Il derby di Cerignola dello scorso 12 marzo è stato lo spartiacque fra una stagione che poteva scorrere via senza infamia e senza lode. E che improvvisamente sta diventando un incubo. Qualcosa di grave deve essere successo nei giorni immediatamente successivi a quella gara che il Foggia non avrebbe meritato di perdere: le successive prove incolori e senza nerbo con Cavese, Juventus Next Gen e Casertana hanno certificato lo stato di crisi. E non sono frutto solo di un momento-no.
I club organizzati martedì pomeriggio, alla ripresa degli allenamenti , hanno tenuto a rapporto squadra e staff tecnico per cercare di capirne qualcosa in più. In un clima tutt'altro che disteso e che ha registrato momenti di tensione, ai giocatori è stato chiesto a muso duro in queste ultime tre gare che restano a disposizione di preservare la categoria. Punto fondamentale per porre le basi per un futuro meno incerto.
Massimo impegno ed attaccamento alla maglia: sono i punti-cardine che dovranno guidare il Foggia in questi ultimi 270' che sono un vero e proprio terno al lotto. Resta avvolto in un mistero, invece, il motivo per il quale da Cerignola in poi il Foggia si sia volatilizzato.
O meglio, una voce viene a galla ed ora bisognerà verificarne la reale consistenza: sembrerebbe, ed il condizionale mai come in questo caso è d'obbligo, che nei giorni immediatamente successivi al ko del Monterisi, indirettamente dalla proprietà sia giunto un messaggio chiaro all'interno dello spogliatoio: "Non vi pago più, fatevene una ragione", il senso delle parole con cui un emissario del patron avrebbe acceso la miccia in uno spogliatoio. Fosse cos’, dunque, sarebbe stata dettata in anticipo la linea di chiudere i cordoni della borsa prima di rendere ufficiale il definitivo disimpegno. Il guaio è che ora il Foggia è una polveriera e ritrovare un briciolo di serenità non sarà per nulla semplice.
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