Sono le intercettazioni uno degli elementi d’accusa dell’indagine dei carabinieri di Popoli (Pescara) su una banda di presunti ladri/ricettatori di Foggia, sfociata in un blitz 48 ore fa con l’esecuzione di 12 ordinanze cautelari firmate dal gip del Tribunale dauno Odette Eronia in parziale accoglimento delle richieste del pm.
Arresti domiciliari per sette indagati; due obblighi di dimora; tre divieti di esercitare professioni per sei mesi nei confronti di amministratori/titolari di autodemolizioni e ditte di recupero di materiale ferroso. Rigettata infine la richiesta di misure cautelari per i restanti tre indagati a piede libero.
I 15 indiziati, tutti del capoluogo tranne una sanseverese, sono accusati a vario titolo di 26 capi d’accusa per fatti datati primavera/estate 2022. Il gip ha disposto i domiciliari per Mario Lanza, 55 anni; Vittorio Castriotta (46); Nicola Spagnuolo (42); Antonio Delli Carri (48); Carmine Moffa (66); Francesco Paolo Stea (23); Marco Spagnuolo di 29 anni. Obbligo di dimora per altri due foggiani; divieto di esercitare impresa per ulteriori tre indagati, tra cui la sanseverese, che sono amministratori e legali rappresentanti di ditte di autodemolizione e di recupero materiale ferroso.
“L’obiettivo dell’associazione per delinquere era ottenere illeciti ricavi nel settore della vendita di rame, ferro e alluminio. Dapprima si procurava il materiale con una serie di furti, poi lo piazzava sul mercato dividendosi gli utili. Per gli indagati l’attività era una vera e propria fonte di sostentamento; sintomatico infatti che in molte intercettazioni telefoniche si parlasse di ‘lavoro’”.
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