Presunta diffamazione, assolto Giudilli dopo accuse Fischetti: “Pienamente soddisfatto, erano infondate”

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Si è concluso nel migliore dei modi per il 49enne mattinatese Michele Giudilli il procedimento giudiziario che era stato avviato dall’avvocato penalista compaesano Pierpaolo Fischetti, il quale l’aveva denunciato per presunta diffamazione dopo uno scambio colorito di commenti su Facebook avvenuto nel lontano 2019. Una vicenda che, in una piccola comunità quale Mattinata, aveva avuto inevitabili ripercussioni sulla serenità e sull’immagine di Giudilli, ora risoltasi positivamente. Lo scorso 19 novembre, infatti, la giudice del Tribunale di Foggia Maria Giovanna Gallipoli, nella propria sentenza ha dichiarato per un verso di non doversi procedere nei confronti di Giudilli, limitatamente alla prima condotta contestata nel capo di imputazione, per carenza di valida condizione di procedibilità, e per un altro verso ha assolto l’uomo, rispetto alla seconda condotta contestata, perché il fatto non sussiste. La denuncia per presunta diffamazione si riferiva a commenti Facebook a margine dell'articolo “Mafia Gargano, scende in campo il vescovo”, commenti che secondo Fischetti avrebbero offeso la reputazione propria e della moglie, al pari di una frase pronunciata da Giudilli in corso Matino. 

Per la prima condotta, la difesa ha eccepito una pronuncia di immediata declaratoria di improcedibilità per carenza di valida condizione di procedibilità, ritenendo la querela sporta intempestivamente dalle parti civili. Questo perché i fatti si erano verificati il 12 maggio 2019, mentre la querela fu presentata, oltre il termine previsto dalla legge, il 31 agosto 2019. L'eccezione è stata accolta dal giudice, come si è visto. 

Mentre rispetto alla seconda contestazione la sentenza sottolinea come quanto denunciato dai coniugi querelanti non abbia trovato “neppure conferma nelle dichiarazioni rese dai testi del pm e della parte civile”. inoltre, “la difesa dell'imputato ha depositato l'intera conversazione privata intervenuta tra le parti in data 12 maggio 2019, da cui emerge un'affermazione proveniente da Fischetti, che appare assolutamente compatibile con la versione resa dall'imputato in sede di spontanee dichiarazioni”. 

“Esprimo piena soddisfazione per la sentenza assolutoria ottenuta dinanzi al Tribunale, che ha accolto integralmente le nostre argomentazioni, riconoscendo l’infondatezza delle accuse mosse al mio assistito. La decisione è il risultato di un’attenta e scrupolosa analisi del materiale probatorio da parte dell’Autorità Giudiziaria, alla quale va il mio plauso per il rigore e la serenità con cui è stata condotta la valutazione del caso”, commenta l’avvocato Alberto Ciuffreda, difensore di Michele Giudilli. 

“Sono, allo stesso tempo, rammaricato per la necessità di rendere pubblica questa pronuncia — esigenza fortemente manifestata dal mio assistito — poiché ritengo che le aule di giustizia debbano rimanere il luogo primario e naturale per il confronto professionale. Tuttavia, tale pubblicazione non può essere considerata altro che una risposta difensiva, resa necessaria da una reiterata attività di discredito professionale posta in essere, nel tempo, dal collega attraverso l’uso sistematico di un organo di stampa a lui vicino. Questa scelta non è dettata da spirito polemico, ma dall’esigenza di tutelare la dignità professionale non solo mia, ma anche di altri colleghi che, come me, sono stati oggetto di analoghe esposizioni mediatiche non rispondenti ai principi di correttezza e rispetto che devono ispirare la nostra professione. Confido che questo episodio possa rappresentare un’occasione per ribadire l’importanza di un confronto leale, rispettoso e riservato, nel pieno rispetto del ruolo e della funzione dell’avvocatura”, conclude il legale.

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