Mercoledì scorso durante una delle udienze del processo Grande Carro, sono state acquisite testimonianze in Sit (sommarie informazioni testimoniali) di Lamola e Maestri, testimoni interessati alla posizione di Cosimo Specchia, l’alto funzionario della Regione Puglia arrestato ma dopo 48 ore scarcerato nell’operazione dei carabinieri del Ros, dei carabinieri e del comando per la tutela agroalimentare
in cui erano finite 48 persone, nel 2020 indagate a vario titolo per associazione di tipo mafioso, riciclaggio, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, sequestro di persona a scopo di estorsione, detenzione illegale di armi/esplosivi, truffe per il conseguimento di erogazioni pubbliche (anche con riferimento a quelle Ue) ed altri delitti, tutti aggravati ex art. 416 bis.1 C.P, per aver agevolato le attività di una organizzazione mafiosa.
A processo finirono esponenti del clan Delli Carri, costola dei Sinesi-Francavilla, noto gruppo criminale della Società Foggiana. L’inchiesta svelò le infiltrazioni della mafia anche nel mondo dei fondi europei.
Nel corso del Sit sono state poste domande a chiarimento ai testimoni. è stato chiesto ad entrambi quali compiti d’ufficio e funzioni avesse svolto Specchia, difeso dall’avvocato barese Antonio La Scala; Lamola ha riferito di non sapere chi fosse Specchia, mentre Maestri ha riferito di conoscere Specchia non di persona ma solo di nome per essere questi un funzionario della Regione Puglia.
Ha inoltre aggiunto che Specchia non ha mai curato pratiche per Assodaunia, ovvero la sua azienda. Per il resto nulla sa sulle sue funzioni e compiti.
Lombardo pure interessato alla posizione di Specchia non si è presentato.
Il processo è stato rinviato all’11 febbraio prossimo per l’ascolto dei testi Lombardo (con accompagnamento coattivo), Mercurio, Mirante, Mocci, Nucci, Orlando, Paparusso i cui interventi serviranno a chiarire la posizione di Specchia.
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