rovescio della medaglia dice altro, perché la proprietà (che probabilmente sta meditando di mollare) non avrebbe più voglia né intenzione di misurarsi in un ambiente ormai dichiaratamente ostile, ragione per la quale sarebbe più propensa a vivacchiare nei prossimi mesi in attesa di una possibile svolta societaria. 

Si spiegherebbero così i nomi che si rincorrono nelle ultime ore e che fanno nella quasi totalità dei casi riferimento a profili under, molti dei quali arriverebbero in prestito da club di Serie A e B. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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