Dopo un girone riecco un clean-sheet: contro la Cavese il Foggia riscopre una inconsueta saldezza difensiva

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C’è un Foggia che non si dà pace per il gol smarrito. Che è diventato una specie di ossessione, e che rischia di imprigionare il reparto meno prolifico della categoria. Ma per fortuna c’è anche un Foggia che tira un sospiro di sollievo, perché finalmente ha centrato un clean-sheet, anche se è solo il quarto di questa stagione da incubo. E’ successo domenica scorsa nella trasferta di Cava de’ Tirreni, dove Perucchini è riuscito finalmente a mantenere inviolata la sua porta: un evento da queste parti, se si considera che l’ultimo precedente risaliva esattamente ad un girone fa ed alla gara casalinga giocata ancora con la Cavese e conclusasi sempre sullo 0-0.

Gli altri tre incontri in cui il reparto difensivo rossonero ha retto sino al triplice fischio finale sono stati quelli con il Sorrento (1-0 alla 2^ giornata), il derby di Capitanata dell’andata a Cerignola (altro 0-0) e infine a Casarano, 0-2 per i rossoneri. Che per il resto in 13 occasioni hanno subìto almeno un gol, in 7 due gol, in altre 7 tre reti ed in una (al debutto a Catania) addirittura 6. Fanno in totale 54, una enormità per una formazione che dunque sconta la peggiore difesa del girone e che viaggia ad una media di 1,6 gol subìti a gara.

Proprio la ritrovata saldezza difensiva in una gara da dentro o fuori come quella del Simonetta Lamberti è un segnale da non trascurare e in netta controtendenza. E che va letto come un sensibile passo in avanti di una squadra che, prima di Cava, è bene ricordarlo, aveva perso nelle ultime tre occasioni sempre di misura e sempre 1-0.

A conferma, dunque, che certi automatismi sotto la gestione Pazienza si stanno finalmente oleando, al punto che il Foggia che pareva essersi trasformato in un colabrodo, adesso riesce a difendersi con maggiore ordine, lasciando all’avversario poche ed estemporanee occasioni-gol nell’arco dei 90’.

La metamorfosi, ovviamente, non è da considerarsi casuale e si spiegherebbe principalmente con il ritorno della difesa a 3 (che garantisce maggiori equilibri di squadra), oltre che con il recupero a tempo pieno di Buttaro, la cui prolungata assenza ha pesato negativamente sull’assetto complessivo del reparto che si è visto privato di uno dei suoi migliori elementi che sa essere anche duttile tatticamente.

Ma a far compiere un significativo salto di qualità è stato in particolare il recente arrivo (dall’Heraclea) del croato Eric Biasiol, che con la sua fisicità ed i suoi centimetri ha ricompattato la difesa, nonostante il recente forfait di Brosco, il rinforzo di qualità giunto a gennaio dal Pescara che doveva far cambiare pelle alla retroguardia. E che da circa un mese si è ritrovato out per un infortunio.

Brosco dovrebbe rientrare a Cosenza, e riprendersi così il suo posto al centro della difesa, attualmente occupato da Staver.

Sempre più lontani dai radar rossoneri, invece, Rizzo e Minelli, anello debole del reparto, ed il cui rendimento è stato ampiamente al di sotto delle attese.

Mentre in rialzo sono le quotazioni di Cornelius Staver, rispolverato come difensore centrale a seguito del ko di Brosco (in precedenza prevalentemente utilizzato come difensore di fascia), e che proprio domenica scorsa si è rivelato baluardo insormontabile, sfoderandola sua migliore prestazione in rossonero.

Michele Pazienza, insomma, può essere moderatamente soddisfatto: quando è arrivato la difesa imbarcava acqua da tutti i lati e finiva con l’essere presa sempre d’infilata dagli avversari. Adesso la situazione è decisamente migliorata, i correttivi apportati dal tecnico sanseverese paiono appropriati, anche se in questo incandescente rush finale di stagione in cui sarà fondamentale dare continuità ai recenti progressi evidenziati sul piano difensivo, ci si attende significative conferme. Il che, con l’auspicabile ritorno al gol, potrebbe rendere. meno lastricata la strada della salvezza.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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