Attentato a finanziere a Napoli, tra gli arrestati anche Ciro Caliendo: avrebbe confezionato ordigno esplosivo

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Svolta nelle indagini sull’attentato dinamitardo del 21 marzo 2023 a Bacoli in provincia di Napoli, quando esplose l’auto guidata da un ufficiale della Guardia di Finanza, Gabriele Agostino, in servizio nel capoluogo partenopeo e il militare si salvò per miracolo. 

A circa un anno dall’arresto del presunto autore materiale del tentato omicidio, Franco Di Pierno, 50enne di San Severo, i carabinieri del nucleo investigativo di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura partenopea, nei confronti di tre persone indagate di fabbricazione di ordigno esplosivo e concorso in tentato omicidio pluriaggravato. 

Tra di loro c’è l’ex compagna dell’ufficiale superiore della Guardia di Finanza, la 39enne Viviana Pagliarone, ritenuta dagli investigatori la mandante del tentato omicidio. L’autore materiale dell’attentato avrebbe quindi agito su mandato della donna, che a sua volta ha potuto contare sul contributo materiale di altre due persone per il confezionamento dell’ordigno artigianale: Giovanni Di Stefano e Ciro Salvatore Caliendo. Quest’ultimo è attualmente indagato a piede libero per omicidio volontario in relazione alla morte della moglie, Lucia Salcone, deceduta nel rogo divampato in auto dopo un incidente stradale; sinistro che la Procura di Foggia teme possa esser stata solo una messinscena. 

Dopo l’attentato al finanziere e l’arresto dell’autore materiale, le indagini della Procura di Napoli hanno seguito la pista familiare. Il maggiore aveva infatti riferito di una separazione “conflittuale” con la moglie e di screzi legati soprattutto agli incontri con il loro bambino, che la donna avrebbe tentato di impedirgli, con conseguenti reciproche denunce.

L’ordigno artigianale esplose mentre il finanziere era alla guida del veicolo. Nonostante la violenta deflagrazione avesse distrutto completamente l’auto, l’uomo riuscì miracolosamente a uscire illeso dall’abitacolo. Alcuni pezzi dell’auto sono stati poi trovati ad oltre 60 metri dal luogo dell’esplosione, a testimonianza della potenza dell’ordigno impiegato. Il video dell’attentato, registrato da un impianto di videosorveglianza presente sul posto, ha poi trovato rapida diffusione in rete.

(LaPresse)

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