"Pochi giorni dopo le elezioni regionali, il quartiere Ferrovia torna al centro delle cronache con due scene che conosciamo fin troppo bene: il bivacco serale che colonizza le strade e i marciapiedi tra via Monfalcone e viale XXIV Maggio e l’ennesima emergenza rifiuti in via Montegrappa, dove i marciapiedi diventano impraticabili".
"Non sono episodi isolati, ma la fotografia di una gestione che, al netto dei provvedimenti annunciati, continua a lasciare scoperti i momenti e i luoghi più critici. In via Monfalcone, da settimane, la sera si riuniscono gruppi numerosi che bevono in strada e occupano gli spazi pubblici. Eppure l’ordinanza anti-alcol è in vigore proprio per tutto il perimetro del quartiere Ferrovia".
"Se il divieto resta lettera morta nelle ore in cui dovrebbe contare di più, il problema non è la norma, ma la sua applicazione: dove sono i controlli “dinamici” a piedi, le verifiche sugli esercizi che alimentano micro-assembramenti sull’uscio, l’illuminazione rafforzata nei punti bui? I residenti chiedono cose semplici e misurabili: un report trasparente - strada per strada - con il numero delle sanzioni elevate da quando l’ordinanza è attiva, gli orari dei controlli, gli esiti dei pattugliamenti".
"La sicurezza non è uno slogan, è un dato. Poche centinaia di metri più in là, via Montegrappa mostra un’altra faccia della stessa medaglia: bidoni del porta a porta rovesciati, cartoni e sacchi che invadono i marciapiedi fino a renderli impraticabili. Sui colli dei rifiuti compaiono etichette, nominativi, codici dei mastelli: in qualunque città ben amministrata basterebbe aprire i sacchi, risalire ai responsabili e sanzionare sul posto".
"Un residente ce lo ricorda con memoria storica: “Anni fa si faceva. Si aprivano i sacchi, si individuavano i contravventori e due vigili, distaccati ad hoc presso l'Amica, contravvenzionavano. Rifarlo oggi non sarebbe scoprire l’acqua calda”. È esattamente questo il punto: servono pattuglie in borghese nei punti di accumulo, fototrappole operative, tracciabilità dei conferimenti, controlli serali e notturni con verbali veri, non promesse. E serve pubblicare ogni settimana numeri e risultati, perché senza trasparenza non c’è responsabilità. Ci sono strumenti, ci sono ordinanze, ci sono telecamere. Mancano continuità, coordinamento e la scelta di presidiare davvero quelle due fasce orarie in cui il quartiere cambia volto: il tardo pomeriggio e la notte".
"Finché via Monfalcone resterà scoperta proprio quando si riempie, e via Montegrappa verrà “ripulita” solo il giorno dopo, non parleremo di emergenze ma di normalità del degrado. Le istituzioni hanno l’obbligo di ascoltare chi in questo quartiere ci vive. A noi il compito di documentare con date, orari, foto e video; a Comune e Polizia Locale quello di far rispettare le regole con controlli efficaci e verificabili".
"L’ordinanza anti-alcol va fatta rispettare, non evocata. L’emergenza rifiuti si argina con appostamenti, ispezioni dei sacchi e sanzioni, non con comunicati. I residenti sono stanchi di camminare tra marciapiedi occupati e rifiuti rovesciati. A pochi giorni dal voto, la domanda è semplice: chi si impegna - e come, con quali tempi e con quali numeri - a restituire via Monfalcone e via Montegrappa ai cittadini?".
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