Ogni mattina, alla stazione di Foggia, c’è un micromondo (che poi micro non è) di persone che imprecano per la doppia condizione di pendolare e disagiato. Sono quelli che non vanno a sud, verso le province di Bari e Bat, bensì a nord, verso le località del Molise e dell’Abruzzo, per studiare e lavorare, ma con orari dei treni assolutamente incompatibili con la loro condizione, sia logistica che economica. Detto ancora più semplicemente, i convogli in partenza hanno orari tutt’altro che comodi, e quelli disponibili sono caratterizzati solo dall’alta velocità, con tutti i costi che ne conseguono. La storia non è nuova, va avanti da anni, ma adesso ha raggiunto vertici insopportabili per chi si sente vessato anche dal punto di vista finanziario, visto quello che succede quando si acquistano gli abbonamenti, senza poter fruire di semplici “Regionali” come invece avviene per gli utenti che devono raggiungere le altre località pugliesi.
Renato Matteo Imbriani, insegnante da dieci anni a Termoli, si è posto come portavoce con tanto di pagina Facebook in cui figurano oltre 200 iscritti, e sta combattendo per far istituire tratte adeguate o spostare partenze anche di pochi minuti, con l’obiettivo di alleviare le difficoltà di chi tutti i giorni deve superare il confine regionale, quello che ai loro occhi sembra un muro che poi si trasforma in una trappola.
“I cittadini della Capitanata e la mobilità su rotaia sulla linea Adriatica a nord di Foggia sono figli di un dio minore”, ha spiegato Imbriani che qualche giorno fa ha inviato una Pec, informando nuovamente l’assessore regionale ai Trasporti, Anita Maurodinoia, e interessando della questione anche tutti i consiglieri dell’assemblea pugliese.
“Avevo già scritto a febbraio 2022 – ha aggiunto – ma non ho ricevuto alcuna risposta, eppure i problemi sono sempre gli stessi per pendolari, docenti, studenti, uomini di affari e turisti. Noi pensiamo che si debbano delle risposte convincenti a domande molto semplici: come mai la direttrice verso nord è stata così depauperata del servizio pubblico che, almeno in determinate fasce orarie, dovrebbe essere garantito dallo Stato? Come mai dalle nostre parti, da Foggia verso Termoli e Pescara non esistono, nella fascia oraria di primo mattino, quella che dovrebbe essere protetta per il pendolarismo, treni regionali o treni regionali veloci? Pure nelle ultime ore della giornata andrebbe garantito un ritorno”.
Imbriani riferisce che questa situazione interessa ogni giorno decine di persone, almeno quelle visibili, senza contare le frotte di studenti che dai centri dell’Alto Tavoliere (Torremaggiore, San Severo, San Paolo Civitate e dintorni) si sono organizzati con bus privati per raggiungere gli istituti di Termoli che dispongono di un’ampia e variegata offerta di indirizzi didattici.
Tutto questo, ovviamente, meriterebbe una trattazione politica e aziendale, possibilmente combinata, ma finora segnali concreti non se ne sarebbero visti. “Il rilancio di un territorio passa anche per una mobilità adeguata, mentre da queste parti è fortemente penalizzata anche dal punto di vista stradale con la Statale 16 – ha concluso Imbriani – mentre per fortuna si sta investendo nuovamente almeno sull’aeroporto. Il nostro Comitato ha partecipato a tavoli con Regione e Rfi, ma ci è stato detto che non c’era domanda sufficiente per incrementare la mobilità regionale. Noi invece insistiamo sul fatto che un’adeguata offerta porterebbe su rotaia tanti, troppi che, nel tempo, hanno ripiegato sul trasporto su gomma. Peraltro, potenziare il traffico regionale su rotaia ridurrebbe pure la congestione veicolare sulla statale 16, riducendo l’alto numero di incidenti e ne beneficerebbe potenzialmente altra utenza aeroportuale”.
Da qui le richieste, finora inevase: “Sarebbe sufficiente almeno l’introduzione di un treno regionale che arrivasse a Termoli un quarto d’ora prima delle 8. Questo cambierebbe la qualità di vita a tantissima gente che potrebbe proseguire anche per Pescara con le linee regionali abruzzesi, e il non plus ultra sarebbe anche lo spostamento alle 6.55 dell’Intercity. Da Termoli, invece, un regionale andrebbe introdotto a metà mattinata, ma forse è chiedere troppo”.
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