Ci sarà un modo per tirarsi fuori da questa situazione così scabrosa? Se lo continua a chiedere, in quello che è diventato ormai uno stucchevole refrain, Michele Pazienza, che tutto poteva aspettarsi quando poco meno di due mesi fa ha accettato di accomodarsi su quella panchina che da inizio stagione scotta maledettamente, tranne che di infilare una serie-choc così negativa di 5 sconfitte consecutive.
Che hanno fatto lievitare il totale a dieci, e che stanno spingendo sempre più il Foggia all’inferno. Un sortilegio pare avvolgere Garofalo e soci, che ormai da 1000 minuti in campionato fanno scena muta e che puntualmente rinviano alla settimana successiva i propositi di riscossa. Ma di questo passo si sono assottigliate appena a 6 le giornate ancora a disposizione per cercare di rimettere in piedi una annata che sta assumendo i contorni della disfatta, e che a questo punto forse solo un miracolo sportivo può rimettere in piedi.
Un’altra settimana trascorsa a meditare sulla terapia d’urto più idonea al gruppo volge al termine, il Foggia rinchiuso nel suo silenzio stampa sta provando disperatamente a liberarsi dalle ansie e da quel male oscuro che da oltre due mesi non gli dà tregua, la trasferta di Cava de’ Tirreni bussa alle porte ed è una sfida che sa di ultima spiaggia: inutile girarci attorno, i prossimi 90’ di campionato rappresentano una opportunità irripetibile per restare aggrappati alla C, passano dal Simonetta Lamberti le residue possibilità di salvezza dei rossoneri, che solo in caso di vittoria potrebbero abbandonare l’ultimo gradino della classifica e tentare sul filo di lana una rimonta alla quale nemmeno più i bookmakers sembrano dare credito.
A Cava domenica il Foggia troverà un ambiente particolarmente infuocato: a parte la storica rivalità che esiste fra le due tifoserie, in casa metelliana si sta caricando ad hoc l’ambiente perché questo è il match che può orientare definitivamente la stagione degli aquilotti verso la salvezza diretta. Dopo l'ottimo pareggio di Potenza, col Foggia diventa una partita chiave, cosa che in molti non avrebbero mai immaginato ripensando ai soli 2 punti inanellati dalla Cavese dopo le 6 giornate iniziali del campionato.
Va dato atto però che il processo di crescita della formazione di Prosperi è andato avanti nel corso della stagione, seppur fra alti e bassi, infortuni e stravolgimenti vari dettati dal mercato: eppure si è sempre guardato avanti, senza mai avere la minima preoccupazione della classifica, lavorando e cercando di migliorare di giornata in giornata. Ed alla fine è stato forse proprio questo il grande segreto della Cavese edizione ‘25-26. Un equilibrio nei risultati non c'è mai stato concretamente (male in casa all'andata, bene al ritorno, viceversa per il rendimento esterno, Ndr), ma intanto i punti continuano a sommarsi e diventano sempre più pesanti quando ormai mancano appena 6 giornate al traguardo.
Prosperi a Potenza si è presentato con l'intenzione di attaccare gli avversari, affrontarli a viso aperto, a differenza delle precedenti uscite: la conferma dell'undici vittorioso con Picerno e Audace Cerignola testimonia che, ad oggi, senza Awuah, questa è la migliore versione della Cavese vista nel girone di ritorno. Fa ben sperare anche la crescita di Gudjohnsen, riuscito anche a sbloccarsi e il cui affiatamento con Fusco migliora gara dopo gara. Mentre Macchi continua a mostrare incoraggianti progressi.
La speranza è di non dover fare a meno di Loreto per molto tempo (problema alla spalla sinistra), anche se Nunziata ha dimostrato a più riprese che si può fare affidamento su di lui. Per il resto, il gruppo al Viviani si è dimostrato sul pezzo e molto propositivo in zona offensiva: il rammarico per i mancati due punti in più è dettato solo da episodi che hanno permesso al Potenza di pareggiare la partita. Ed ora sotto con il Foggia per chiudere il cerchio. Anche se da queste parti fanno gli scongiuri.
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