Le incertezze che hanno caratterizzato il mese di giugno del Manfredonia Calcio, sospeso a metà tra il timore di un possibile scioglimento e la speranza di una rinascita, sono un ricordo. Ora è il tempo delle certezze. Il progetto sportivo è salvo. E non solo: riparte con ambizione, con un’identità chiara e innovativa fondata sulla valorizzazione dei giovani e su un modello di sostenibilità a lungo termine. A guidare questa nuova fase, insieme al patron Gianni Rotice, sono due nuove figure, entrambe di estrazione campana, e già note nel panorama calcistico: l’allenatore Luigi Pezzella e il direttore sportivo Massimo Tanzillo. Li abbiamo incontrati per conoscere i loro obiettivi e lo spirito con cui si apprestano ad affrontare questa nuova sfida.
A distanza di anni dalla sua ultima esperienza in Capitanata, Pezzella fa ritorno in Puglia alla guida tecnica del Manfredonia Calcio. Una decisione maturata rapidamente dopo il colloquio col ds Tanzillo.
Perché Manfredonia? E cosa l’ha convinta ad accettare questo incarico?
Questa è una piazza che già conoscevo: passionale, con una tifoseria calorosa, Manfredonia è una città accogliente. Quando è arrivata la chiamata del direttore ho capito subito che c’erano le basi per un progetto serio ed ambizioso, seppur complesso. Decisivo è stato anche l’incontro con Gianni Rotice, che mi ha trasmesso fiducia e senso di solidità. È una autentica sfida che ho accettato con entusiasmo.
Il compito però non è sicuramente agevole...
Stiamo costruendo una rosa giovane con tanta voglia di emergere e con pochi elementi di esperienza. Il nostro obiettivo primario è la salvezza, ma vogliamo arrivarci con un’identità chiara: proporre un calcio propositivo, intenso, senza timore. Non sono legato a un sistema di gioco fisso, ma il 3-4-3 è il modulo che ho utilizzato più spesso: ha equilibrio e garantisce spinta offensiva. Tuttavia, il sistema di gioco definitivo dipenderà dalle caratteristiche dei singoli. L’importante è trovare la soluzione più adatta per esprimere le nostre idee.
Che campionato sarà? E quali le squadre da battere?
Il Girone H è il più impegnativo della Serie D. Ogni anno ci sono 7-8 formazioni che ambiscono alla vittoria finale. Quest’anno ci sono Fasano, Andria, Barletta, ma occhio anche a Nocerina, Scafatese e Paganese. Si tratta di realtà consolidate, con organici esperti e dalle ambizioni elevate. Dovremo lottare ogni domenica, giocando sempre con coraggio. Non dovremo avere timore di nessuno, rispetto per gli avversari, certo, ma anche fiducia nelle nostre capacità.
Questo è un progetto anche a carattere sociale...
La società e la città vengono da un’annata difficile. Bisogna ricostruire fiducia, entusiasmo, identità. Il presidente sta compiendo sacrifici significativi. È un progetto che ha un valore anche sociale: riportare la gente allo stadio, far sentire orgogliosi i tifosi. E dare ai giovani del territorio un’opportunità concreta di crescita.
Massimo Tanzillo è il neo ds, uno dei principali protagonisti della nuova stagione biancoceleste: “L’obiettivo è restituire dignità al progetto tecnico e ridare entusiasmo alla piazza - dice -. Fondamentale per me è stato l’incontro con Rotice, che ci ha trasmesso fiducia e determinazione. E’ una persona appassionata che ha ancora voglia di dare tanto a questa città e a questa squadra”.
“Puntiamo su un progetto serio, fondato sulla trasparenza, sulla sostenibilità economica e sulla volontà di creare una squadra giovane, dinamica e competitiva. Saranno poche le riconferme, ci sono alcune trattative chiuse, come quella di Cepparano, centrocampista campano che si integra molto bene negli schemi del mister. Altra trattativa conclusa è quella di Nobile, scuola Juve, ufficiali i ritorni di Balba e Cicerelli”.
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