Anche la Cisl, così come la Flai Cgil, ammette tutta la propria delusione dopo aver sperato, negli scorsi anni, nella cancellazione dell’immane vergogna dei ghetti di Capitanata, immonda casa per migliaia di lavoratori migranti impiegati in agricoltura. Rispetto all’ormai sicura perdita della quasi totalità dei fondi PNRR (114 milioni di euro per la Puglia), tema rispetto al quale i sindacati hanno chiesto un incontro al prefetto di Foggia, appare ben poca cosa la notizia del Villaggio dell’Accoglienza. Si tratta del progetto che la scorsa settimana è stato al centro di una riunione di coordinamento interistituzionale svoltasi presso la Prefettura di Foggia. Un progetto della Regione Puglia che, attraverso 13,7 milioni di euro del POC Legalità 2014-2020 del Ministero dell’Interno, darà nuova vita all’ex C.A.R.A. di Borgo Mezzanone, che interessa i territori di Foggia e Manfredonia. Alla riunione, promossa dal prefetto Paolo Giovanni Grieco, hanno partecipato l’assessora regionale alla cultura e conoscenza Silvia Miglietta, il sindaco di Manfredonia Domenicola Marca, l’assessore alla sicurezza e legalità del Comune di Foggia Giulio De Santis (in rappresentanza della sindaca) e i vertici dei locali organi di polizia. Presenti, inoltre, i tecnici di Regione Puglia e di ASSET – Agenzia regionale Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio e i rappresentanti dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. Il progetto del Villaggio dell’Accoglienza - elaborato dalla Sezione Sicurezza del Cittadino, Politiche per le migrazioni e Antimafia Sociale di Regione Puglia con il supporto tecnico di ASSET - dà attuazione a un protocollo d’intesa siglato tra Regione Puglia, Ministero dell’Interno, Prefettura di Foggia e Agenzia del Demanio nel 2021. La gara aperta per la riqualificazione della struttura è stata pubblicata su piattaforma ANAC lo scorso 6 marzo e la scadenza è fissata nel prossimo 26 marzo. I giorni attesi di cantiere sono 215 e l’investimento dovrà essere concluso entro il 31 dicembre 2026 così come previsto dalla chiusura del programma POC.
Prevede il recupero funzionale e la riconversione degli ex blocchi alloggi del C.A.R.A. in miniappartamenti organizzati su due tipologie abitative: moduli abitativi per nuclei familiari, dotati di una piccola cucina con scaldavivande e moduli abitativi senza cucina, organizzati attorno a un punto di aggregazione destinato alla condivisione. Un ulteriore immobile del compendio, da riconvertire in Centro Servizi, accoglierà gli uffici del soggetto gestore e ospiterà spazi poliambulatoriali, aule formative e un auditorium per funzioni spirituali e aggregative, oltre che un punto ristoro e alla realizzazione di una serra da adibire a palestra condivisa. La progettazione presta elevata attenzione alla sostenibilità ambientale, alla qualità dello spazio pubblico aperto e alla condizione climatica del compendio, attraverso interventi di forestazione, di creazione di infrastrutture verdi, di recupero delle acque piovane e di produzione energetica da fonti rinnovabili.
Nel ripercorrere le tappe che, in sinergia interistituzionale, hanno consentito di definire un percorso di graduale superamento dell’insediamento informale di Borgo Mezzanone, il prefetto Grieco ha sottolineato la valenza che il progetto assume a livello nazionale sia in termini di gestione dell’accoglienza, dell’integrazione e dell’inclusione sociale dei lavoratori migranti impiegati nel comparto agricolo che in termini di impatto sull’ordine e la sicurezza pubblica.
“Sicuramente rappresenta qualcosa di buono ma fa parte di quelle gocce nell’oceano di cui parlavo qualche tempo fa”, commenta a l’Attacco la segretaria della Cisl di Capitanata, Carla Costantino. “Con tale intervento si darà senza dubbio respiro ad alcuni migranti regolari, ma esula dall’obiettivo che ci si era prefissati con l’utilizzo delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Noi sindacati abbiamo chiesto unitariamente un incontro urgente in Prefettura col nuovo commissario nominato dal governo. In precedenza abbiamo incontrato l’ex commissario Maurizio Falco, poi c’è stato un cambio. Abbiamo sollecitato un nuovo incontro per capire se ci siano ancora i margini rispetto all’uso di almeno una parte dei fondi PNRR. Stiamo aspettando che il prefetto Paolo Giovanni Grieco ci convochi. In ogni caso il progetto della Regione del Villaggio dell’Accoglienza, che è una risposta importante, costituisce solo la trasformazione del ghetto, che rimarrà esistente. Al massimo alcuni migranti regolari avranno condizioni più dignitose. L’obiettivo che invece volevamo raggiungere col PNRR era tutt’altro: eliminare i ghetti e creare una vera inclusione e integrazione, all’insegna della legalità, del rispetto delle regole e della civile convivenza”.
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