“Il governatore Emiliano ha appena detto che è sempre d'accordo con Draghi anche se non è convinto”.
La stilettata del presidente del Consiglio Mario Draghi arriva all'inizio della conferenza stampa di ieri in cui ha illustrato gli ultimi provvedimenti anti-Covid, alla prima domanda che gli viene rivolta da una giornalista.
Il premier si smarca velocemente dalla questione sul dibattito sulla riapertura delle scuole dopo le festività natalizie, che ha visto il presidente della Regione Puglia alzare bandiera bianca e adattarsi alle decisioni governative, lasciando però aperta una porta: si torna a scuola in presenza, ma “chi non vuole prendersi il rischio non è obbligato ad andare”.
Quindi i genitori potrebbero far richiesta di Dad anche nel caso in cui i figli non siano positivi o in quarantena. “Per la scuola esiste il diritto di chiedere di poter frequentare attraverso un mezzo tecnologico, la Dad - aveva aggiunto - che riduce moltissimo il rischio dei contagi”.
E poi aveva garantito sostegno alle famiglie che intendono muoversi in questo senso: “Quest'anno non posso fare un'ordinanza perché il governo ha vietato questi provvedimenti. Ma se deciderete di impugnare il rifiuto della Dad da parte delle scuole, mi costituirò a vostro favore davanti al Tar”.
“Ci mancava solo questa: un governatore regionale che invoca provvedimenti giudiziari contro le scuole del suo territorio”. Era stato il commento, sempre ieri, di Roberto Romito, presidente regionale Anp (Associazione nazionale presidi) Puglia.
“I dirigenti scolastici sono avvertiti: se le scuole non concedono la Dad a richiesta, i genitori sono invitati a ricorrere al Tar, al cui giudizio si presenteranno - ad adiuvandum, come recita il gergo giudiziario - gli avvocati della Regione Puglia. Sarà interessante vederli nel confronto con i loro colleghi dell’Avvocatura Regionale dello Stato, deputata invece alla difesa delle istituzioni scolastiche”.
“Emiliano continua a distinguersi per le sue posizioni antigovernative e aggressive nei confronti delle scuole e dei loro dirigenti. Privato delle unghie dal decreto-legge del 6 agosto 2021, che gli impedisce di deliberare chiusure varie e imporre la Dad a livello regionale, ora cerca di intimidire i dirigenti scolastici che, in mezzo a mille difficoltà e con grande fatica, stanno semplicemente applicando una norma di legge, ossia il decreto-legge n. 1 del 7 gennaio”.
“Grazie per l’aiuto in discesa, verrebbe da dire. E grazie per quello che non ha fatto in materia di efficienza del servizio sanitario regionale, di immobilismo dei trasporti. E grazie ancora per le promesse di aiuto sul piano della prevenzione: stiamo ancora aspettando dal febbraio 2021 (si fa per dire …) il Team di operatori scolastici sanitari (Toss), ossia gli infermieri nelle scuole, affondati nel porto prima di uscire in mare nella battaglia navale contro il Covid, che ha visto soccombere come prima vittima il Prof. Lopalco, all’epoca assessore e padrino dell’idea, silurato dal fuoco amico”.
“Chissà che ne penserà il presidente Mattarella, il quale invoca in ogni occasione la insopprimibile necessità di collaborazione leale fra le istituzioni (peraltro prevista dalla Costituzione, art. 120, secondo periodo) e che firma i decreti-legge del Governo rammentando, in finale, che “è fatto obbligo a chiunque spetti di osservarli e di farli osservare”,
“Che poi è proprio quello che sono chiamati a fare, e che fanno e che faranno ancora per l’ennesima volta in questa pandemia, i dirigenti delle scuole: far rispettare le norme di legge, criticabili per quanto si voglia ma pur sempre leggi, in mezzo al mare in tempesta e con il compito di tenere la barra dritta tra diffide, minacce, carenze di personale, responsabilità su vari piani e retribuzione non adeguata al loro ruolo. E allora diciamo ai colleghi dirigenti che l’Anp li sostiene - come sempre - e li sosterrà in tutte le sedi, senza escludere eventualmente quella giudiziaria, se Emiliano deciderà inseguirli fin laggiù”.
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