Ritardi gravissimi sui progetti PNRR per cancellare i ghetti, Sagnet: “Temiamo che manchi la volontà politica”

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Si sbloccano i progetti più piccoli, resta l’impasse su quelli più rilevanti. E’ la situazione relativa agli interventi PNRR per il superamento dei ghetti in Capitanata. Lunedì scorso la giunta regionale ha dato il via libera agli interventi di superamento degli insediamenti informali di migranti nei comuni di Bisceglie, Brindisi, Carapelle e Carpino, approvando i Piani di azione locale (PAL) con i quali i quattro Comuni hanno definito gli aspetti tecnici, economici e gestionali dei progetti da realizzare. Gli interventi sono finanziati attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che stanzia complessivamente 200 milioni di euro per creare o ristrutturare alloggi dignitosi per i lavoratori migranti agricoli. L’obiettivo è migliorare le condizioni di vita dei migranti e ridurre il rischio di sfruttamento e infiltrazioni criminali. I progetti dei quattro Comuni riguardano complessivamente 304 posti letto, per un investimento totale di quasi 10 milioni di euro, di cui la maggior parte destinata alle infrastrutture e il resto ai servizi di supporto all’integrazione. Nel centro storico di Carpino, si procederà attraverso contratti di comodato d’uso con privati per riqualificare abitazioni che fungeranno da co-housing. Gli alloggi saranno supportati da spazi comuni per socialità, formazione e attività culturali, con un investimento di oltre 4,5 milioni di euro per ospitare fino a 200 persone. A Carapelle verrà ristrutturato un immobile storico di proprietà parrocchiale per accogliere 10 persone che sarà reso accessibile anche a persone con disabilità e dotato di impianti fotovoltaici per l’autosufficienza energetica. Il progetto, di scala più ridotta, prevede un investimento di circa 1,1 milioni di euro. Gli interventi sono coerenti con il quadro di programmazione della Regione Puglia in materia di politiche migratorie, che promuovono il pieno accesso delle persone migranti ai diritti abitativi, di integrazione sociale e di partecipazione alla vita pubblica. Su richiesta del commissario straordinario per il superamento degli insediamenti abusivi, la Puglia assume nei PAL un ruolo di supporto e accompagnamento ai Comuni, specie nella fase di co-design dei servizi, favorendone il raccordo con gli enti territoriali sovraordinati e del terzo settore coinvolti, e promuovendo la convergenza e la complementarità degli interventi con altre risorse finanziarie a titolarità regionale e progetti attualmente in campo. L’approvazione dei PAL consente ora di firmare gli accordi tra i Comuni, il commissario straordinario e l’Unità di Missione, avviando così la fase operativa dei progetti. “Le risorse del PNRR”, dichiara l’assessora alle politiche migratorie della Regione Puglia Viviana Matrangola, “sono fondamentali per riscrivere la storia dei territori interessati dalla presenza di migranti stagionali e, soprattutto, per cambiare le condizioni di vita di persone che ancora oggi contribuiscono alla ricchezza della nostra regione, ma vivono in situazioni assolutamente non dignitose. L’avvio dei primi quattro progetti PNRR per il superamento dei campi informali rappresenta un segnale incoraggiante in vista del raggiungimento di obiettivi più ambiziosi, in particolare nella Capitanata, e quindi a Manfredonia con Borgo Mezzanone, a San Severo e a Cerignola. Confidiamo che la proficua interlocuzione avviata con il commissario straordinario Bisceglie, Brindisi, Carapelle e Carpino possa proseguire, e auspichiamo che possano arrivare segnali positivi anche riguardo alla proroga delle scadenze del PNRR, attualmente fissate a giugno 2026. Nel frattempo, la Regione Puglia continua a fare la propria parte, non solo affiancando i Comuni coinvolti nell’attuazione dei progetti PNRR, ma anche attraverso iniziative complementari come la riqualificazione degli immobili pubblici a fini alloggiativi finanziata nell’ambito del PR Puglia 2021-2027, che a breve ci vedrà protagonisti con una manifestazione d’interesse”. Intanto i sindacati continuano a tenere alto l’allarme sui “gravissimi ritardi sui fondi PNRR per l’eliminazione dei ghetti in Capitanata”. 

“Il prefetto di Foggia Grieco chieda urgentemente al commissario del Governo per l’emergenza sugli insediamenti abusivi, Falco, di riunire il tavolo tecnico per comprendere quali provvedimenti siano stati presi, dopo i gravi ritardi sull’iter dei progetti per l’utilizzo dei fondi del PNRR”, è la richiesta di Carla Costantino, segretaria generale della Cisl di Foggia, Donato Di Lella segretario generale della FAI Cisl di Foggia e Latifa Mouaffaq, presidente dell’Anolf di Foggia.

“Abbiamo il fondato timore che i 114 milioni di euro stanziati dal Governo per l’eliminazione dei ghetti in provincia di Foggia, 53 solo per quello dell’ex pista aerea di Borgo Mezzanone, vadano davvero persi. Nonostante noi come Cisl avessimo da tempo presentato i nostri progetti ai comuni per l’adozione di misure per garantire alle migliaia di lavoratori stranieri abitazioni dignitose, trasporti efficaci e condizioni di vita che non siano quelle indecenti, vergognose e aberranti dei ghetti di lamiera e cartone. Ad oggi, nessun passo in avanti è stato compiuto ed i ghetti sono sempre lì”, afferma Costantino. “Non comprendiamo i ritardi sui progetti inoltrati dai Comuni per l’utilizzo dei fondi stanziati nell’ambito del PNRR e vorremmo conoscere quali impedimenti tecnici ne abbiamo arrestato l’iter”, aggiungono Di Lella e Mouaffaq. “Nello stesso tempo, siamo consapevoli che la soluzione tampone dei moduli abitativi per alcuni ghetti, ad esempio quello di Borgo Mezzanone, non risolva l’inferno della ‘non vita’ all’interno degli insediamenti e che la stessa non rappresenti, per tanti migranti, un argine efficace al caporalato e allo sfruttamento”. “Al commissario Falco”, aggiungono congiuntamente i tre, “vorremmo chiedere, anche, di attivare l’iter per un nullaosta lavorativo che permetta alle migliaia di lavoratori stranieri di poter lavorare legalmente, parliamo di tantissimi braccianti agricoli che costituiscono l’ossatura del settore agricolo in provincia di Foggia, non solo durante i mesi estivi della raccolta”.

Ieri pomeriggio Yvan Sagnet, fondatore dell’associazione No Cap che combatte lo sfruttamento ed il lavoro nero nel settore agroalimentare, è stato per l’ennesima volta in visita al ghetto di Borgo Mezzanone, in compagnia del consigliere comunale e attivista Francesco Strippoli. L’attivista e scrittore camerunese 40enne, nel 2017 nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Capo dello Stato Sergio Mattarella per il suo impegno contro le schiavitù moderne nel comparto agricolo, è netto.

“Il commissario Maurizio Falco è molto in ritardo e non si fa sentire”, dice a l’Attacco. “Non vorrei che questo atteggiamento sfuggente ed assente denoti la mancanza di una volontà politica. Non stiamo registrando una chiara volontà ed entusiasmo rispetto alla realizzazione dei progetti per i grossi insediamenti. Indubbiamente c'è una diversa sensibilità politica oggi su questi temi e rischiamo di perdere fondi rilevantissimi. Oltre al tempo perso rispetto all’attuazione degli interventi, c’è anche il tema di cosa fare di queste risorse. Container e prefabbricati non sono la soluzione idonea, noi non li vogliamo. Come associazione avevamo chiesto, e chiediamo, di far vivere le persone in immobili veri e propri, ripopolando i borghi spopolati sulla scia del modello Riace di Mimmo Lucano. Altrimenti si rischia di sostituire un ghetto con un altro tipo di ghetto, altrettanto indegno".

"Poi”, continua Sagnet, “ci sono altri due problemi che non sono stati affrontati per mancanza di conoscenza. Dove vanno a lavorare queste persone? Come si risolve il problema occupazionale? Rischiamo di dare una sistemazione senza che dall'altra parte ci sia occupazione. Non si è lavorato coinvolgendo davvero le imprese agricole locali e questo è un punto fondamentale. Queste persone oggi vanno nei ghetti perché hanno bisogno di trovare lavoro, se non si risolverà il problema occupazionale non si sconfiggerà mai il caporalato, un fenomeno che nasce sul lavoro. Bisogna costruire un lavoro alternativo o non si va da nessuna parte. L'altro tema riguarda gli irregolari, noi continuiamo a chiedere una sanatoria. Altrimenti che cosa ne sarà dei 4.000 lavoratori irregolari presenti nei ghetti della provincia di Foggia? Il ministro dell'interno Piantedosi dovrebbe dare una soluzione a questo problema. Chiedo di avere coraggio, so che è un tema politico molto forte. Si è visto che i lavoratori irregolari non possono essere rimpatriati, è un fallimento e una prospettiva a cui ci opponiamo. La nostra associazione è per dare un nulla osta o una sanatoria. E serve mettere in contatto la domanda con l'offerta”.

Sagnet non perde la speranza che la situazione possa avere un esito soddisfacente. “Per mia natura sono sempre ottimista. Mi auguro che si possa trovare, anche se in extremis, una soluzione per il bene di quelle persone e della provincia di Foggia. Vogliamo perdere un'occasione unica come quella del PNRR? Penso ai figli e alle figlie di questa provincia: quello dei ghetti è un problema nazionale ma tra le aree più rischio, dove il problema è più rilevante che altrove, c'è proprio Foggia”. Di questo caso PNRR non arriva nulla a chi vive nei ghetti. “Da 15 anni non so quante volte sono stato a Borgo Mezzanone. I ragazzi spesso non sono informati di queste vicende, che appaiono come temi da addetti ai lavori. Sono totalmente presi dalle loro giornate lavorative, dalla ricerca di soldi e documenti. Siamo noi a dover spiegare cosa sta avvenendo”.

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