Il dado è tratto. Il Foggia esce rivoluzionato dal mercato di riparazione, ed ora il pallino passa nelle mani di Enrico Barilari. Chiamato a far diventare squadra nel minor tempo possibile un gruppo eterogeneo che ha cambiato i suoi connotati rispetto ad inizio di stagione, e che adesso ha tutti i requisiti per centrare l’obiettivo dichiarato della salvezza.
Ricapitolando, sono 9 i nuovi volti che la finestra di gennaio porta in dote al Foggia e che vanno ad irrobustire una rosa di 24 elementi: sono arrivati in rossonero i difensori Maxime Giron (titolo definitivo/Trapani), Riccardo Brosco (titolo definitivo/Pescara, 35 anni) e Christian Dimarco (prestito/Pro Patria, 23 anni); i centrocampisti Lorenzo Menegazzo (prestito/Bologna, 21 anni), Federico Romeo (prestito/Ternana, 24 anni) e gli attaccanti Luca Nocerino (titolo definitivo/Campobasso, 22 anni), Gianmarco Cangiano (prestito/Pescara, 24 anni), Christian Tommasini (titolo definitivo/Gubbio, 27 anni) e Michael Liguori (titolo definitivo/Salernitana, 27 anni).
L’ultimo giorno di contrattazioni allo Sheraton ha regalato i colpi Brosco e Liguori che hanno fatto schizzare le quotazioni del Foggia nella lotta per la salvezza, di più oggettivamente non era lecito attendersi da una proprietà che si appresta nei prossimi giorni a salire al bastone di comando (oggi dinanzi al Tribunale di prevenzione di Bari prevista l’udienza per il nulla osta giudiziario alla cessione, ndr), e che non ha lesinato sforzi per migliorare la qualità di un organico che oggettivamente fino ad un mese fa non era adeguato per la categoria.
I conti tornano finalmente, perché anche le operazioni in uscita non solo hanno controbilanciato quelle in entrata, ma hanno consentito anche di scremare la rosa e di non avere elementi in esubero.
Hanno salutato complessivamente in 12, nell’ordine i difensori Panico (definitivo/Giugliano), Morelli (prestito/Trapani), Bignami (risoluzione), Olivieri (fine prestito/Modena), Felicioli (prestito/Pro Patria) e Castaldi (definitivo/Benevento); i centrocampisti Byar (fine prestito/Bologna), Pellegrino (prestito/Heraclea) ed Agnelli (prestito/Heraclea), e gli attaccanti Ilicic (risoluzione), Sylla (titolo definitivo/Latina), Fossati (fine prestito/Genoa) e Winkelmann (prestito/Trapani). Reintegrato infine Valietti, che pareva sul piede di partenza e che invece rientra a pieno titolo in gruppo.
Difesa e prima linea sono i reparti che più di tutti abbisognavano di urgenti correttivi e che sono stati interessati da un accurato ed approfondito maquillage: il Foggia che sta per rimettersi in moto a margine di questa fase di grandi stravolgimenti, è destinato a cambiare volto nei suoi 7 undicesimi, atteso che Valietti potrebbe ritrovare spazio in difesa sulla corsia di destra, consentendo così a Buttaro di formare la nuova coppia centrale con Brosco, mentre Giron agirà come laterale di sinistra; in avanti invece sarà Liguori-Tommasini-Cangiano il tridente nuovo di zecca che sta per prendere forma, con D’Amico leggermente più indietro nelle gerarchie e chiamato adesso, dopo gli ultimi arrivi, a recuperare il terreno perduto dopo le ultime opache prestazioni.
Puntellato l’organico con elementi che sembrano finalmente in grado di garantire la svolta, ora la parola passa al campo. Da questo momento zero alibi per tutti, lo ha lasciato intendere a chiare lettere il patron Gennaro Casillo lunedì sera direttamente da Milano, dove è stato impegnato nelle ultime trattative: “Da parte nostra abbiamo fatto il possibile per assemblare un organico che sia in grado di centrare il traguardo della salvezza, d’ora in avanti quindi aspettiamo i risultati, toccherà all’allenatore dare una identità definitiva alla squadra e trovare la quadra del cerchio”.
Un invito diretto a voltare pagina senza più tentennamenti, un avvertimento anche per il tecnico Barilari, entrato nell’occhio della critica dopo le ultime due sconfitte in campionato che hanno visto scivolare il Foggia al terzultimo posto.
Fin da sabato prossimo a Caserta Garofalo e soci devono cancellare l’immagine del brutto anatroccolo esibita a Latina prima, e poi nel derby col Cerignola. Che, assieme ad una sconfitta che ha lasciato il segno, si è portata dietro qualche dubbio di troppo che bisogna fugare in fretta. Perché il tempo stringe, e davanti restano ormai solo 14 gare per mettere sottochiave la salvezza.
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