Pasta, pane e pizza rischiano di diventare più... salati. Se la guerra dovesse perdurare, salirebbero vorticosamente i prezzi dei cereali - grano, mais e soia - ma anche degli oli da cucina che già ora sono lievitati.
Insomma, una vera e propria stangata per i consumatori che, per gli italiani adepti per definizione alla dieta mediterranea, si tradurrebbe perfino in un incubo.
Gli analisti temono infatti che la situazione di tensione sul fronte ucraino imprima un duro colpo alle esportazioni, in primis il grano, e quindi sui prezzi.
Peraltro l'aumento dei prezzi del mais influisce sui prezzi della soia perché entrambi riguardano lo stesso terreno coltivato. E, tensioni geopolitiche a parte, le forniture di soia si stanno riducendo rapidamente a causa della siccità in Sud America. Questo determinerebbe un aumento dei prezzi, che a loro volta influenzerebbero molti alimenti confezionati, che contengono oli di mais e soia.
Grano, mais e soia hanno visto i prezzi raggiungere livelli top l'anno scorso, con il grano e la soia che hanno raggiunto i prezzi più alti dal 2012 e il mais ai massimi dal 2013. E la corsa non sembra rallentare, anzi sta accelerando a causa proprio dei venti di guerra che arrivano da Est.
Per gli analisti, ci attendono "tempi incerti", anche perché di solito il mercato delle materie prime è molto meno volatile delle azioni o del petrolio, ed è spesso soggetto a picchi e cadute spettacolari.
Ma c'è uno scenario peggiore da tenere in considerazione, per quanto riguarda il commercio delle materie prime: se si scatenasse un conflitto e la Russia bloccasse il porto di Odessa, l'Ucraina avrebbe problemi ad esportare.
(fonte: Agi)
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).