Foggia Calcio, orgoglio e dignità: serve prova di carattere rossoneri per tenere viva fiammella della speranza

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Il vantaggio, seppure relativo, c’è. E il Foggia dovrà provare a sfruttarlo fino in fondo. Con due pari la categoria sarebbe preservata e il futuro diventerebbe a tinte meno fosche di quello che al momento è. Eppure il confronto resta incertissimo. Anzi, i bookmakers pare siano orientati a vedere in leggero vantaggio il Messina, che pure ha chiuso la stagione regolare 6 punti indietro rispetto ai rossoneri. Ma che nelle ultime 9 ha guadagnato sull’avversario qualcosa come 12 lunghezze. Che fanno tutta la differenza del mondo, e che finiranno dunque inevitabilmente con l’orientare i pronostici. 

La differenza nei prossimi 180’ la farà soprattutto la testa: si dice che in sfide come queste chi ci arriva con la condizione psico-fisica migliore riesce poi ad avere il sopravvento. Vero, verissimo. E, ad occhio e croce, il Foggia al momento paga dazio nei confronti dei siciliani. Che dovrà provare a colmare nei prossimi 5 giorni che ha davanti per azzerare il gap. 

Sabato prossimo si torna in campo, e al San Filippo-Franco Scoglio un approccio molle al match come quello che i rossoneri hanno evidenziato nelle ultime uscite (Picerno a parte), costerebbe carissimo. E, con ogni probabilità, metterebbe a repentaglio la salvezza. Che per Salines e compagni resta appesa ad un filo, nonostante il regolamento dei playout tenda una mano ai rossoneri.

Si inaugura dunque una settimana di autentica passione in casa Foggia, di quelle che tolgono il respiro e che andranno vissute in full-immersion alla ricerca della migliore concentrazione e di quello smalto smarrito, senza il quale sarà durissima reggere il confronto con una formazione che oltretutto a livello psicologico vorrà far valere la recentissima vittoria ottenuta allo Zaccheria. Che probabilmente è stata quella che ha rianimato le speranze di una formazione che ora come non mai crede fortemente nell’impresa di salvarsi sul campo. 

E’ soprattutto la coesione di gruppo, che negli ultimi due mesi è clamorosamente venuta meno, che il tecnico Antonio Gentile dovrà cercare di riportare a galla, perché il Foggia visto all’opera dal match con la Cavese in poi è stato impalpabile. E, proseguisse sulla stessa scia pure col Messina, non avrebbe scampo. 

In questo senso soprattutto gara 1 diventa fondamentale, è in riva allo Stretto che il Foggia dovrà gettare le basi per chiudere definitivamente i conti sette giorni più tardi in casa. Serviranno calma e nervi saldi, tenendo bene a mente un dato che spiega le difficoltà di una squadra che alla distanza si è liquefatta: nel ‘25 i rossoneri non hanno mai vinto lontano da casa (lo 0-3 di Taranto non fa testo, dopo la cancellazione degli jonici, ndr), e in 9 gare hanno racimolato 2 soli punti (l’1-1 di Catania e il recente 0-0 di Picerno). Per il resto solo e soltanto sconfitte, molte delle quali brucianti. 

Lontano dallo Zaccheria il Foggia non vince dal lontano 7 dicembre, e guarda caso proprio dalla trasferta di Messina. In quello che è stato uno dei punti più alti della tormentata stagione della formazione allora guidata da Zauri, che quel pomeriggio seppe imporsi in scioltezza 0-3 grazie alla doppietta di Mazzocco e al gol a tempo scaduto dell’ex Emmausso. Era un altro Foggia, quello, evidentemente. Lontano parente di quello visto all’opera da metà marzo in poi.

Ma soprattutto era un altro Messina. Che in quel frangente era adagiato sul fondo della classifica ed abbandonato al suo destino. Ma che dal mercato di riparazione sarebbe uscito col look rifatto, a differenza dei dauni che hanno perso per strada pezzi importanti del loro mosaico nel nome di un ridimensionamento dettato dalla proprietà che oltre ad impoverire l’organico ha tolto quelle poche certezze ad un gruppo che adesso brancola nel buio e che teme di sprofondare in Serie D. 
(Foto: Antonellis - Foggia Calcio)

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testatina dillo al direttore WEB

 

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