Vicenda mensa scolastica a San Severo, Sderlenga risponde a Marino e Colangelo

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Nei giorni scorsi, i consiglieri Pierluigi Marino (Azione) e Lidya Colangelo (Città Civile) avevano acceso i riflettori sul servizio della mensa scolastica, esternalizzato, esprimendo malcontento in merito al fatto che la mensa dopo un mese dall’apertura della scuola, non è ancora stata attivata.

“Si aprono le scuole ma la mensa scolastica, no! L’anno scorso, il Sindaco Miglio, e i due assessori di riferimento, Iacovino e Venditti, si erano arrampicati agli specchi, pur di nascondere le responsabilità per il fallimento della gestione del servizio mensa che aprì, come tutti sappiamo, ad un mese dalla chiusura delle scuole, lasciando senza lavoro e senza stipendi i dipendenti addetti alla refezione, oltre che creare una miriade di difficoltà alle famiglie dei bambini che, per quasi tutto l’anno scolastico, non hanno usufruito del servizio mensa. Quest’anno, invece di fare tesoro degli errori commessi, continuano con il disinteresse e l’approssimazione, tardando l’apertura del servizio mensa, senza neppure annunciarne il giorno preciso”.

I due rappresentanti della minoranza sottolineavano che: “Essendo anche noi parte in causa, ricordiamo bene che l’amministrazione aveva preso l’impegno con i genitori dei bambini fruitori del servizio, di aprire la mensa e il centro cottura a San Severo in contemporanea all’avvio dell’anno scolastico. Centro cottura tanto vantato, affinché ai nostri piccoli e non solo, fossero forniti pasti con prodotti a ‘Km 0’ e super sostenibili. La verità è che, come l’anno scorso, il servizio non è partito, nonostante sia trascorso un mese dal primo giorno di scuola".

Francesco Sderlenga, capogruppo di Iniziativa Democratica Puglia-San Severo, entra nel merito del servizio mensa, “andando oltre l’interrogazione” dei consiglieri d’opposizione, Marino e Colangelo, che si erano espressi sul ritardo dell’attivazione della refezione scolastica: “Il servizio mensa scolastica merita attenzione e spiego i due punti fondamentali che ci devono portare: a mettere subito in atto il ritorno ‘in house’, al Comune; cercare la qualità dei prodotti da approvvigionare nel nostro territorio. Ecco perché dico che le esternalizzazioni fanno male alle casse comunali e non ci sono veri riscontri anche sull’utenza”.

Sderlenga continua, sottolineando che: “La questione vede i nostri bambini e i nostri anziani quali fruitori del servizio, non sempre apprezzato da tutti, perché il prodotto finale non è soddisfacente. Certamente, però, sono da tutelare i posti di lavoro ma il servizio mensa è rivolto a soggetti che necessitano di tutele anche dal punto di vista alimentare, con l’uso di prodotti di qualità e che pervengono dal territorio, dalle nostre filiere agroalimentari e a ‘chilometro zero’. Le esigenze dei fruitori della mensa sono, com’è evidente, anche soggetti fragili”.

Il rappresentante della maggioranza spiega la questione: “Il servizio va internalizzato per motivi non solo oggettivi ma per tener alti gli standard di efficienza e qualità. Ecco perché, quindi, il servizio va istituzionalizzato, in quanto incontra le esigenze dei lavoratori e dell’utenza. Si tratta di un servizio che può essere tranquillamente reso pubblico, da un punto di vista amministrativo, e può essere attivato direttamente dal Comune di San Severo; oppure come accade per altri servizi con il Piano Sociale di Zona. Il centro cottura sarà a San Severo, con dipendenti comunali, e lavorerà sia con le scuole che per il confezionamento dei pasti alle persone anziane e/o fragili, che necessitano del servizio per tutti i mesi dell’anno. Ciò vuol dire, come dimostrato anche in altre situazioni, che migliora la qualità perché l’ente comunale, a differenza di un soggetto privato, può impegnare le risorse nella scelta del miglior prodotto locale (olio, verdure, pomodoro, pane, formaggi, ecc.)”.

Le conclusioni di Francesco Sderlenga: “Al di là della formula migliore per l’istituzionalizzazione del servizio, l’altro dato oggettivo è quello del controllo più efficace e diretto perché fatto dal comune. Oggi, la mensa è ferma sempre per gli stessi problemi burocratici; mentre rendendo interno il servizio la programmazione avverrebbe nei tempi consoni con l’apertura delle scuole. Esempi nella pubblica amministrazione anche in Puglia ci sono, come nel campo della sanità, ad esempio: in molti ospedali il servizio mensa è in diventato ‘in house’. A questo punto, vedremo chi, in Consiglio comunale, sarà a favore su questi temi”.
Un servizio che riguarda tanti altri comuni a cui vanno fatte le giuste valutazioni non solo di carattere amministrativo.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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