Foggia si aggrappa al foggiano Pazienza: è stato l’artefice del miracolo Audace, ma è rossonero dentro

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Ad un foggiano di San Severo che in rossonero calcisticamente ha mosso i primi passi prima del grande balzo in A all’Udinese di Pozzo, il compito gravoso di scongiurare l’onta della retrocessione in Serie D del Foggia. Che sarebbe la prima in assoluto sul campo in 105 anni di storia.

Fine delle riflessioni ad oltranza e dei ripensamenti dell’ultima ora, dopo aver scartato la soluzione-Fontana che pareva la più probabile, il duo Casillo&De Vitto vira su Michele Pazienza. Un nome che pareva lontano dai radar del club, e che invece contro ogni previsione è tornato prepotentemente d’attualità quando tutto sembrava evolvere in altra direzione.

Di Pazienza a Foggia si era già sussurrato qualche stagione fa sotto la gestione-Canonico, ci fu pure un fugace adescamento che però poi cadde nel nulla di fronte alle richieste del tecnico: “Cerco garanzie sul progetto dilazionato nel tempo”, disse all’epoca ed ovviamente non se ne fece nulla.

L’accordo, quello vero, stavolta è stato perfezionato a tempo di record, dopo che fin da domenica sera si era aperto uno spiraglio per arrivare ad una intesa. Che poi è stata raggiunta ieri mattina in via Trinitapoli, nel quartier generale che oggi è di Gennaro e Giuseppe De Vitto, e che un tempo era il luogo deputato e preferito da Pasquale Casillo per concludere gli affari.

E se questo si rivelerà davvero un matrimonio fortunato lo diranno i prossimi 4 mesi, quelli che dividono dalla conclusione della stagione regolare, e che si spera possano servire al Foggia per tirarsi fuori da ogni impaccio. Con Pazienza in sella, il club rossonero intende intraprendere un percorso che guarda al futuro, e che quindi non dovrebbe concludersi a giugno. Qualunque sia l’esito di questa controversa annata che continua a tenere tutti con il fiato sospeso.

Michele Pazienza dopo le parentesi burrascose di Avellino, Benevento e di Sassari, accetta di misurarsi con l’avventura-Foggia consapevole delle enormi difficoltà alle quali sarà chiamato a far fronte: c’è un progetto che è in fase di decollo e che è condizionato dal risultato sportivo della stagione in corso, lui che è stato assieme ad Elio Di Toro l’artefice del miracolo Audace Cerignola fino a tre stagioni fa, se decide di rimettersi in discussione a soli 35 chilometri di distanza dal centro ofantino è perché evidentemente vuole riannodare i fili di un percorso che finora gli ha regalato le maggiori soddisfazioni professionali.

E che in Capitanata è convinto può riportarlo in quota. Anche se certezze sul futuro, al momento, non ce ne sono. Il Foggia, dal suo canto, ha virato forte su di lui perché spera di aver individuato il profilo che fa al suo caso: Pazienza è notoriamente votato al 3-5-2, il sistema di gioco che probabilmente il Foggia d’ora in avanti sposerà per ritrovare il giusto equilibrio fra i reparti. E per proteggere soprattutto la difesa, il tallone d’Achille di una squadra che è la più perforata del girone.

E siccome in giro di Pazienza si dice che proprio sul piano difensivo esprima il meglio del suo repertorio, ecco che la scelta si spera possa risultare quanto mai calzante. C’è poi un tasto sentimentale alla base della preferenza: Pazienza è rossonero dentro, con il Foggia ha avviato la sua parabola calcistica ed al Foggia deve gran parte delle sue fortune.

Ormai 27 anni fa, quando era poco più che 17enne, esordiva con quella maglia che ha sempre sentito come una seconda pelle, e nel ‘03 dopo il salto in C1 con Pasquale Marino (e 88 presenze complessive condite pure da 6 gol) avviava il suo lungo peregrinare fra Udinese, Fiorentina, Napoli, Juventus, Bologna Vicenza e Reggiana. Prima di chiudere a Manfredonia nel ‘17.

Pazienza ieri mattina era a Foggia. Ha incontrato i vertici societari, si è confrontato sui programmi. Non lo spaventa la situazione di classifica. Sa quali corde toccare per risollevare la squadra ed avviare la risalita. Oggi, salvo clamorose sorprese, arriverà la conferma ufficiale del suo ingaggio. Che si sussurra sarà su base biennale. Nel suo staff ci saranno anche il vice Antonio La Porta (ex rossonero ed ex compagno di squadra a Foggia) ed il preparatore atletico Leandro Zoila.

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