Due azioni simili nel giro di un mese. Una denunciata alle forze dell’ordine, l’altra (la più recente) anche attraverso i social.
C’è qualcuno che si diverte a staccare le utenze della struttura adibita a Sai (Sistema di accoglienza e integrazione, ex Sprar e Siproimi) “Alessandro Leogrande” di Bovino.
Due atti vandalici, l’ultimo durante la notte tra sabato 4 e domenica 5 dicembre, che quasi sicuramente sono ascrivibili sotto la voce “bravate”, ma che lasciano anche un margine di pensiero e dubbio rispetto alla reale volontà di accoglienza di extracomunitari sul proprio territorio.
“Qualcuno si diverte a staccare le utenze della struttura – ha confermato a l’Attacco Antonio Leggieri, operatore sociale all’interno della struttura di Bovino –. Abbiamo presentato denuncia ai carabinieri, i militari si sono attivati, stanno cercando gli autori e hanno anche dichiarato che controlleranno meglio nelle ore notturne. Non ci sono telecamere di videosorveglianza. Un mese fa è accaduto la stessa cosa. L'idea è quella di atti perpetrati da giovani, non qualcosa di più grande. Nei due casi, l'atto vandalico è stato commesso nel fine settimana”.
Negli ultimi mesi, però, non è stata presa di mira solo la struttura di accoglienza. “A luglio abbiamo subito altri tipi di atti vandalici – ha riferito a l’Attacco Vincenzo Nunno, Sindaco di Bovino –: è stata distrutta buona parte dei giardini comunali. Non mi sono preso nemmeno la briga di sostituire panchine e cestini rotti perché mi sono stancato di lottare contro chi danneggia un bene pubblico. È un atto da condannare anche perché fatto contro chi non dà nessun fastidio alla collettività, anzi cerchiamo di inserire i giovani nella società attraverso lo sport e diverse iniziative. Dobbiamo dare opportunità a tutti”.
Insomma una dichiarazione di “impotenza” che fa preoccupare e riflettere. “Purtroppo, ripeto, gli atti vandalici sono perpetrati anche all'interno del centro storico – ha aggiunto Nunno – e sicuramente si tratta di persone che non hanno a cuore la loro città. Giovani del posto? Non mi esprimo in merito, perché non sono a conoscenza dei fatti e quindi non mi va di lanciarmi in ipotesi che poi potrebbero essere errate. Questo è compito delle forze dell'ordine, saranno loro a chiarire la vicenda attraverso le indagini e i riscontri”.
Sulla pagina Facebook dello Sprar di Bovino vi è anche una richiesta di chiarimento con chi non ha compreso il servizio posto in essere. Se ci sono dubbi sul progetto – si legge –, se si vuole capire di più, se si vuole conoscere davvero questa realtà, tutti possono venire a parlarne con noi, a patto che avvenga un dialogo e non un perpetuarsi di atti vandalici.
“Se c'è qualche problema ulteriore, abbiamo dei dubbi anche in questo senso, abbiamo chiesto di venire direttamente da noi anche per conoscere meglio qual è il nostro ruolo – ha aggiunto Leggieri a l’Attacco –, il progetto Sai, infatti, è una risorsa per la comunità e anche un mezzo per dare un aiuto a chi è meno fortunato di noi, a reintrodurre persone svantaggiate nella società. Forse qualcuno si è creato un falso mito, i nostri centri sono strutture dove i ragazzi vengono accompagnati per vivere in maniera tranquilla, con i documenti in regola, seguendo anche tirocini lavorativi”.
Il progetto, nato nel 2016, si occupa di ragazzi maggiorenni provenienti in prevalenza dall'Africa. “Gli utenti sono ospitati sia nel centro collettivo, la struttura che è stata colpita dai vandali, oltre che in appartamenti nel centro abitato – ha dichiarato l’operatore sociale –, in quest'ultimo caso soprattutto famiglie con bambini o donne singole con bambini”.
Un’occasione per conoscere meglio la realtà di Bovino sarà quella del prossimo 18. “La cooperativa Arcobaleno, che gestisce il progetto, ha creato un gioco da tavola che si chiama ‘Destinazione Europa’ – ha affermato Leggieri –: in quella giornata verrà presentato ai ragazzi e si tratta di un gioco per sensibilizzare sul tema dell'immigrazione, simula il viaggio che potrebbe fare un ragazzo”, ha concluso.
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