L’hanno ribattezzata la Pasquetta del 2 gennaio, per sottolineare la straordinaria temperature mite e di sole e la gran quantità di famiglie e più giovani
che si sono messi a mangiare all’aperto. Un pic nic di inizio anno che ha travolto in modo inaspettato i ristoratori, soprattutto a Manfredonia.
Soprattutto al porto. E ancora, soprattutto in quella parte baciata dal sole, che era invitante più del solito per chi, stanco di stare in casa, ha scelto di abbinare alla passeggiata vista mare, anche un bello spaghetto al ristorante e perché no, musica e cocktail. E per finire una bella passeggiata con tanto di caffè e gelato sull’isola pedonale. Lo hanno pensato davvero in tanti, così tanti, che domenica non “si capiva più niente a Manfredonia”.
E c’è chi giura che ormai non è più Troia il Comune con più contagi, ma proprio Manfredonia. Una conta che sembra destinata ad aumentare, visto lo spaventoso assembramento andato in scena la prima domenica dell’anno. Mentre intervistiamo infatti alcuni dei ristoratori del porto, ascoltiamo in diretta le telefonate di disdetta che arrivano per la sera.
“Pronto??? Stasera avevamo una prenotazione a cena, no, guardi però devo disdire, perché abbiamo appena saputo che siamo stati in contatto con un positivo, allora è meglio non rischiare… sa… capisce?”. Tante le telefonate come questa, dopo una domenica senza paura. Stesse scene il 31 a Foggia, dove bar e ristoranti con tavoli all’aperto - e anche al chiuso - sono stati affollati di persone che nonostante i dati diffusi hanno voluto fare ugualmente la tradizionale vigilia all’aperto. Aperitivo e stuzzichini, sfidando controlli e timori. E da Foggia e provincia, poi tutti al mare il giorno dopo, a pranzo fuori, al porto, per una domenica dai numeri folli.
Da Seashell a Melagodo fino al locale Calamarando. Mary Fabrizio: “Presi d’assalto, numeri pazzeschi”
“Noi eravamo a pranzo all’ultimo ristorante, quello in fondo… Lì, forse perché era quello definito meno vip, c’era meno gente”, ci racconta una persona che domenica ha pensato di godersi un pranzo al porto.
“Anche se lì dove eravamo noi non c’era tantissima gente, certo era pieno, ma rispetto agli altri meno..., mentre eravamo seduti, vedevamo folle oceaniche arrivare dalla testa della banchina del porto. Grupponi di adulti e ragazzi quasi tutti senza mascherina. Ecco perché Manfredonia ha il maggior numero di contagi, lo diceva una dottoressa… che era seduta pure lei allo stesso ristorante e vista la situazione ha preso tutto, si è alzata e se n’è andata. In effetti quel giorno i ristoranti erano pienissimi e io non ho visto nessun controllo per tutto il tempo che sono stata lì, diciamo fino alle 17”.
Nessun controllo delle forze dell’ordine né ai ristoranti e nemmeno all’isola pedonale. “Sì, perché poi i grupponi si spostavano sull’isola pedonale. E vai… a fare foto senza mascherina, a passeggiare, prendere il caffè al bar e quant’altro. Sì, è vero che in molti pranzavano fuori, all’aperto, ma era difficile non stare assembrati fa i tavoli pieni gente seduta e queste fiumane di persone che ti camminavano addosso anche se stavi seduta al tuo tavolo”.
Il lounge bar Melagodo era uno dei più affollati, visto il suo target di riferimento particolarmente giovanile. Al punto che fuori naturalmente era stato allestito un dj set e c’era un sacco di gente che ballava, come hanno dimostrato nell’arco della giornata le numerose storie postate sui social media, sia sulle pagine dei locali, che su quelle dei clienti.
Preso d’assalto anche il Seashell di Mary Fabrizio. “E’ stata una giornata bellissima, un pienone inaspettato. C’era un casino di gente. E quel sole pazzesco… Le persone volevano mangiare fuori perché secondo me in previsione di nuove restrizioni, hanno colto l’ultima occasione di libertà. Tante famiglie, gente con i bambini”. E c’erano anche tantissimi non vaccinati.
“Senza vaccino fuori potevano mangiare, anche se dal 10 credo non potranno più. A capodanno, per il 31, abbiamo avuto tantissime disdette, invece domenica è stato il delirio a pranzo. Al mattino avevo solo venti prenotazioni e invece nel corso delle ore i numeri sono stati pazzeschi. Anche perché abbiamo cercato di accontentare tutti. Almeno all’esterno. Dentro siamo stati rigidi e attenti, anche a far indossare le mascherine a chi andava in bagno o si muoveva all’interno del locale”.
Certo chi sta fuori senza Green Pass né vaccino poi comunque deve andare in bagno all’interno, o magari chiede di poter prendere il caffè o l’amaro al bar… e diventa difficile da gestire e rischioso per gli altri. “Ci vengono fatte tante domande su questo, noi stessi perdiamo un sacco di tempo a dare spiegazioni alle persone che ci chiedono, perché sono poco informati sulle norme e vogliono sapere da noi… Pensano che noi sappiamo tutto… Io che posso dire. Facciamo del nostro meglio per accontentare tutti senza correre rischi, in sicurezza, ma certo è vero che domenica non ci aspettavamo tutto questo. Chi era dentro, tre dosi, Gren Pass, Super Green Ppass, tutto ok, ma la situazione all’esterno era più difficile in generale da gestire. Non da noi. In generale sul porto. Anche perché noi siamo in quel lato di porto baciato dal sole e ti veniva una gran voglia domenica di sederti e stare bene. La gente è stufa e magari per un attimo si è voluta scordare di tutta questa situazione pesante”.
Dall’altra parte del porto a quell’ora c’è l’ombra e quindi si è concentrata meno gente. La sera, confermano i ristoratori, arrivano più disdette. “Sì, perché durante il giorno scoprono di essere stati a contatto con un positivo e così non possono più uscire. Quella domenica invece ho visto tutti liberi, siamo stati davvero presi d’assalto, io stessa non avevo previsto quella situazione e non avevo quella forza lavoro necessaria, ma tant’è ci siamo dovuti rimboccare le maniche e attrezzare per sostenere l’assedio in senso buono. Mi chiedevano ancora alle 16 di poter pranzare. A un certo punto ho dovuto smettere, perché non ce la facevamo più e poi perché dopo poco avremmo dovuto ricominciare con le prenotazioni per la sera”.
Si è lavorato tanto anche da Calamarando, come spiega uno dei titolari, Giuseppe Cozzolini. “C'erano i nostri clienti abituali, ma anche avventori dell’ultimo minuto che vista la giornata di sole si sono fiondati su Manfredonia e hanno scelto di pranzare da noi. La possibilità di mangiare all’aperto li ha fatti sentire più sicuri rispetto alle preoccupazioni da Covid. Controlli? Quelli ci sono sempre, perché sia noi al locale controlliamo Green Pass e norme di sicurezza, ma poi devo dire che anche le forze dell’ordine passano ogni giorno quasi a controllare come è giusto che sia”. Sole e musica all’esterno hanno reso tutti più sereni e disinvolti, al punto da dimenticare di ballare con le mascherine e di tenersi a distanza gli uni dagli altri. Ma come si fa a controllare l’euforia di una domenica spensierata...
Sarà per questo che in tanti si sono lasciati andare anche a riprendere queste scene e a pubblicarle. Uno spettacolo che avrà delle conseguenze, se non in sanzioni, purtroppo di certo in aumento dei contagi. Si scoprono sempre più positivi e sempre più in isolamento precauzionale per essere stati a contatto con positivi.
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