Una tavola rotonda per mettere ancora di più in risalto le difficoltà di una terra, come quella di Cerignola e la Capitanata in genere, dove legalità, sviluppo, lavoro sono temi che si intrecciano e ingredienti per arginare un fenomeno criminale avvertito ancora come ben impiantato nel tessuto sociale.
Non è un caso, forse, che questa iniziativa andata in scena ieri nella Camera del Lavoro della città ofantina sia coincisa con il 31esimo anniversario della morte del commerciante Michele Cianci. Un uomo ucciso perché aveva ‘osato’ aiutare una persona vittima di un tentato scippo.
“Cosa è cambiato rispetto a 31 anni fa? E’ sicuramente maturata una consapevolezza di opposizione nei confronti della criminalità in tutto il territorio nazionale e anche in Capitanata – ha affermato a l’Attacco Ferdinando Rossi, Questore di Foggia –. Tra l’altro la presenza del sindacato è importantissima: per me è un argine contro la criminalità perché istituzionalmente, da sempre, si contrappone al malaffare in tutte le sue forme. Penso che in questa realtà, una bella città, che esprime anche una classe intellettuale molto forte si possa fare un lavoro di recupero del tessuto sciale che, purtroppo, è inquinata da criminalità strutturata”.
Oltre al Questore, erano presenti anche il Prefetto di Foggia Maurizio Valiante, il vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese, il Sindaco di Cerignola Francesco Bonito, la docente di Unifg Madia D'Onghia e i vertici provinciali e regionali della Cgil.
“Oltre alle difficoltà economiche familiari, sentiamo il bisogno di essere difesi per portare avanti i nostri valori – ha affermato Gianni Marinaro, coordinatore Cgil di Cerignola –: i giovani in cerca di occupazione, le tutele per i lavoratori e gli anziani. Rivolgo l’appello a tutte le forze dell'ordine di infonderci fiducia per una vita migliore, abbiamo bisogno di tranquillità, di essere rincuorati per superare le sofferenze. Qui a Cerignola, nella Camera del Lavoro, ci sono persone umili, che vivono alla giornata e sono loro che bisogna difendere in maniera strenua”.
Il Prefetto di Foggia, poi, ha parlato dell’importanza di collaborare con le realtà sociali e sindacali. “Abbiamo attivato tavoli di confronto sulla sicurezza sul lavoro con componenti sindacali, tecniche, organizzazioni datoriali oltre alle forze dell'ordine – ha dichiarato Valiante –. Con la Regione abbiamo attivato un tavolo per le risorse del Pnrr per evitare infiltrazioni e ritardi nei finanziamenti.
Percepiamo diffidenza e sfiducia, ma dovete essere confortati dallo Stato, io sono qua per incontrare la gente e per far vedere che ci siamo. Le risposte sono forti, concrete ed esemplari. Devono essere accompagnate da tutti per avere un rafforzamento. Dobbiamo garantire un futuro migliore soprattutto alle persone oneste e ai giovani”.
Tra gli attori che stanno attuando un percorso di rinascita e di affermazione dei valori sani vi è anche l’Università. “A Giurisprudenza i ragazzi fanno sportello per accogliere gli ultimi, gli emarginati – ha detto la docente D’Onghia –. Vedo la presenza di una società onesta ma anche tanta sfiducia, un po’ di abitudine, assuefazione. Noi cerchiamo di scuotere i ragazzi che arrivano all’Università già con l’idea di rassegnazione, di concorsi già scritti.
Abbiamo dei diritti, ma anche dei doveri: le battaglie devono iniziare da noi, dalla base, occorre che i ragazzi vengano responsabilizzati. Avevo la possibilità di allontanarmi da Foggia, ma ho deciso di restare. È come se ci sia un marchio di negatività sopra questa terra, quando invece ci sono tante storie e realtà positive da far emergere”.
Piemontese, invece, è tornato a sottolineare l’esigenza del potenziamento degli organici delle forze dell’ordine a servizio delle comunità di Capitanata “fermi in molti casi al 1989 con un’emorragia di pensionamenti che sono arrivati a oltre 120 negli ultimi tre anni”.
“Abbiamo bisogno di personale stabile, quello che sta per strada, che conosce i quartieri, che può fare prevenzione”, ha aggiunto il vicepresidente, riconoscendo i passi in avanti che si sono compiuti “negli ultimi cinque anni con il potenziamento degli organici antimafia, la concentrazione di qualità ai vertici della Questura, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, con ottimi Prefetti a coordinare un sistema complesso, ma a fianco ai corpi speciali devono essere a pieno regime gli organici stabili — ha sottolineato Piemontese — così come deve diventare una battaglia senza steccati politici la richiesta che siano istituiti almeno un altro Tribunale e un’altra Procura della Repubblica in una grande provincia come la Capitanata”.
Il dibattito si è concluso con la deposizione di una corona di fiori alla Masseria “Cirillo”, primo luogo di lavoro di Giuseppe Di Vittorio.
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