Rifiuti al centro del dibattito pubblico a Peschici, soprattutto da quando il servizio è stato riaggiudicato alla Ecogreen Srl, di Campobasso, a seguito di procedura aperta, conclusasi il 25 febbraio scorso. L’appalto per l’affidamento dei servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani e assimilati, di spazzamento ed altri complementari al Comune di Peschici è andato al concorrente primo classificato, che ha ottenuto un punteggio totale di 93,335 punti per aver offerto un ribasso del 2,45%, pari a 111.943,39 euro, su un importo di gara soggetto a ribasso di 4.569.118,04 euro. Valore totale per l’aggiudicazione: 4.524.024,92 euro, Iva esclusa. Il contratto avrà la durata di due anni, rinnovabili tacitamente per una sola volta.
La Ecogreen era già in precedenza titolare della commessa nel centro garganico.
La gestione rifiuti oggi però, come detto, desta non poche preoccupazioni, soprattutto alla luce dei due incendi che di recente hanno interessato il centro raccolta della cittadina. Il Ccr a partire dal 14 febbraio 2017 è stato consegnato alla ditta appaltatrice del servizio, si trova a ridosso dell'ex campo sportivo comunale di via Montesanto. E’ stato interamente finanziato con fondi regionali e curato nella sua realizzazione dal Comune; l’impianto è stato pensato per l'ottimizzazione e l’implementazione della raccolta differenziata, presso il quale i cittadini possono conferire i vari materiali, con la supervisione a cura del personale della ditta.
Episodi di questo genere hanno già funestato più di una volta altri centri della provincia di Foggia, dai più grandi ai più piccoli. In generale, le indagini hanno spesso rivelato che i roghi erano di natura dolosa e verosimilmente legati a ritorsioni, richieste disattese, lavoratori scontentati o licenziati, ingerenze malavitose. Spesso gli incendi sono stati seguiti da incontri in Prefettura per la convocazione del Comitato ordine e sicurezza pubblica, per arginare e prevenire fenomeni riconducibili al mondo della criminalità. Anche nella stessa Peschici, ricordano alcuni cittadini a l’Attacco, sono stati convocati consigli comunali monotematici per affrontare pubblicamente il problema e stigmatizzare atti di questo genere. Dopo l’incendio dell’8 novembre scorso nulla si è mosso.
E c’è qualcuno che prova a dare una chiave di lettura di questa situazione che sta appesantendo il clima nel centro garganico. Innanzitutto, fanno notare osservatori, il Ccr ultimamente era molto chiacchierato soprattutto per ciò che riguarda il servizio di guardiania. In più, c’è chi ha sottolineato che l’incendio è sopraggiunto proprio nei giorni dell’udienza della Ecogreen davanti alla prefallimentare di Campobasso, in programma proprio il 9 novembre. A gestire la pratica è Rosa Napolitano che ad oggi ancora non scioglie la riserva in ordine all’ipotetico fallimento dell’azienda. La Ecogreen infatti si trova in concordato pieno con continuità aziendale. Questo è uno strumento giudiziale di risoluzione della crisi di un’impresa. Si attua mediante la realizzazione di accordi con i creditori destinati ad essere perfezionati sotto la protezione del tribunale. Questa particolare fattispecie consente all’azienda la prosecuzione dell’attività.
Il concordato preventivo era stato disposto già nel 2019, vale a dire che quando la Ecogreen ha partecipato alla gara di Peschici pativa già una situazione di crisi. Eppure, anche in questa situazione ha vinto la gara, evidentemente i requisiti del bando lo hanno consentito. La gara europea è stata espletata dalla stazione unica appaltante in Provincia, pubblicata a marzo del 2020 e aggiudicata con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Responsabile unico del procedimento era Giuseppe Cela. Insomma, la situazione non è delle migliori anche per gli operatori che attualmente sono alle dipendenze della Srl. Il capitolato parla di 27 lavoratori, solo due dei quali dovrebbero essere a termine ma a quanto sembra ne sono una decina di più.
E se fino a qualche anno fa, l’organico per il periodo estivo veniva rinforzato anche con 12 unità, nel 2021 non sono state più di tre. E c’è chi si chiede se fossero previste (e tutte necessarie). La preoccupazione però serpeggia tra gli operatori, soprattutto alla luce di alcuni ritardi che già si sono verificati nella liquidazione della retribuzione. Non ci sarebbe stata continuità tanto da indurre l’imprenditore, riferiscono beninformati, ad intervenire di tasca propria per sanare la situazione.
Molte di queste informazioni, trapela, sarebbero arrivate anche ai tavoli della Prefettura e della Procura per l’invio di esposti anonimi che però al momento non sembrano aver avuto riscontro. Un altro sintomo della crisi dell’azienda è stato raccontato dai cittadini che hanno notato che i mezzi utilizzati per il servizio non abbiano un aspetto ottimale. L'azienda ha anche il compito di occuparsi della pulizia delle spiagge e alcuni peschiciani hanno riferito che questa a volte veniva effettuata con i mezzi privati degli operatori.
Al centro di alcune delle osservazioni c’è anche la sicurezza dei lavoratori ai quali, da capitolato, l'appaltatore sarebbe tenuto a fornire divise invernali ed estive, apposito tesserino di riconoscimento corredato di fototessera, mascherine, dispositivi di protezione individuale adeguati alle specifiche funzioni svolte. Inutile dire che la commessa è vitale per la sopravvivenza dell'azienda considerata la situazione ma il clima non è dei migliori e questo determina paura e preoccupazione su cui andrebbe messo un punto fermo, anche grazie al rigoroso controllo delle autorità preposte e del Comune, che deve assicurare trasparenza e imparzialità.
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