Trapani, quale futuro? A fine marzo la verità. Nodo principale il pignoramento dei conti corrente della società

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Le recenti pronunce del TFN sembrano delineare un quadro complesso per il Trapani 1905. Se infatti da un lato la decisione del 13 marzo scorso ha scongiurato il rischio di un’immediata esclusione dal campionato, quella precedente datata 5 marzo ha confermato un profilo di recidiva che appesantisce la posizione del club siciliano.

Il rischio più alto per il Trapani derivava dal deferimento relativo al mancato pagamento di emolumenti e ritenute fiscali entro la scadenza del 16 dicembre ‘25. La Procura Federale aveva richiesto l’applicazione della recidiva, invocando la sanzione estrema dell’esclusione, e invece il Tribunale ha respinto tale richiesta per motivi tecnici fondamentali: i giudici hanno rilevato che la norma citata dalla Procura si riferisce alle inadempienze del secondo bimestre (settembre-ottobre).

Essendo i pagamenti correnti del Trapani per quel periodo regolari, la fattispecie per l’esclusione automatica non era configurabile. Una parte delle contestazioni era già stata dichiarata nulla in precedenza per “genericità dell’incolpazione”, indebolendo la base giuridica per la contestazione della recidiva specifica su quei fatti.

Se il fronte amministrativo ha concesso un sospiro di sollievo, quello disciplinare legato alla condotta del Presidente Antonini ha visto in vece una piena conferma delle accuse. Il procedimento scaturisce da un’intervista del 16 gennaio scorso in cui la giustizia sportiva veniva definita “una pagliacciata”. In questo caso il Tribunale non ha mostrato clemenza: è stata applicata la recidiva poiché il tesserato aveva già subito una sanzione il 25 agosto precedente per fatti della stessa natura. Il Collegio ha dunque ritenuto equo irrogare un’ammenda di 8mila euro ad Antonini e un’ammenda di 8mila euro alla società.

I giudici hanno respinto la tesi difensiva secondo cui le critiche fossero rivolte solo alla Federazione Italiana Pallacanestro, sottolineando come i riferimenti al “calcio” e alla “sentenza Agnelli” rendessero inequivocabile il coinvolgimento dell’ordinamento federale calcistico. Il Trapani esce da questa doppia sessione di giudizio con una posizione ambivalente. Da una parte, è stato salvaguardato il diritto a terminare la stagione sportiva sul campo, dall’altra il club è ora ufficialmente gravato dalla recidiva nell’ordinamento federale. Questo status comporta che ogni futura violazione non godrà di alcuna attenuante, esponendo la società a sanzioni di rigore aggravato.

La gestione della continuità aziendale e della comunicazione istituzionale diventa, dunque, il vero banco di prova per evitare che nuovi deferimenti portino al massimo grado di sanzione previsto dal Codice di Giustizia Sportiva. Settimana nerissima per il Trapani, travolto da vicende extracampo che continuano a incidere pesantemente sul presente e sul futuro del club: la situazione resta estremamente delicata tra problemi finanziari e provvedimenti sportivi.

Un quadro complesso, il nodo principale riguarda il pignoramento del conto corrente societario, elemento centrale anche nelle motivazioni della penalizzazione di 5 punti inflitta al club per il mancato rispetto delle scadenze federali del 16 dicembre. Secondo quanto emerso, il Trapani ha ammesso che, proprio a causa del pignoramento, i pagamenti relativi a stipendi, ritenute Irpef e contributi Inps per i mesi di settembre e ottobre – per un totale di oltre 977 mila euro – sono stati effettuati tramite conti correnti intestati al socio Sport Invest e al presidente Valerio Antonini.

Una scelta che ha portato al deferimento, poiché le norme federali impongono l’utilizzo esclusivo dei conti correnti dedicati della società. Nel corso del procedimento, la difesa ha provato a giustificare l’irregolarità. Ma la tesi è stata respinta dal TFN, che ha chiarito: “L’avvenuto pignoramento del conto dedicato non può considerarsi una legittima causa di giustificazione”. Secondo il Tribunale, infatti, il pignoramento non rappresenta un evento imprevedibile.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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