Siracusa è stata solo un lampo. Troppo breve per lasciare una traccia all’interno di una carriera che, per quanto finora punteggiata da significative parentesi, stenta ancora a prendere quota. I destini di Michele Pazienza e del Siracusa si sono incrociati otto anni fa, nel novembre del ‘18: in tutto 6 gare e appena 40 giorni di permanenza sulla panchina aretusea che nulla hanno aggiunto, e niente hanno tolto, ad una stagione di sofferenza con un sedicesimo posto finale strappato a denti stretti dai siciliani.
Il tecnico sanseverese all’epoca era appena agli esordi, a soli 35 anni prima di volare in Sicilia era stato chiamato dal Pisa in Serie C per sostituire Gautieri a stagione già in corso. Allenava da pochi mesi nelle giovanili del club toscano l'attuale tecnico del Foggia, e all'ombra della Torre Pendente sarebbe durato in tutto cinque mesi. Un'altra breve comparsa la farà anche al Siracusa, sempre in C, ma dopo il secondo esonero in così poco tempo propenderà per una scelta molto saggia. Passo indietro, per ripartire dalla serie D sposando quel progetto che lo metterà meritoriamente sulla mappa del calcio che conta. Con l’Audace Cerignola inizierà infatti a costruire davvero il suo profilo da tecnico, anche se il prima ed il dopo sono una storia che ancora non si allinea alla sua carriera di calciatore.
Nel ‘18 quando plana sulla costa jonica, il Siracusa è un club alla ricerca di una sua dimensione in terza serie: il 4 luglio viene perfezionato il nuovo assetto societario, Gaetano Cutrufo, a cui si deve il merito di aver riportato il club nei professionisti in soli 5 anni di presidenza, decide di passare il timone del club azzurro all'imprenditore adranita Giovanni Alì che ne acquista il 100% del pacchetto azionario, diventando il nuovo plenipotenziario. Alì porta a Siracusa molti dei calciatori avuti dalla precedente esperienza maturata a Troina dal campionato di Serie D, compreso di staff tecnico con Giuseppe Pagana allenatore. Curioso il fatto che molti dei nuovi giocatori azzurri siano di nazionalità argentina (ne arriveranno 6 in tutto), fra cui spicca il nome di Federico Vázquez (ad un passo dal Foggia nello scorso gennaio, ndr) con esperienza maturata tra le file del Vélez, l'anno precedente 20 reti con la maglia degli ennesi. Inoltre vengono ingaggiati calciatori con trascorsi nel massimo campionato argentino, quali gli esterni d'attacco Nicolas Cesar Rizzo e Francesco Celeste.
Il 31 ottobre l'allenatore Pagana, dopo un avvio di stagione in salita si dimette, troppe cinque sconfitte in sette gare. L’addio matura anche per via dello scarso feeling instaurato con la piazza aretusea, che nel corso delle prime gare casalinghe lo ha messo spesso sulla graticola: al suo posto arriva l’allora 36enne Michele Pazienza, chiamato al capezzale del Siracusa per dettare la svolta. Pazienza esordisce con una convincente vittoria il 3 novembre (3-1 sulla Cavese) in casa, ma poi incappa in una doppia sconfitta esterna contro Virtus Francavilla (2-0) e nel derby di Catania (1-0). Segue l’1-0 interno con il Bisceglie, che anticipa la sconfitta di Matera (2-1) e lo 0-0 casalingo con la Sicula Leonzio del 7 dicembre. In tutto fanno 7 punti, insufficienti per salvare la panchina.
“Nel secondo tempo forse avremmo dovuto spingere di più, ma va bene perché avevamo speso tanto nel pressing a tutto campo e qualcosa in avanti poi la paghi. Ho avuto le risposte che cercavo dopo la sconfitta di Matera, e in settimana lavoreremo per migliorare ancora qualche altro aspetto”, rifletteva Pazienza a fine gara, ancora ignaro del destino che lo attendeva.
Ezio Raciti, infatti, di lì a poco diventerà il suo successore, all'allenatore sanseverese sarà fatale il pari col Leonzio. Guidato in panchina dall’amico-conterraneo (ed ex rossonero come lui) Paolo Bianco, che l’anno prima, per una curiosa coincidenza, era stato proprio sulla panchina del Siracusa.
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