Volano gli stracci nel Foggia Calcio, situazione tragicomica: reintegrato Vezzoni per gara di Picerno

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Senza un presidente. Senza stipendi e senza contributi versati. Senza più certezze. Ed ora anche senza un ds ed un allenatore. Ma con un Vezzoni in più che, notizia dell’ultima ora è stato reintegrato, e un patron che, a dispetto delle intenzioni, resta in sella e detta la linea su tutto il fronte. Non c’è pace in casa Foggia, dove non ci si annoia mai e dove un giorno e l’altro pure si registrano turbolenze e smottamenti che rischiano di compromettere un quadro già di per sé compromesso.

A distanza di 24 ore emergono altri particolari inquietanti sull’esonero del tutto inatteso nei modi e nelle tempistiche di Luca Leone e Luciano Zauri, individuati dalla proprietà come i maggiori responsabili dell’ecatombe Foggia. E quindi esposti al pubblico ludibrio. Secondo una prassi ormai consolidata e tristemente nota da queste parti.

Liquidati su due piedi coloro che sarebbero gli artefici di questo scempio, Canonico si è poi premurato anche di ordinare il reintegro a tempo pieno di Franco Vezzoni, uno dei pomi della discordia che recentemente ha accentuato le frizioni. Un dispetto bello e buono nei confronti degli ex appena esautorati ed ai quali il patron a più riprese aveva negato la possibilità di ritornare ad avere a disposizione il laterale italo-argentino che poco più di un mese fa si era rifiutato di rinnovare il contratto in scadenza. 

A comunicare martedì mattina a tecnico e ds l’esonero è stato il neo amministratore unico Michele Bitetto, che attraverso una telefonata del tutto informale si è guardato bene però dal motivare la ragione alla base della decisione. Maturata dopo la sconfitta, la sesta di fila, con il Messina di Sabato Santo. 

Fin dalla ripresa si è presentato Antonio Gentile a guidare l’allenamento, toccherà al tecnico dell’U17 (già in panchina a Cava de’Tirreni dopo l’esonero di Capuano e tre stagioni fa a Taranto dopo il divorzio da Boscaglia) traghettare il Foggia negli ultimi fondamentali 90’ di Picerno: volti scuri e bocche rigorosamente cucite fra i rossoneri che avrebbero digerito male l’ultimo scossone che è sembrato più come l’ultimo disperato tentativo di invertire la rotta che non una scelta meditata  frutto di una valutazione approfondita del momento. 

Dopo gli ultimi eventi che hanno punteggiato in negativo il cammino della squadra, infatti, non era certo a livello tecnico che sarebbe stato il caso di incidere. 

Leone e Zauri hanno pagato invece colpe che come al solito Canonico ha scaricato su altri anziché riversare su di sé, il gruppo dalla messa in castigo di Vezzoni in poi si è sfaldato, e le successive dichiarazioni del patron (“a gennaio ne avrei salvati non più di cinque”) hanno fatto precipitare una situazione che già si era fatta incandescente. 

Tecnico e ds dopo l’esonero si sono chiusi a riccio, evitando di alimentare una polemica che a questo punto diventerebbe sterile e controproducente, ma il fatto che i due dopo il pesante rovescio di Caserta fossero pronti a fare un passo indietro era il chiaro sintomo che i due stessero perdendo di mano uno spogliatoio sempre meno disposto  a tollerare le angherie di una proprietà sempre troppo pasticciona ed inconcludente. 

In questi sei mesi di permanenza a Foggia sia Zauri che Leone hanno verificato sulla loro pelle quanto sia complesso fare calcio in un ambiente nel quale sono troppe le commistioni e le interferenze. Esterne ed interne. 

Difficoltà con le quali cimentarsi quotidianamente dentro e fuori del campo, e deflagrate definitivamente con il mancato pagamento dello stipendio del mese di febbraio. Che ha fatto precipitare la situazione, costringendo ad esempio Silvestro a dover abbandonare l’appartamento e a trovare dimora presso un compagno di squadra (Vezzoni), che gli ha messo a disposizione una branda di fortuna. 

Il tutto perché nel frattempo il club rossonero già da qualche mese ha chiuso definitivamente i rubinetti. A questo purtroppo si è ridotto il Foggia negli ultimi tempi, e i risultati che arrivano dal campo altro non sono che lo specchio fedele del disagio di una squadra che non vede l’ora che si concluda questo stillicidio. “Mi avevano anticipato qualcosa, ma non avrei mai immaginato di ritrovarmi in questa situazione”, avrebbe confidato Leone a qualche amico col quale in questi mesi ha stretto un rapporto confidenziale - . Mai visto nulla di simile…”. 

Peccato solo che il dirigente pescarese non abbia preso il coraggio a quattro mani e denunciato per tempo quanto sta accadendo attorno al Foggia da gennaio scorso. Da quando cioè Canonico ha deciso di tirare i remi in barca e di avviare così il suo progressivo disimpegno. Che si è poi materializzato a partire dallo scorso 31 marzo. 

Ed ora? Restano i 90’ di Picerno per scongiurare il peggio ed evitare un playout che avrebbe effetti devastanti: in queste condizioni l’eventuale spareggio da affrontare, infatti, avrebbe un esito pressoché scontato.

E il Foggia per la prima volta nella sua storia potrebbe conoscere sul campo l’onta della retrocessione in D. Targata Nicola Canonico.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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