Nessuna vendetta. Solo l’intimo desiderio di voler dimostrare al patron di aver preso un abbaglio. E di non aver capito dove sarebbe stato il caso di intervenire. Il signor Brambilla coi suoi ragazzini terribili della Juventus Next Gen ha inferto una dura lezione al Foggia. I bianconeri hanno fatto un sol boccone di un avversario in evidente crisi di identità.
Ma a fine gara Brambilla ha preferito non mettere il dito nella piaga. E, da gran signore qual è, il tecnico di Vimercate ha preferito divagare.
“La mia non è assolutamente una rivincita - ha detto -. Ho avuto un buon rapporto con tutti a Foggia, sono dispiaciuto per il momento di difficoltà che stanno vivendo. Venendo alla partita, sono davvero contento per questa vittoria perché arrivavamo a questo appuntamento con tante assenze, ma abbiamo giocato una gara da squadra vera. Chi è sceso in campo ha dimostrato tutto il suo valore ed è la giusta ricompensa per lo straordinario impegno che questi ragazzi dimostrano in ogni allenamento. Penso che la vittoria sia più che meritata, devo complimentarmi con tutti i miei giocatori per la partita disputata”.
Chapeau Brambilla, la vendetta è un piatto che va servito freddo.
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