Il legame a doppio filo tra commissari e Amiu: l’incontro sulla panchina fra Giangrande e Antonicelli

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L’impresa è serena e prosegue il suo impegno nella città di Foggia. Abbiamo piena fiducia nell’operato della magistratura”. E’ questo il laconico commento a l’Attacco della presidente di Amiu Puglia spa Antonella Lomoro, rispetto alle due inchieste della Procura di Foggia sul servizio di igiene urbana svolto a Foggia e sul rinnovato contratto col Comune. 

Ma quanto la gestione commissariale (e filo-barese) del Comune di Foggia, negli anni 2021-2023 ha avvantaggiato la partecipata ed indirettamente il socio di maggioranza Comune di Bari? E’ l’interrogativo che viene sollevato con forza dall’inchiesta sulla maniera in cui sarebbe stato “truccato” il rinnovo contrattuale da 203 milioni in favore della società in house, col parallelo filone sull’emergenza rifiuti che coinvolge oltre ad Amiu anche l’agenzia regionale Ager. A decidere, senza esitazione alcuna, di continuare con l’affidamento in house per altri nove anni, anziché procedere con gara pubblica o attendere il ritorno dell’ente a gestione ordinaria, furono i commissari straordinari, che secondo alcuni paradossalmente si ritrovano oggi fuori dal registro degli indagati. L’Attacco ha già raccontato il quotidiano e confidenziale rapporto che l’ex commissaria Marilisa Magno aveva con l’amico ed allora sindaco di Bari Antonio Decaro, come pure che in sede di interrogatorio quale persona informata dei fatti ribadì la propria scelta assumendosene in pratica la responsabilità. Del resto negli uffici comunali ricordano perfettamente come fosse Magno, insieme al proprio braccio destro Sebastiano Giangrande, a sollecitare l’allora dirigente Concetta Zuccarino a chiudere velocemente l’istruttoria in favore di Amiu. 

Ebbene, dalle carte dell’inchiesta emerge il ruolo del barese Giangrande, di cui gli inquirenti hanno ricostruito con foto e intercettazioni l’intenso legame col direttore generale di Amiu Antonello Antonicelli. Fonti interne a Palazzo di città a l’Attacco hanno sostenuto che, nelle riunioni sul rinnovo contrattuale, Giangrande avrebbe consigliato a Zuccarino di farsi “aiutare” proprio da Amiu nella redazione della famigerata relazione sulla convenienza dell’affidamento in house, che la dirigente del settore ambiente aveva inizialmente presentato in un documento di appena otto pagine, talmente scarso che il dirigente finanziario Carlo Dicesare mostrò tutta la propria contrarietà. La Procura ha trovato le mail che dimostrano lo scambio tra Zuccarino e Antonicelli, il quale dopo aver ricevuto la bozza della relazione la rimandò corretta, quando in realtà Amiu non avrebbe dovuto né conoscere né mettere mano a quel documento.

Ma non è tutto, perché gli inquirenti hanno anche scoperto che Giangrande e Antonicelli si incontrarono a Bari, riservatamente, per discutere dell’indagine giudiziaria. Quando il 19 giugno 2023 la pm Paola De Martino (che coordina le due inchieste su Amiu ma anche il terzo procedimento sulla gara del cimitero comunale) ascoltò Giangrande presso la sede della Guardia di Finanza, come persona in grado di riferire circostanze utili alle indagini, fu chiesto conto di quell’incontro. Giangrande ricordò di essere arrivato al Comune di Foggia come commissario a maggio 2021. “Mi sono occupato io delle situazioni riguardanti le società partecipate dal Comune”, precisò. La pm domandò se prima dell’incarico avesse avuto modo di conoscere qualcuno dei dirigenti Amiu. “No. Ho avuto solo rapporti in sedi istituzionali”. Alla domanda su che tipo di rapporti avesse con Antonicelli, ovvero che ci fossero state frequentazioni extra-lavorative, Giangrande fu categorico: “Assolutamente no. Lui si trova lì a seguito di un concorso pubblico”. La pm volle sapere per quale ragione il 23 maggio 2023 Giangrande avesse incontrato Antonicelli a Bari, su una panchina del quartiere Poggiofranco, come confermato da tre foto dei due scattate dagli inquirenti quel giorno. “Antonicelli mi aveva pregato di incontrarlo in seguito alla notifica dell'avviso di garanzia. Era affranto e mi aveva chiesto di incontrarlo in quanto voleva dei consigli in merito alla vicenda. Io gli ho risposto che doveva valutare con il proprio legale di fiducia non essendo io in grado di dare alcun consiglio”, fu la risposta del commissario straordinario. La Procura ritiene che la scelta del rinnovo contrattuale sia avvenuta nella piena consapevolezza di quanto il servizio di igiene urbana svolto a Foggia da Amiu fosse inadeguato, scarso e con dati falsati della raccolta differenziata. Da qui la domanda della pm su quali requisiti fossero stati valutati ai fini dell'affidamento in house. “Quello che abbiamo valutato è quanto riportato nella delibera di approvazione della relazione redatta dall'ingegnera Zuccarino e a noi proposta per l'approvazione. Abbiamo comunque indetto, prima dell'affidamento, diversi tavoli tecnici sulla questione ai quali partecipavano anche esponenti di Conai ed alcuni sovraordinati. Di tali incontri non è stato redatto alcun verbale ma forse c'era una conseguenziale corrispondenza, tali riunioni servivano a mantenere viva la memoria sulla problematica”.

La pm pose l’accento sulle innumerevoli segnalazioni di disservizi che quotidianamente arrivavano in Comune. “Io ho sollecitato verbalmente la Polizia locale affinché verificasse e ove necessario sanzionasse Amiu per i disservizi ma, senza contratto definitivo, sapevo che ciò era estremamente difficile. Sapevo che anche i cittadini si dolevano delle modalità di raccolta rifiuti, arrivavano segnalazioni anche a noi commissari”, replicò Giangrande. Rispetto a quali garanzie fossero state chieste ad Amiu ai fini dell’affidamento: “Nessuna garanzia, le motivazioni sono quelle riportate nella delibera di affidamento. Io ho verificato, in sede di approvazione del bilancio annuale, a cui partecipavo quale referente del Comune di Foggia, che Amiu avesse un utile ma non ricordo se e come venisse ripartito/utilizzato. I dirigenti comunali ci prospettavano la situazione del servizio di igiene urbana che veniva lamentata dagli stessi in quanto non c'era un contratto. In particolare l'ex dirigente Ufficio ambiente Affatato fu il primo a lamentarsi di questa situazione, in quanto egli riteneva ci fosse uno scontro politico tra Regione e Comune Foggia”.   

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testatina dillo al direttore WEB

 



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