Dopo due anni di stop è tornata l’esposizione ornitologica Carduelis, la mostra di uccelli, mangimi e attrezzature, punto di riferimento per allevatori e appassionati a livello nazionale,
in programma presso il Quartiere Fieristico durante lo scorso weekend.
Un evento organizzato dall’associazione Ornicoltori di Capitanata “Federico II”, presieduta dall’infaticabile Piero Russo, esperto del settore.
“La nostra associazione organizza mostre da circa 20 anni – esordisce a l’Attacco – questa è la terza edizione di Carduelis, una mostra dedicata gli uccelli appartenenti alla famiglia dei fringillidi, ovvero tutti quelli esotici e indigeni (europei) che non sono però canarini”. Oltre alla Federico II che vanta oggi circa 150 soci sparsi per la provincia, la Capitanata vanta anche un’altra associazione sanseverese. La Puglia, invece,ne conta circa 13 in totale. “In Italia ce ne sono numerosissime come le nostre – continua Russo – c’è davvero un grande movimento dietro la FOI (Federazione Ornicoltori Italiani)”.
La mostra foggiana ha ottenuto una risposta di livello nazionale attirando l’attenzione di appassionati ed esperti di Emilia Romagna, Malta, Paternò e tante altre località italiane. D’altronde l’esposizione vanta innumerevoli specie di uccelli, anche molto pregiati. Un esempio? L’Azulao, un cantore brasiliano, tra i più particolari. “Ci sono animali provenienti da tutto il mondo – commenta il presidente – dall’Organetto del Circolo Polare Artico al canarino del Mozambico che arriva invece dall’Equatore. Ci sono esemplari che arrivano a costare anche quattro mila euro. Tutto dipende dalla specie e dalla loro rarità”.
La Carduelis non è solo una mostra: una sua parte è stata dedicata alle gare. “Con il giudizio cerchiamo di far aderire i nostri animali ad un preciso standard. Ogni razza ha una sua prerogativa: siamo in continua ricerca della purezza. Bisogna però sfatare il falso mito che ci evidenzia come carcerieri – commenta ancora – anzi, allevando animali in cattività combattiamo fenomeni come il bracconaggio. Un esempio? Il cardellino, uno degli animali maggiormente bracconato al mondo, rischia l’estinzione anche a causa dei pesticidi nei campi. Facciamo in modo di non alimentare il bracconaggio – rimarca – non per questa il motto della nostra federazione è “allevare è proteggere”. Ad oggi ci sono purtroppo specie completamente estinte in natura, come il Cardinalino del Venezuela: bene, noi lo manteniamo vivo grazie all’allevamento in cattività. Siamo anche noi animalisti, non bisogna mai dimenticarlo”.
La mostra ha previsto anche un corner espositivo a cura del Museo di Storia Naturale di Foggia, una piccola esposizione di reperti naturalistici che ha selezionato soprattutto uccelli, ma anche un esemplare di lupo appenninico. “Nell’anno in cui ricorrono i suoi 25 anni di attività, il Museo è stato lieto di aderire a questa iniziativa organizzata da un’associazione che punta alla conservazione della biodiversità – dichiarano - si tratta di un tema centrale e prioritario per il Museo, che nell’ultimo quarto di secolo ha lavorato in questa direzione, accrescendo le sue collezioni e promuovendo l’attività divulgativa e la ricerca scientifica”.
“L’intervento del Museo del territorio è stato fortemente voluto proprio per far capire alle persone che non siamo contro natura, ma suoi amanti – conclude Piero Russo – proprio con la struttura museale foggiana faremo un convegno in quanto conoscitori delle specie sul territorio. Contribuiremo al loro studio e a loro comportamento. Una collaborazione già avviata e assodata nel tempo quella tra noi, la Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli), il Museo e la Provincia di Foggia e che si concretizza soprattutto nel periodo estivo, quando si trovano ad esempio i rondoni caduti a terra. Pensate che solo quest’anno ne abbiamo salvati circa 200 caduti a causa dell’ondata di caldo”.
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