“Fino a quando ci sarà il sottoscritto il Foggia non incorrerà mai in alcuna penalizzazione…”. Le ultime parole famose di Nicola Canonico. Con il mancato pagamento degli emolumenti e dei contributi relativi al mese di febbraio, il patron ha infatti chiuso il cerchio, sconfessando anche l’ultimo appiglio al quale orgogliosamente si aggrappava ogni qualvolta gli piovevano addosso attacchi collegati alla sua gestione troppo spesso farlocca ed improvvisata.
L’imprenditore di Palo del Colle lo aveva anticipato fin dallo scorso 31 marzo quando aveva deciso di defilarsi definitivamente, è stato di parola, ha disatteso la scadenza del 16 di aprile (anche se qualche residuale perplessità sul pagamento dei contributi resta, ndr), ed ora il Foggia andrà inevitabilmente incontro al deferimento. Che porterà in dote dai 2 ai 4 punti di penalizzazione da scontarsi nella stagione che verrà. Ultimo dei problemi in un frangente in cui persistono forti dubbi sul futuro rossonero.
L’atroce dubbio persiste, sarà ancora C1 oppure il club rossonero sprofonderà fra i dilettanti, ripartendo addirittura dall’Eccellenza? Scenari indefiniti, l’eventuale salvezza passa prima dal campo (con lo scontro diretto di domani dello Zaccheria contro il Messina), e poi da un possibile cambio al vertice che è tutto in itinere. E rispetto al quale sono diversi i punti interrogativi che persistono.
Quello che è certo è che una proposta d’acquisto del 100% delle quote esiste, ed è stata formalmente avanzata nella giornata di mercoledì scorso. E stavolta via pec, proprio come piace a Canonico. Che adesso la sta vagliando dopo che si ritrova spalle al muro e non può più nascondersi dietro l’alibi dell’assenza totale di qualunque tipo di offerta paracadutata sul suo tavolo.
Nel frattempo però Canonico tira dritto per la sua strada e non fa sconti di alcun genere, neppure di fronte ad una manifestazione di interesse vincolante che, sembra, passi attraverso l’obbligo di rispettare la scadenza del 16 aprile. Chi si aspettava che sul filo del gong l’ormai ex presidente rossonero tornasse sui suoi passi e aprisse ad una possibile trattativa, è rimasto deluso. E l’irrigidimento del patron non sono pochi a leggerlo come il diniego a voler intavolare qualunque tipo di trattativa.
Nessun bonifico effettuato dai conti del club, anche ieri calciatori e staff tecnico hanno confermato la mancata corresponsione degli stipendi. Il che ha finito inevitabilmente con l’intorpidire le acque alla vigilia della sfida decisiva col Messina. Che ovviamente sarà tale solo nel momento in cui poi il Foggia si ritroverà ai nastri di partenza del prossimo campionato di serie C.
Sullo sfondo, ma ancora appesa nel vuoto, resterebbe l’avance di un non meglio identificato gruppo di matrice spagnola che opererebbe nel settore dell’energia rinnovabile e che avrebbe come proprio referente l’imprenditore locale Fedele Sannella, col quale Canonico avrebbe interloquito un paio di volte nelle ultime settimane.
Con la frenata della Fondazione La Capitanata per lo Sport, che a chiare lettere ha fatto intendere che alle condizioni dettate dal patron rossonero (6 milioni di euro) non ci sono margini di trattativa, l’unica e sola concreta alternativa sembrerebbe essere quella che porta direttamente nella capitale. Anche se proprio ieri circolava con insistenza la voce di un ulteriore interessamento di un gruppo solido che avrebbe fatto già pervenire le proprie credenziali al patron.
Filtrano invece indiscrezioni sull’offerta della cordata guidata da Sannella, che avrebbe messo sul piatto della bilancia l’accollo della debitoria di 2,7 milioni e i rimanenti emolumenti e contributi da corrispondere fino a giugno per circa un milione di euro. Oltre ad un bonus di 500mila euro per la CN Sport che detiene il Foggia. Fanno in tutto 4,2 milioni di euro che ad occhio e croce però difficilmente soddisferanno le pretese di Nicola Canonico. Che resta alla finestra in attesa di possibili nuovi acquirenti e che adombra l’ipotesi di non iscrivere il Foggia nel prossimo giugno.
Una promessa o una minaccia?
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