Foggia Calcio, it’s the final countdown: alle 12 il momento della verità con Chionna, Bitetto e Canonico

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Sarà davvero un mezzogiorno di fuoco. Oggi alle 12 in punto a Bari, presso lo Studio Polis Avvocati in Via Arcivescovo Vaccaro n. 45, si conoscerà il futuro del Foggia. L’amministratore giudiziario della società Calcio Foggia 1920 srl, Prof. Avv. Vincenzo Vito Chionna, l’amministratore e rappresentante legale del club Michele Bitetto e Nicola Canonico in qualità di socio unico della controllante CN Holding srl hanno convocato una conferenza stampa presso lo studio legale sito nel capoluogo pugliese per illustrare alla stampa e all’opinione pubblica il provvedimento di amministrazione giudiziaria emanato dal Tribunale di Bari ex art. 34 del Codice antimafia, con le prospettive – si legge testualmente – dell’attività di impresa sportiva.

È soprattutto su quest’ultimo passaggio del comunicato che si incentrano le attese della piazza: amministratore giudiziario, rappresentante legale e patron spiegheranno non solo la ratio del provvedimento giuridico, che ovviamente è stata approfondita già nei giorni scorsi, ma soprattutto si pronunceranno sull’immediato futuro del Foggia. 

Insomma, si saprà se ripartire dalla Serie C – seppure con la prospettiva di una penalizzazione per il prossimo campionato, che sarà decisa dal TFN il prossimo 19 giugno in conseguenza del mancato adempimento delle scadenze amministrative di aprile – o se i Satanelli sono destinati ad inabissarsi nei gorghi del calcio dilettantistico.

Avventurarsi in pronostici non è mai facile ed in uno scenario del genere è quanto mai impervio. Ma già l’uso nel comunicato del sostantivo prospettive in relazione all’attività dell’impresa sportiva ha aperto i cuori alla speranza. Vuol dire che, al di là di tutto, una prospettiva c’è. Ed a breve la si conoscerà. 

Nella conferenza stampa, con ogni probabilità, si parlerà anche delle trattative (ormai depassée) su un passaggio di proprietà che, tornato d’attualità per qualche ora dopo il vittorioso playout col Messina, si è inevitabilmente incagliato dopo il provvedimento del Tribunale di Bari.

In città qualcuno ha manifestato perplessità sul fatto che la conferenza stampa sul futuro del Foggia si terrà a Bari, interpretandolo come un sinistro presagio se non addirittura come una volontà di fuga. Ma in realtà la sede indicata per l’incontro con la stampa è in fin dei conti la più ovvia se si tiene conto che le parti in causa (amministratore giudiziario, rappresentante legale e socio unico della controllante) sono tutte e tre di Bari, così come Bari è la sede del Tribunale che ha emanato il provvedimento.

La tempistica invece suggerisce un briciolo di ottimismo in più: per rispettare la scadenza del 6 giugno bisogna adempiere alle necessarie garanzie economiche al più entro domani. E avere evitato di rilasciare dichiarazioni sul filo del gong può essere un segnale importante.

Insomma, certezze – come sempre, soprattutto negli ultimi quattro anni – non ce ne sono. Tranne una. Se nelle precedenti interlocuzioni (con l’amministrazione comunale, con le cordate vere o presunte di potenziali acquirenti) Canonico è stato il convitato di pietra, stavolta il patron ha deciso di metterci la faccia tanto da sottoscrivere, assieme a Chionna e Bitetto, il comunicato con cui è stata convocata la conferenza stampa di oggi. 

Finalmente Canonico parlerà e racconterà la sua verità. Solo allora capiremo se è intenzionato ad interpretare la parte del salvatore della patria rossonera recedendo dal dichiarato proposito di non iscrivere il Foggia al prossimo campionato di Serie C oppure se deciderà di vestire i panni della prefica ed intonare il De profundis per i Satanelli.

Bocche cucite nell’entourage dell’imprenditore di Palo del Colle: quel che c’è da dire sarà detto questa mattina. Nulla trapela e l’attesa che si avverte in città è spasmodica. Di certo Canonico ha sbagliato, e tanto, nei quattro anni della sua tormentata presidenza. Ma nulla, sia detto a chiare lettere, può legittimare il ricorso alla violenza e alle intimidazioni. Esprimere solidarietà all’uomo, pur riconoscendo i difetti ed i limiti del dirigente, non è un dietrofront ma un gesto doveroso. Che non assolve il patron dalle sue colpe ma ribadisce una norma di civiltà per cui minacce ed aggressioni non possono avere diritto di cittadinanza nel mondo dello sport. 

L’esercizio del diritto di critica è ben altro ed è bene che qualche soggetto particolarmente permaloso o sensibile se ne faccia una ragione una volta per tutte. A buon intenditor…

Comunque sia siamo arrivati al conto alla rovescia finale. The final countdown, come cantavano gli Europe nella loro celebre hit degli anni Ottanta. Certo è difficile immaginare Nicola Canonico nei panni di Joey Tempest, multicrinito frontman della rockband svedese, ma in fondo quel famosissimo brano parla di una rinascita dopo l’apocalisse e delle grandi aspettative per un futuro pieno di energia e di nuove possibilità. Sarà davvero così? O non sarà piuttosto, tanto per restare in tema, l’ultimo addio quando le luci si spengono (our last goodbye/when lights go down) che sempre gli Europe cantavano in un altro grande successo chiamato Carrie? Staremo a vedere. Il conto alla rovescia sta per finire.
(Siro Palladino - l’Attacco)

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