Giorno di presentazioni ufficiali in casa Foggia. Ma giorno anche per parlare con il neo-allenatore rossonero Pazienza del prossimo impegno di campionato, e di quel Crotone che per quanto reduce dalla scoppola di Picerno, oggettivamente è avversario che fa paura. E che all’andata fu in grado di imporsi a mani basse allo Zaccheria 0-3: “Se hanno loro voglia di riscatto, immaginiamo quanta ne possiamo avere noi”, ha precisato, ancor prima di evidenziare la recente mutazione tattica dei pitagorici, che restano fra i complessi più attrezzati della categoria.
“Longo lo conosco bene (qualche anno fa ha anche allenato il San Severo, città natale di Pazienza, ndr), ha cambiato atteggiamento, adesso basa molto del suo gioco sulle ripartenze. L’allenatore invece che ho conosciuto io cercava la conquista del campo attraverso un fraseggio continuo che portava allo sfinimento l’avversario”.
Domani mancherà ancora Buttaro, sempre alle prese con una lesione muscolare di secondo grado e in cura a Forte dei Marmi, mentre per Liguori non si sono perse le speranze di recuperarlo all’ultimo istante: “Ha dato disponibilità a lavorare sul campo - ha precisato Pazienza -, e le risposte sono state incoraggianti. Ora però dobbiamo fare delle valutazioni, in una gara così importante non si può rischiare un giocatore se non si sente pronto al 100%”.
Sul piano tattico, il Foggia (ed il suo allenatore) dovrebbero optare ancora per il 3-5-2 ed un sistema di gioco più abbottonato, anche se non ci sono conferme: “Per creare un vestito tattico ad hoc ad una squadra ci vuole del tempo - ha proseguito il tecnico rossonero -. Non nascondo di essere arrivato quì con una idea precisa ma, come spesso accade, poi lavorando sul campo ti rendi conto che certe caratteristiche dei singoli non collimano magari con quello che avevi in testa di mettere in pratica. Mi sono reso conto che in certe situazioni facciamo fatica ad avere una identità precisa, e questo non va bene; io sono qui per mettere ogni singolo calciatore nella condizione di esprimersi al meglio”.
C’è un numero che preoccupa maggiormente Pazienza, ed è quello dei gol al passivo: i 46 sul groppone sono il segnale inequivocabile di una difesa che soffre, anche perché non è adeguatamente protetta dagli altri reparti: “In questi giorni abbiamo apportato degli aggiustamenti, a Crotone dovremo affrontare una gara con le giuste motivazioni”, ha continuato Pazienza, che ha anche toccato il tasto dell’autostima: “Che poi è l’aspetto più difficile da migliorare - ha aggiunto -, perché sono solo i risultati a portare i ragazzi a credere nelle proprie potenzialità”. E il Foggia ha urgenza assoluta di tornare a fare punti.
In viaggio verso Crotone il neo-allenatore rossonero spera anche di incidere sull’aspetto psicologico dei singoli: “Dobbiamo trasmettere ai giocatori la passione e la voglia di voler uscire da questa situazione - ha detto -, qui si vive di calcio e questo i giocatori credo lo abbiano ben chiaro. Andremo a fare un piano gara per affrontare al meglio il Crotone”.
Il pensiero finale è stato indirizzato ai tifosi. Pazienza ha ben chiaro ciò che possono dare in un frangente così delicato, ma altrettanto bene sa che il tempo dei proclami è ormai finito, anche perché le parole non portano punti: “So che stanno vivendo questo momento con grande responsabilità, a questo punto della stagione bisogna solo rimboccarsi le maniche, stare uniti, e lavorare a testa bassa e con tanta umiltà”.
Nella speranza che basti.
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