Nunno non è più il Sindaco di Bovino, dimissioni per la maggioranza dei consiglieri

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C’è anche Enzo Nicolò tra i sette consiglieri comunali dimissionari a Bovino, che da martedì sera non ha più un Sindaco

e un’amministrazione. Nicolò è il cognato di Marco Russo, il dipendente comunale accusato di aver sottratto dalle casse dell’ente una somma di circa 1,2 milioni di euro.

La vicenda, raccontata con dovizia di particolari su queste colonne, aveva provocato non pochi imbarazzi nella maggioranza dell’ormai ex primo cittadino Vincenzo Nunno e più di una difficoltà in sede di approvazione del bilancio. Il buco aveva reso necessario anche un piano di rientro.

Sicuramente il fatto ha inciso sulla tenuta del governo della città e così i quattro eletti dell’opposizione più due esponenti della maggioranza hanno ratificato le proprie dimissioni ponendo fine anzitempo all’amministrazione Nunno.

Oltre a Nicolò, hanno staccato la spina Paola Marotta e Leonardo Greco, con la minoranza composta da Stefania Russo, Antonella Ruscillo, Michele Totaro e Lello Fattibene.

“Non è stata una decisione presa a cuor leggero – ha rivelato a l’Attacco Stefania Russo, capogruppo di Alternativa per Bovino -. Confesso di aver avuto un momento di commozione al momento della firma ma si è trattato di un atto politico dovuto, in primis alla città e ai cittadini che sempre più in maggior numero ci chiedevano di porre fine a questa amministrazione. Da molto tempo denunciamo in consiglio e in tutte le altre sedi i problemi che di recente sono emersi in tutta la loro gravità e questo è ora l’epilogo. Ho vissuto il momento come una grande responsabilità, è un gesto forte che però è arrivato dopo tante valutazioni, tanti atti ed è soprattutto importante perché è stato condiviso da due consiglieri di maggioranza”.

A conferma che non sia stata una manovra di palazzo per far cadere la giunta ma il risultato di una decisione ponderata. Tante le criticità rilevate dall’opposizione.
“Innanzitutto c’è il tema relativo al consigliere in conflitto di interesse: si era dimesso già il 9 dicembre ma dopo aver votato due o tre delibere, cosa su cui abbiamo chiesto la verifica della regolarità alla segretaria, delibere che peraltro riguardavano lo stanziamento di risorse da destinare agli studi legali che stanno difendendo il Comune contro gli atti di cui è accusato il cognato”, ha aggiunto Russo.

I due consiglieri di maggioranza dimissionari avevano già preso le distanze dalla linea del Sindaco in passato, il quale non avrebbe di fatto provato a ricucire lo strappo, cosa che avrebbe ulteriormente esacerbato i rapporti. Tanto è vero che in alcune votazioni i due si sono astenuti, anche dal voto di settembre relativo alla rendicontazione. Ma anche assenze e defezioni, tutti segnali che evidentemente Nunno non ha colto. C'è stato anche un momento di stallo, il Sindaco per diverse volte non è riuscito a convocare il consiglio per mancanza di numeri.

“L'opposizione avrebbe potuto continuare a fare ostruzionismo – ha poi precisato la capogruppo - nell'attesa della nomina di un commissario ad acta che approvasse il bilancio ma si è decisa la via del buon senso e del bene del Comune, ora resta da capire quali saranno i tempi per lo scioglimento che non è scontato nel senso che dovrebbe essere confermata l'impossibilità di surroga per sciogliere formalmente il consiglio”.

Un altro elemento decisivo per le dimissioni è stato il piano di riequilibrio che sarebbe stato presto presentato in consiglio.
“Un piano molto blando basato sul fatto che dal 2024 il Comune terminerà di pagare le rate di mutui e quindi nella disponibilità di quelle somme. Da un punto di vista politico sarebbe è stata una mossa vincente, perché si sarebbe detto che non sarebbe stato sacrificante per i cittadini ma avrebbe significato scaricare sulle future amministrazioni l'onere di gestire l’ammanco. Non è stata presa neanche in considerazione la somma mancante nei primi mesi del 2021 che la stessa amministrazione ha detto di aver accertato, pari a circa 200 mila euro, rinviando ulteriormente il problema. Ci è sembrata quindi la solita manovra per puntare al consenso nascondendo le criticità e soprattutto non volendo fare un'operazione di verità profonda, all'insegna della trasparenza, che in questi mesi è mancata molto spesso. Anche per questo abbiamo deciso per le dimissioni: pensiamo che in questa fase ci voglia un'amministrazione seria, competente e soprattutto estranea ai fatti che sono successi e di cui si sta occupando la magistratura. A questo punto forse è meglio un commissario che, pur non avendo l'affetto che può avere un politico per il proprio paese, può garantire un ripristino della legalità e della trasparenza”, ha concluso Russo.

Intanto il Sindaco non commenta l’accaduto: contattato da l’Attacco, Nunno ha preferito non rispondere.

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