Foggia Calcio, a Catania sarà più che mai scontro fra nobili decadute

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Anche i ricchi piangono... A Catania non stanno molto meglio di Foggia. Certo, gli etnei salveranno la faccia e perlomeno nella griglia dei playoff alla fine ci saranno. A differenza dei rossoneri, che per il secondo anno di fila dovranno accontentarsi di timbrare la salvezza. 

Due città, due squadre e due tifoserie unite da un insolito destino: soffrire in terza serie, una categoria che sta terribilmente stretta a due club capaci di mettere assieme nella loro storia 28 tornei di A. 

Quante analogie ricorrenti fra pugliesi e siciliani, entrambi erano attesi una annata da protagonisti indiscussi, e invece a più di due terzi di stagione si ritrovano a raccattare le briciole e, a meno di clamorose sorprese, si ritroveranno ancora avversarie in terza serie pure l'anno prossimo. 

Inevitabile, allora, domenica al Massimino sarà scontro fra deluse. Che più deluse non si può. In Sicilia come in Puglia due proprietà “straniere” che non hanno attecchito, alle falde dell’Etna patron Pelligra per il secondo anno di fila ha fatto cilecca, la rivoluzione estiva non ha pagato e ora sono tutti in discussione. Staff medico compreso, perché gli infortuni in casa rossazzurra sono all’ordine del giorno e continuano a tartassare una squadra che Toscano non pensava potesse incontrare così tante difficoltà. 

Mister promozioni le sta provando tutte per risalire posizioni in classifica, ma la sensazione è che il Catania sia destinato già da ora a mettere da parte ogni ambizione. E pensare a ciò che sarà l’anno venturo. Un po’ quello che si sta verificando in casa Foggia, dove tre allenatori non sono stati sufficienti a risollevare le sorti di una formazione che ha sempre bazzicato nelle retrovie e che non ha mai dato la sensazione di avere le caratteristiche tecniche per puntare in alto. Per quanto patron Canonico l’estate scorsa avesse rilanciato, e lasciato intuire che fossero terminati i tempi delle vacche magre. 

A Catania la defezione di Faggiano è stata devastante, l’assenza prolungata di un ds di provata esperienza ha prodotto macerie ad ogni livello, a Foggia un direttore sportivo vero è arrivato solo in corsa, a cose fatte, e quando ormai non c’era più modo di incidere. Così ora Leone galleggia borderline, sospeso a metà fra la voglia di mollare tutto e salutare la combriccola in anticipo, e l'intima speranza che il suo presidente si ravveda in tempo, e finalmente decida di lasciare ad altri la gestione operativa del club. 

Con queste premesse Catania-Foggia che in altri momenti infiammava due regioni, diventa semplice ammennicolo: gara di contorno, rispetto a quello che sta dicendo il torneo. Dove ci sono formazioni che con bacini di utenza irrisori stanno tentando la scalata alla B. In barba al blasone e agli investimenti fatti a monte in estate. Facendo leva su progetti che nel frattempo si sono consolidati, o viceversa su competenze specifiche che fanno la differenza.

Domenica squadre incerottate a confronto: sono cinque i calciatori che, al momento, sono acciaccati o indisponibili in casa Catania: Adriano Montalto, Matteo Stoppa, Matteo Di Gennaro, Gabriel Lunetta e Armando Anastasio, Stoppa è pure squalificato assieme a Ierardi. Etnei ridotti ai minimi termini che in questo frangente devono anche fare a mano di Bethers, Allegretto, Di Tacchio, Sturaro, Luperini e Guglielmotti. Una squadra intera ferma ai box, e scelte tutte da meditare per Toscano che non sa più a che santo votarsi per venir fuori dall’emergenza. Nelle file del Foggia salteranno il match gli appiedati Felicioli, Parodi ed Emmausso, mentre sono da verificare le condizioni di Mazzocco, Camigliano e Thoaou. 

Cinque punti dividono Catania e Foggia in classifica: etnei decimi e rossoneri tredicesimi. I rossazzurri siciliani che si fanno preferire anche in termini di gol fatti (42 contro i 33 dei rossoneri) e subiti (31 contro i 35 della formazione di Zauri). Scavando ancora più in profondità nel percorso, si nota anche che il Catania tra le mura amiche ha raccolto 23 punti e 18 fuori, il Foggia rispettivamente 20 e 15. Dunque complessivamente tre punti di differenza sia in casa che in trasferta

Focalizzando lo stato di forma attuale delle due squadre, Catania e Foggia hanno raccolto quasi l’identico bottino nelle ultime cinque gare: otto punti il Catania (due vittorie, due pareggi, una sconfitta) e sette il Foggia (due successi, un pareggio, due ko) con leggera differenza nella produzione delle reti (sette all’attivo e sei al passivo il Catania, 10 gol fatti e otto subiti il Foggia).

Salines e soci, fuori casa, hanno ottenuto sette punti nelle ultime cinque partite: in mezzo le affermazioni di Messina (7 dicembre) e Taranto (14 febbraio), entrambe con il risultato di 0-3. Sette sono anche i punti collezionati nel medesimo periodo, in casa, dal Catania che non vince al Massimino dal 3-1 inflitto al Giugliano il 26 gennaio (prima ancora il 4-0 contro il Sorrento risalente al 22 dicembre scorso). 

Analogie anche nei rispettivi percorsi delle squadre, dunque, che fotografano una stagione che alla fine sarà meglio dimenticare in tutta fretta.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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