Vieste, guerra Comune-Lido San Lorenzo. Il Sindaco Nobiletti: “Abbiamo restituito la spiaggia alla comunità”

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Vieste, la capitale pugliese delle vacanze con l’incontrastato primato di presenze, deve fare i conti con alcune ataviche carenze, da quella sanitaria alla sicurezza. Gli anni in cui la feroce mafia garganica spargeva sangue nelle vie del centro sono fortunatamente archiviati, ma gli episodi di micro-criminalità rischiano di danneggiare la città del Pizzomunno. C’è poi un’altra battaglia ed è quella che l’amministrazione Nobiletti sta portando avanti sul fronte della legalità. E’ noto da anni lo scontro con diversi privati per le occupazioni abusive di aree demaniali o rientranti nel patrimonio indisponibile dell’ente, a cominciare dalle spiagge. Contrasti serrati, contenziosi lunghi in tribunale e denunce reciproche. Un caso emblematico è quello della spiaggia di San Lorenzo, uno dei tratti più belli degli oltre 40 km di costa che rendono unica Vieste. “Abbiamo restituito la spiaggia di San Lorenzo alla comunità”. Così il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti replica a l’Attacco dopo il comunicato stampa al vetriolo inviato lo scorso 20 novembre, alla vigilia delle elezioni regionali, dai gestori del lido San Lorenzo, situato in contrada Defensola. Dopo un'ingiunzione di pagamento di 6 milioni di euro e una serie di denunce penali, i gestori, in particolare la signora Maria Vittoria Mazzone, hanno parlato di una “vera e propria persecuzione” ai loro danni. “Tutto ha avuto inizio il 3 gennaio 2024, con la notifica di un'ingiunzione di pagamento per una presunta occupazione di un terreno agricolo di appena 13.000 mq. Ciò nonostante, la proprietà privata di tale area sarebbe stata regolarmente certificata dalla Regione Puglia e la documentazione inviata al sindaco di Vieste. L'atto milionario, a firma di un dirigente comunale due giorni prima del pensionamento, sembra essere il primo di una serie di presunti attacchi mirati”, si legge nel comunicato. 

“L'estate 2024 è stata vissuta dai gestori come un incubo, segnata da una serie di controlli serrati. Il 29 luglio 2024, dopo l'ennesimo sopralluogo, i gestori si sono visti notificare una sanzione di 1.500 euro e un'ulteriore denuncia penale per occupazione abusiva di demanio marittimo. Curiosamente, tutta la documentazione attestante la regolarità era stata precedentemente presentata “a chi di dovere”. Tuttavia, nel verbale sarebbe stata stranamente omessa la menzione di un'autorizzazione del 2007 che legittimava la posa di ombrelloni e lettini, casotto deposito attrezzi, wc e passerella per persone con disabilità. In merito alla questione, il 2 agosto 2024 sono stati presentati gli scritti difensivi al sindaco. Da allora si è in attesa di definizione. La vicenda ha preso una piega ancora più paradossale quando, il 29 novembre 2024, il Comune ha avviato un procedimento di delimitazione proprio nell'area già autorizzata per la posa di ombrelloni e lettini e delle attrezzature temporanee. Le motivazioni addotte dal dirigente del Settore tecnico del Comune di Vieste sono le seguenti: “Pervengono a quest’ufficio numerose segnalazioni di privati cittadini tese a conoscere la libera fruibilità dell’arenile in ambito San Lorenzo, stante l’accertata occupazione dello stesso con lettini e ombrelloni e altri manufatti utilizzato come deposito e bagni per disabili, posti al di fuori delle aree in concessione”. Si precisa, come sottolineato dai gestori, che la posa di ombrelloni e lettini e delle attrezzature temporanee sono state regolarmente autorizzate dal Comune di Vieste, dalla Capitaneria di Porto di Manfredonia, dalla Capitaneria di Porto di Vieste, Agenzia delle Dogane e dall’Agenzia del Demanio. Tutte autorizzazioni che risulterebbero clamorosamente omesse nel verbale del 29 luglio 2024. Le operazioni della Commissione di delimitazione si sono concluse il 29 ottobre scorso. Dal verbale redatto dalla Commissione, s’intende sottrarre più di 2.000 mq di arenile dalla disponibilità del lido San Lorenzo, il quale rimarrebbe così con una superficie di appena 450 mq. Di fronte a questi fatti, la proprietà del Lido San Lorenzo ha sporto denuncia penale per tentata estorsione e calunnia contro membri dell'amministrazione per l’ingiunzione di pagamento di 6 milioni di euro. Successivamente, è stata presentata un'ulteriore denuncia per falso nei confronti degli agenti della Polizia Locale, dei militari della Capitaneria e di un funzionario comunale, a causa dell’omissione delle regolari autorizzazioni nel verbale del 29 luglio 2024”.

“Partirà una denuncia per calunnia e diffamazione. Le cose non sono affatto andate così come sono state raccontate dai titolari del lido”, afferma ora il primo cittadino. “La verità è che noi abbiamo liberato la spiaggia da un'occupazione senza titolo, rendendola nuovamente fruibile da parte della collettività. Tutto partì nel momento in cui il Comune, negli scorsi anni, doveva realizzare un sentiero tra la baia di San Lorenzo e Porticello. Pasquale Tatalo, titolare del lido San Lorenzo, fermò i lavori, con un’interruzione di pubblico servizio, asserendo di essere occupante. Il legale suo e della moglie Vittoria Mazzone ci disse che dovevamo andarcene e denunciò il mio dirigente. Si trattava, peraltro, solo di installare una staccionata con due panchine in legno. Noi proseguimmo l'opera”.

Nobiletti sottolinea come il Comune si sia mosso allo stesso modo in altre circostanze analoghe. “Non è soltanto lui a trovarsi in questa situazione, ci sono state altre situazioni analoghe di occupanti di aree demaniali o rientranti nel patrimonio indisponibile dell'ente. Il Comune si è comportato sempre allo stesso modo ed ha vinto in giudizio in tutti i casi. Penso alla torre di Porticello, a baia Turchese, al parco giochi di via Marconi, alla zona in cui si trova il distributore Esso, all'area vicina al terminal bus, alla zona dove c'era il parcheggio adiacente alla pizzeria Skipper, alle aree di Portonuovo e di Molinella dove c'erano villaggi abusivi in ambedue i casi. Quindi questo relativo a San Lorenzo non è il primo caso ma l'ennesimo in cui il Comune ha fatto valere la legge e tutelato l'interesse pubblico. Nel caso di specie Tatalo-Mazzone l'importo oggetto dell'ingiunzione di pagamento è importante perché si tratta di oltre un ettaro di superficie”, continua il sindaco viestano.

“Ci arrivavano tante segnalazioni in Comune relative al fatto che loro occupassero tutto l'arenile. Dai controlli è risultato che aveva 30 metri lineari di concessione balneare ma ne occupava in realtà ben 147. Su 176-180 metri di arenile avrebbero dovuto essercene 150 di spiaggia libera, secondo la concessione. Dall'indagine fatta in Comune emerse, inoltre, che la linea che delimita il demanio, ovvero il dividente demaniale, si trovava in acqua stranamente. E’ una cosa che non può esistere. Ecco perché attivammo l'iter di perimetrazione e il demanio è stato riperimetrato, una procedura fatta dallo Stato a cui come Comune abbiamo dato soltanto un supporto. L’iter si è concluso ad ottobre scorso, certificando che la spiaggia è pubblica e non è sicuramente del titolare del lido San Lorenzo, se non per i 30 metri lineari di concessione della signora Mazzone. Prima, invece, la spiaggia non era usufruibile nella sua interezza. Gli atti pubblici dimostrano quanto sto dicendo. Abbiamo solo fatto gli interessi della collettività e adottato gli atti necessari secondo legge, comportandoci esattamente allo stesso modo delle volte precedenti in casi del medesimo tipo. Il punto è che lo stesso Tatalo ha dichiarato di essere occupante”.  

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testatina dillo al direttore WEB

 



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