Ieri è stato reso noto il rinvio a giudizio dell’ex Sindaco di Manfredonia, Gianni Rotice, e dell’ex assessore Angelo Salvemini, nell’ambito dell’inchiesta "Giù le mani", condotta dalla Procura di Foggia e dalla Guardia di Finanza. Questa indagine ha messo in luce una serie di accuse gravi che coinvolgono la politica locale e la criminalità organizzata.
Gianni Rotice e suo fratello Michele sono accusati di corruzione elettorale, avendo chiesto appoggio elettorale a Michele Romito in cambio della salvaguardia del ristorante "Guarda che Luna", di proprietà di Romito. Questo presunto accordo è al centro di una delle principali linee di indagine dell’inchiesta.
Angelo Salvemini, ex assessore, è imputato di tentata concussione in concorso con Michele Romito e di corruzione in concorso con l’ex segretaria comunale Giuliana Galantino. Inoltre, Salvemini è accusato di falso insieme a Grazia Romito, sorella di Michele, per aver indotto in errore la tecnostruttura del Comune di Manfredonia al fine di gestire un’agenzia di pompe funebri nonostante un’interdittiva antimafia.
Oltre a Rotice e Salvemini, altri sette individui sono stati rinviati a giudizio. Tra questi ci sono Michele e Raffaele Fatone, padre e figlio, accusati di numerose violazioni legate al loro ruolo nell’azienda municipalizzata dei rifiuti "Ase", dove avrebbero esercitato pressioni e violenze sui colleghi.
Il processo si terrà il 6 maggio dinanzi al collegio Talani. I difensori degli imputati hanno espresso la loro intenzione di contestare le accuse, sostenendo l’innocenza dei loro clienti.
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