Un avviso pubblico per individuare un immobile da destinare a possibile nuova sede della caserma dei Carabinieri. È quello pubblicato nei giorni scorsi dalla Prefettura di Foggia e che riguarda anche il comune di Vieste, nell’ambito di una ricognizione più ampia che interessa decine di centri della provincia. Non si tratta, almeno per ora, dell’avvio di un trasferimento già deciso, ma di un passaggio tecnico previsto dalla normativa. La procedura rientra infatti nelle indagini di mercato obbligatorie quando si devono rinnovare o stipulare nuovi contratti di locazione per immobili destinati alle forze dell’ordine. “Abbiamo pubblicato avvisi analoghi per oltre trenta comuni - spiega a l’Attacco il dirigente della Prefettura Francesco Fasano -. È un obbligo di legge: prima di rinnovare un contratto o sottoscriverne uno nuovo siamo tenuti a verificare sul mercato la disponibilità di immobili idonei”. Una fase preliminare che riguarda l’intero territorio provinciale e che viene attivata anche in presenza di strutture già operative o interessate da lavori. “Anche in questi casi - aggiunge Fasano - siamo comunque tenuti a effettuare queste verifiche”. L’avviso invita i proprietari a presentare proposte entro il 20 aprile. Gli immobili dovranno rispondere a requisiti tecnici, strutturali e logistici ben precisi, oltre a rispettare le norme in materia di sicurezza, accessibilità, conformità urbanistica ed energetica. Tra le condizioni richieste anche la compatibilità con la destinazione d’uso e la presenza delle certificazioni necessarie. Dal Comune arriva però un elemento che aiuta a leggere meglio il quadro. Nei mesi scorsi la Prefettura aveva già chiesto all’ente se fossero disponibili immobili pubblici da destinare a caserma. “Il Comune non dispone di strutture idonee - spiega a l’Attacco la responsabile dell’area tributi Sofia Ruggeri - e per questo si è andati verso un avviso rivolto ai privati”. Resta tuttavia qualche margine di incertezza sulla reale destinazione della struttura ricercata. Dall’avviso non emerge in modo esplicito se si tratti della caserma già esistente o di una diversa articolazione dell’Arma, come quella da destinare ai pochi carabinieri forestali rimasti. “È possibile - osserva Ruggeri - che si stia valutando una soluzione più ampia, anche per consentire un aumento del personale. A Vieste il problema degli alloggi è concreto e incide sulla possibilità di rafforzare gli organici”.
Un nodo, quello della disponibilità di abitazioni, che non riguarda soltanto le forze dell’ordine ma più in generale tutti i lavoratori che arrivano sul territorio. Nei mesi estivi, con l’aumento della popolazione legato al turismo, trovare soluzioni abitative diventa più difficile e spesso incide anche sulla permanenza del personale nei servizi pubblici.
In questo contesto, la possibilità di disporre di strutture più ampie o dotate di spazi dedicati al personale rappresenterebbe un elemento non secondario nella gestione dei presidi di sicurezza. Un tema che si intreccia con quello più generale dell’organizzazione dei servizi in un territorio che, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza, vede crescere in modo significativo le esigenze operative.
Intanto, però, l’attuale caserma di via Giuseppe Verdi resta pienamente operativa ed è già interessata da lavori. La vicesindaca e assessora ai lavori pubblici Mariella Pecorelli conferma infatti a l’Attacco un intervento di ampliamento in corso per la realizzazione di una foresteria destinata ad ospitare il personale.
Un intervento che va proprio nella direzione di rispondere alle difficoltà legate all’alloggio dei militari e che lascia intendere come, allo stato attuale, la sede esistente continui a rappresentare il punto di riferimento per l’attività sul territorio.
Per questo motivo, più che un’immediata prospettiva di trasferimento, l’avviso sembra inserirsi in una fase di monitoraggio e valutazione. La Prefettura raccoglierà le eventuali proposte e procederà poi alle verifiche, tenendo conto sia degli aspetti economici sia delle esigenze operative dell’Arma.
Il passaggio, pur essendo tecnico, riporta comunque al centro una questione più ampia: quella della presenza e dell’organizzazione dei presìdi di sicurezza in un territorio che, per caratteristiche e flussi, presenta esigenze particolari.
Se e come questa ricognizione porterà a sviluppi concreti lo si capirà nelle prossime settimane. Per il momento resta aperta la possibilità di individuare nuove soluzioni, mentre parallelamente proseguono gli interventi sulla sede già esistente, in un quadro che resta ancora in evoluzione.
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