Apprendiamo con grande preoccupazione della chiusura della sede operativa della Croce Rossa Italiana a San Severo, a seguito della decisione dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Lidya Colangelo.
Una scelta incomprensibile che ha privato la nostra città di un presidio fondamentale per la sicurezza e il soccorso pubblico. Infatti, durante il periodo Covid, la sede operativa locale della Croce Rossa Italiana è stata un punto di riferimento essenziale per la comunità, fornendo aiuto concreto ai cittadini in difficoltà e supportando il sistema sanitario del territorio in un momento di emergenza senza precedenti.
Oggi, invece di riconoscere e valorizzare tale impegno, l’amministrazione decide di allontanare la CRI senza prima individuare e mettere a sua disposizione una nuova sede. Un atteggiamento irresponsabile, che priva San Severo di un'importante realtà a supporto della salute pubblica. Ancora una volta ci troviamo di fronte a un’amministrazione che agisce senza una strategia e senza visione.
È al corrente il Sindaco, visto che è anche la prima autorità locale con compiti di Protezione Civile, che in caso di calamità il contributo della Croce Rossa è determinante? Lo sa che questi ragazzi che in passato hanno anche portato soccorso ai terremotati oggi si sentono cacciati dalla città? Lo sa il Sindaco che tanti studenti delle scuole superiori apprendono proprio dai corsi gratuiti organizzati dalla Croce Rossa le manovre di primo soccorso?
Oggi quest’amministrazione dimostra ai ragazzi di San Severo che negli spazi pubblici e di proprietà comunale si possono fare feste, sagre anche a scopo di lucro, ma non possiamo ospitare un’associazione di rilievo nazionale e internazionale come la Croce Rossa! Complimenti, San Severo è diventata tristissima!
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