Foggia, dal passato ancora di salvezza: sei sconfitte non sono una novità, un anno fa e nella stagione ’95-96

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Ci vorrebbe un Foggia da... 10 e lode per esorcizzare il momento e mettere sottochiave la salvezza. Dieci turni al termine e ancora 30 punti a disposizione: c’è ancora spazio e tempo per arginare una crisi che pare in finita ed alla quale, nonostante tutto, si può porre ancora rimedio.

Ma serve invertire il trend ed inserire le marce alte per tirarsi fuori da una situazione che pare irreparabile, quell’ultimo posto e le 6 sconfitte consecutive sono un macigno che pesano sulle sorti di una stagione finora sciagurata. E che solo un repentino cambio di passo può ancora ribaltare.

Di qui al prossimo 26 aprile il Foggia giocherà 5 volte in casa, ed altrettante in trasferta: allo Zaccheria affronterà Casarano, Potenza, Siracusa, Trapani e Salernitana, mentre dovrà far visita a Team Altamura, Benevento, Cavese, Cosenza e Monopoli. In attesa di conoscere come e quando la giustizia sportiva sarà in grado di mutare i connotati della classifica, per evitare la lotteria dei playout occorreranno non meno di 16-18 punti.

Cioè servirà mettere assieme un filotto di 5-6 vittorie, viaggiando ad una media di 1,8 punti a gara. Viceversa, ne occorreranno invece una decina per garantirsi la possibilità di disputare gli spareggi-salvezza. In ogni caso bisogna in tutta fretta svoltare, ed aggrapparsi magari anche alla cabala. Già, perché la storia insegna che il Foggia ha già dovuto fronteggiare momenti analoghi, e fortunatamente ne è sempre venuto fuori.

L’ultimo è recentissimo nel tempo, ed è di solo una stagione fa, quando i rossoneri incapparono nella stessa identica serie nera di 6 ko consecutivi (con Audace Cerignola (3-2), Cavese (0-1), Juventus NG (2-0), Casertana (4-0), Crotone (3-2) e Messina (1-2)) che costarono il playout coi siciliani che poi avrebbe scongiurato la caduta in Serie D.

Ma qualcosa di molto simile è accaduto anche nella stagione ‘95-96 (esattamente 30 anni fa), quando il Foggia prima di Delio Rossi (curiosa coincidenza) e poi di Roccia Tarcisio Burgnich con una clamorosa rimonta evitò la retrocessione in C. E oggi, come allora, di mezzo ci sono ancora le sei sconfitte consecutive (con Ancona (3-0), Avellino (0-1), Reggina (1-0), Salernitana (1-3), Fidelis Andria (0-1) e Chievo (4-0)) che una dietro l’altra sembravano segnare negativamente anche le sorti di quella stagione.

Dopo i guai giudiziari di Casillo, il doloroso divorzio da Zeman e l'amara retrocessione, la serie B sarà ripresa per i capelli da Burgnich, l'uomo della provvidenza che, chiamato al capezzale di una squadra ormai completamente allo sbando, compirà il prodigio di mantenere in vita il calcio a Foggia.

E dire che le premesse della vigilia erano state di tutt'altro tenore: il ds Pavone inizialmente punterà sull'emergente Delio Rossi, con il cui avvento in panchina si intendeva avviare un nuovo ciclo. Ma non si erano fatti i conti con il vuoto di potere creatosi in seno al club che avrebbe prodotto traumatiche ripercussioni.

L'errore più grande fu soprattutto quello di puntare sulla voglia di riscatto di un gruppo ormai logoro e sfibrato che aveva concluso un ciclo (in quella squadra c’erano ancora i vari Sciacca, De Vincenzo, Bresciani, Mandelli e soprattutto Kolivanov). La ventata d’ottimismo portata da Rossi avrà così breve durata.

Quella squadra, che in Coppa subirà l'onta di farsi eliminare addirittura dal Forlì, formazione di C/2, sarà sempre alla ricerca di una sua identità e, fatta eccezione solo per la prima parte della stagione, presto si adagerà nei bassifondi della classifica. Solo un finale condotto a ritmi vertiginosi (sette vittorie ed un pari nelle ultime 11 gare) materializzerà una salvezza che in febbraio, dopo sei sconfitte consecutive, pareva impossibile conseguire.

A sancire l'inversione di marcia sarà l’allora presidente Pelosi (espressione del Tribunale) che, su suggerimento dell'amico fraterno Ottavio Bianchi, opterà per l'avvicendamento alla guida tecnica della squadra. Con Burgnich il Foggia si giocherà l'ultima chance di salvezza, e sarà grazie proprio all'ex terzino euromondiale dell'Inter che si registrerà l'inatteso risveglio: ultimo e staccato in classifica, con 7 lunghezze da recuperare sulla quint'ultima, il Foggia collezionerà una serie straordinaria di risultati utili che lo metterà al riparo da ogni sorpresa.

Chiuderà all'11° posto a pari merito con Cosenza e Venezia: un risultato di notevole spessore, fra i più sofferti della storia del calcio rossonero.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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