Si fosse giocata un mese fa questa partita, il Foggia avrebbe visto i...sorci verdi. Sic stantibus rebus, invece, i margini per andare a punti e non tornarsene a mani vuote ci sono.
Perché i bianconeri di Torino dopo una rincorsa a perdifiato che li ha portati a risalire dalla penultima piazza al decimo posto e ad accarezzare il sogno playoff, recentemente stanno tirando il fiato. E le tre sconfitte nelle ultime quattro stanno lì a confermare gli imbarazzi di una formazione che fisiologicamente sta accusando qualche comprensibile passaggio a vuoto. Il Foggia, quindi, può e deve provare ad approfittarne. Un risultato positivo è alla portata di Salines e compagni, a patto e condizione però di non ripetere la prestazione inconsistente esibita con la Cavese, la peggiore della gestione Zauri.
Stasera a Biella (ore 17.30) contro la Prossima Generazione della Juventus, i rossoneri vogliono misurare l'attendibilità dei buoni propositi che animano il gruppo dopo l'ultimo stop di campionato. Luciano Zauri anche alla vigilia della partenza in pullman (si è tornati all’antico dopo la parentesi... aerea di Catania) ha ripetuto di aver lavorato molto in settimana sull'atteggiamento, oggi si attende la riprova in un test che deve sciogliere soprattutto un amletico dubbio: il Foggia ha ancora voglia di lottare e di chiudere la stagione tirando fuori gli artiglio? Oppure intende limitarsi a vivacchiare?
Nei riguardi della nutrita colonia di tifosi rossoneri che risiedono al Nord e che saranno presenti sugli spalti del Pozzo-La Marmora, i rossoneri hanno un obbligo morale: onorare l'impegno, e possibilmente regalare una delle rare gioie di questa stagione insipida. Di converso però non sarà facile tenere testa ad una formazione giovane e talentuosa come la Juventus NG che, per quanto si presenti all'appuntamento orfana di alcuni elementi impegnati con le rispettive nazionali (Adzic, Comenencia, Papadopoulos e Turicchia), comunque dispone di una rosa extra-large, che non dovrebbe risentire delle defezioni.
È una gara speciale soprattutto per Massimo Brambilla, che ritrova sulla sua strada la squadra sulla quale aveva investito per il suo futuro di allenatore, e che invece l’ha frettolosamente ripudiato: è finita male, e non certo solo per colpa sua, anche per questo per il tecnico brianzolo questi 90' rappresentano l'occasione per dimostrare ai suoi detrattori che nel calcio tutto si programma, e niente si ottiene su due piedi. Lo sa bene il collega Zauri, che proprio un girone fa coi bianconeri inaugurava la sua avventura in rossonero, e che anche a Biella si ritrova con alcuni uomini fuori uso: oltre a Sarr (stagione finita) e Vezzoni (in castigo), sono sempre out per infortunio (?) Santaniello e Mazzocco, mentre Parodi è squalificato.
Senza una prima punta di ruolo, in avanti il Foggia si schiererà ancora un tridente atipico con Zunno, Emmausso e Tohuo (o Orlando), in difesa è ballottaggio fra Camigliano e Dutu (che ha scontato il turno di stop) al centro della difesa in coppia con Salines, mentre la vera novità potrebbe essere rappresentata dal ritorno a tempo pieno del baby Pazienza preferito a Da Riva dal 1'.
Biella inaugura un mini-ciclo di tre trasferte consecutive: seguiranno Caserta e Crotone, altre due gare da prendere con le pinze
Serve rialzarsi: infilare oggi il terzo ko consecutivo creerebbe ulteriori malumori in un ambiente sempre più depresso.
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