Foggia Calcio, quando col Potenza era sfida fra... cognati

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C’è stato un momento in cui Foggia-Potenza profumava di Serie A. Accadeva nella stagione ‘63-64, ormai 60 anni fa, quando i due club vivevano uno dei momenti più fulgidi della loro storia. 

Il Foggia&Incedit del califfo del legno Mimì RosaRosa e del mago di Turi Oronzo Pugliese stava per affacciarsi per la prima volta sul palcoscenico dorato della massima serie, il Potenza Sport Club targato Rubino, invece, sotto la presidenza Francesco Petrillo si godeva il suo periodo aureo in concomitanza proprio con l'ascesa politica del suo numero uno, che nel ‘65 sarebbe diventato sindaco dando vita alla prima giunta di centro-sinistra.

Aveva un debole per il calcio Petrillo, che avrebbe coltivato con passione e che lo avrebbe portato ai vertici del club rossoblù. Fortunato il suo settennato, nel periodo della sua presidenza (1957-65) avrebbe infatti trascinato il Potenza dalla Prima Categoria sino alla B lasciando così una traccia indelebile del suo passaggio. 

Erano gli anni quelli in cui il Sud si risvegliava da quel torpore atavico che l'ha storicamente contrassegnato, e il pallone a Foggia, come a Potenza, diventava improvvisamente una preziosa valvola di riscatto. Grazie anche a due cognati che su due panchine distanti appena 110 km rubavano la scena alle cronache sportive dell'epoca.

Oronzo Pugliese e Egizio Rubino avevano sposato due sorelle, Adelina ed Ada che erano legatissime e che contribuiranno a creare un forte feeling fra i due allenatori. Che seppur avendo caratteri contrapposti andavano molto d’accordo. Ma solo fuori dal campo.

Pugliese resta un’icona del calcio foggiano, è stato il condottiero della squadra che in tre anni condusse trionfalmente dalla serie C alla massima serie. Anche Rubino a Potenza era un idolo: pilotò i rossoblù per la prima volta in serie B e si aggiudicò “Il Seminatore d’oro” come migliore allenatore della serie C. In Basilicata ebbe anche il grande merito di trasformare il giovane Roberto Boninsegna da ala sinistra in centravanti-goleador. 

A Potenza “Bonimba”, come lo soprannominò Gianni Brera, nel ‘65 mise a segno 9 gol che gli consentirono di spiccare subito il volo e di diventare di lì a poco con le maglie di Cagliari, Inter e Juventus uno dei migliori attaccanti di sempre. Per i cognati-fratelli Rubino e Pugliese, allenatori in rampa di lancio, sarebbe arrivato anche il tempo dei derby in famiglia e in panchina. 

In carriera sette volte i due si ritroveranno avversari su sponde opposte ed il bilancio sarà leggermente favorevole a Pugliese. La prima volta si registrò a Siracusa nel campionato di serie C '61/62, con Rubino che all’epoca guidava i siciliani, mentre Pugliese i satanelli. Perfetto equilibrio nelle due sfide: un doppio 1-0 fra andata e ritorno premiò prima il Siracusa e poi il Foggia. Due anni dopo nuovo incrocio, stavolta in serie B: il 29 dicembre '63 allo Zaccheria va in onda Foggia-Potenza, il derby appulo-lucano che ripropone il duello a distanza fra i due cognati. 

Passano in vantaggio i lucani con un’autorete di Bettoni, ma i rossoneri non si scompongono e alla fine ribalteranno il risultato imponendosi 3-1 grazie alle reti di Lazzotti e alla doppietta di Nocera. In quel Potenza militavano il portiere Luciano Masiero, il centrocampista Franco Carrera e il difensore Domenico Casati che in periodi diversi o indosseranno la casacca rossonera (è il caso di Masiero e Carrera), oppure rivestiranno ruoli tecnici come capitò a Casati nella stagione di B '97-98 quando in panchina per un periodo siederà Beniamino Cancian. 

Nell’anno di grazia ‘63-64 il Foggia centrò per la prima volta la serie A a conclusione di una annata indimenticabile. Il Potenza invece si sarebbe posizionato a metà classifica, al nono posto, ma aveva posto le basi per una stagione da protagonista assoluto. L'anno successivo, difatti, con l'arrivo in rossoblù di Boninsegna avrebbe addirittura inseguito a lungo il grande salto nella massima serie, centrando sempre con Rubino in panchina un quinto posto finale che resta il punto più alto della storia calcistica del club lucano. 

Dopo due anni lo scontro Pugliese-Rubino si riproporrà sul palcoscenico prestigioso della A: con Rubino stavolta alla guida del Foggia, e Pugliese che nel frattempo era migrato nella capitale, sponda giallorossa. La doppia sfida terminerà ancora in perfetto equilibrio: vittoria della Roma in casa (1-0) e rivincita rossonera allo Zaccheria, ancora 1-0. 

L’ultimo incrocio, di nuovo in serie A, si registrerà 5 anni più tardi, il 14 febbraio '71, in un Fiorentina-Catania terminato 1-1 in cui Pugliese sedeva sulla panchina viola. Ogni sfida fra i due allenatori è stata una festa di famiglia con baci, abbracci e sorrisi, e tanto di foto-ricordo.

Ma poi sul campo i due quasi si ignoravano “perché la professione è una cosa, altro la parentela”, avrebbero più volte ripetuto all’unisono per restare incollati a quel clichè di tecnici vecchio stampo che si sarebbero portati dietro per tutta la carriera. Erano gli anni eroici di un calcio semplice e sbarazzino che purtroppo non c’è più. Nei quali don Oronzo ed Egizio l’egiziano (era nativo de Il Cairo) erano interpreti fuori del tempo.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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