Il Governo italiano ha introdotto una novità storica nel mondo del calcio: gli arbitri saranno considerati pubblici ufficiali. La modifica, approvata con il Decreto Legge Sport dal Consiglio dei Ministri il 20 giugno 2025, ha modificato l'articolo 583-quater del Codice Penale, equiparando gli arbitri alle figure di pubblica sicurezza in termini di tutela legale e sanzioni.
Questa decisione nasce dall'esigenza di contrastare la crescente violenza nei confronti degli arbitri, che solo nella stagione 2024/2025 ha registrato oltre 650 episodi di aggressione, con conseguenti prognosi mediche per i direttori di gara. Un caso emblematico è quello di un arbitro di 18 anni aggredito da un genitore al termine di un torneo giovanile ad Arezzo, episodio che ha suscitato particolare clamore e sottolineato l'urgenza di intervenire.
Con la nuova legge, chi aggredisce un arbitro rischia ora le stesse pene previste per le violenze contro agenti di pubblica sicurezza, incluso il carcere. Sono interessati i direttori di gara e gli ufficiali di gara che operano nei vari campionati, dai livelli giovanili fino a quelli professionistici, così come tutte le figure tecniche che svolgono funzioni arbitrali durante le manifestazioni sportive. La norma tutela non solo gli arbitri di calcio, ma tutte le figure tecniche coinvolte nelle competizioni sportive, garantendo così un livello di protezione più ampio e severo.
Il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha espresso grande soddisfazione per questa legge definita “storica”, frutto di mesi di lavoro e dialogo con l'Associazione Italiana Arbitri (AIA). Il presidente dell’AIA, Antonio Zappi, ha sottolineato come la norma rappresenti un importante passo avanti nella tutela degli arbitri, definendo la violenza contro di loro un'emergenza sociale da affrontare anche con progetti culturali e formativi, oltre che con misure repressive.
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